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Viola Valentino in concerto al Druso: "Canto Comprami, ma non mi sono mai venduta" - BergamoNews
L'intervista

Viola Valentino in concerto al Druso: “Canto Comprami, ma non mi sono mai venduta”

Al locale di Ranica sarà protagonista di una serata insieme a Marco Ferradini. L'abbiamo intervistata effettuando un viaggio nella sua carriera.

“Ai concerti non posso non cantare Comprami perchè la gente vuole ascoltarla. Io, però, non mi sono mai venduta per denaro: ho sempre dato importanza ai sentimenti veri”. Così Viola Valentino, nome d’arte di Virginia Maria Minnetti, si racconta parlando del suo più grande successo.

La cantante sabato 3 novembre alle 22.30 al Druso di Ranica sarà special guest di un evento dedicato agli anni Ottanta insieme a Marco Ferradini, voce di “Teorema”. Bergamonews l’ha intervistata per conoscerla meglio.

Quando è nata la sua passione per la musica?
Avevo poco meno di vent’anni quando ho cominciato a frequentare l’ambiente musicale, ma senza fare l’artista: avevo degli amici che suonavano e mi piaceva stare con loro mentre facevano le prove. L’amore per la musica è nato strada facendo, come avviene per tutte le passioni. Poi c’è stato un incontro con Gino Paoli che ha creduto nelle mie possibilità e ha prodotto un mio disco. Dopo aver partecipato ad alcuni eventi musicali, mi sono fermata perché volevo continuare a studiare e a lavorare: avrei voluto diventare psichiatra e facevo la modella per pagarmi gli studi provenendo da una famiglia molto povera.

Non aveva paura di perdere un’occasione importante?
Non mi sentivo ancora pronta, anche se avevo già ottenuto riscontri positivi. Per esempio in un concorso televisivo in Svizzera superai un signore che si chiamava Lucio Battisti. Allora anche lui non era ancora famosissimo, però aveva tutte le prerogative per esserlo. Nonostante avessi vissuto esperienze molto belle come questa decisi di rimandare, anzi di chiudere come cantante. Poi sono stata sposata con Riccardo Fogli e per tanti anni ho respirato musica. Con lui e altri artisti ho collaborato nel gruppo dei Fantasy, poi quando si sono sciolti il produttore Giancarlo Lucariello, mi propose di intraprendere la carriera da solista: mi sentivo pronta e ho accettato, ho cantato “Comprami” ed è cominciato tutto.

In quel momento ha adottato lo pseudonimo di Viola Valentino. Come mai?
Si, negli anni Ottanta per i cantanti era molto diffuso utilizzare pseudonimi. L’ho scelto perché Viola indica un colore ma anche uno stato d’animo, uno strumento musicale e un fiore. Il cognome, Valentino, invece, voleva essere un riferimento alle mie esperienze pregresse nel mondo della moda. Insomma, suonava bene, racchiudeva le mie sensibilità e il mio vissuto: mi rappresentava in maniera efficace.

Cosa ha significato per lei la canzone “Comprami”?
Ha rappresentato e rappresenta molto. È una canzone che non riesce a morire, ho provato in tutti i modi a “ucciderla”, ma non ci sono riuscita: se non la cantassi mi picchierebbero e quindi la ripropongo sempre. Non capita solo a me: ogni cantante ha la sua croce, per esempio Gianni Morandi “Fatti mandare dalla mamma”, Gianna Nannini “America” e Vasco Rossi “Albachiara”. Non possono non cantarle, ma loro non sono solo quella canzone, così come io non sono solamente quella di “Comprami”. Sono cresciuta molto artisticamente e se una persona cercasse su YouTube scoprirebbe tante altre mie canzoni oltre ai miei successi degli anni Ottanta. C’è sempre un voler andare avanti: quel decennio è passato, può rivivere in un ricordo televisivo come nel programma “I migliori anni” o con un revival.

Ma le canzoni degli anni Ottanta sono intramontabili: qual è il segreto di questo successo?
Non so spiegare la magia che nasce attorno a un brano. Al concerto in programma al Druso proporrò sia i grandi successi degli anni Ottanta sia canzoni nuove, che il pubblico apprezza molto.

In diverse occasioni ha dichiarato di sentirsi prigioniera di “Comprami”. Come mai?
Mi sento abbastanza incatenata da questa canzone. Non voglio essere necessariamente legata agli anni Ottanta: come ascoltatrice amo gli anni ’60 e ’70 dove si possono trovare canzoni davvero belle e i gruppi più importanti sulla scena internazionale, mentre gli anni ’80 e ’90 mi hanno trasmesso poco. Ascolto un po’ di tutto, anche se dovendo scegliere un disco opterei per John Lennon o Mariah Carey. Inoltre, mi piacciono David Bowie, Björk, Aretha Franklin e Tina Turner… potrei citare tanti nomi appartenenti a periodi e anni differenti. In Italia non abbiamo artisti paragonabili a questi mostri sacri: non vedo tutte queste grandi voci eccetto Mina e Ornella Vanoni, quest’ultima a livello d’interpretazione e non vocalmente. Spesso viene criticata la mia estensione vocale ma, guardando il panorama nazionale, non vedo granché: le grandi artiste si contano sulle dita di una mano.

Dunque è critica rispetto al panorama musicale attuale
Le critiche si esprimono e si ricevono. Anche a me ne sono state indirizzate parecchie per il modo in cui ho cantato “Comprami” ma nessuno riesce a interpretarla come me: quella canzone è talmente semplice da diventare difficile, bisogna adoperare un po’ di magia per cantarla in un certo modo. Hanno provato a farlo tanti artisti, uomini, donne e gruppi, remixandola oppure no, ma non è la mia “Comprami”.

E quanto di lei c’è in quella canzone?
Abbastanza, perché facevo la modella e non sono mai stata comprata da nessuno con il denaro: sono sempre stata una persona estremamente corretta, anche se la vita mi ha dato delle sferzate talvolta forti. Mi ci sono riconosciuta per sensibilità, perché la donna di questo manifesto si vende per amore, sogni e poesia, non per una cosa da poco. E spesso chi ha criticato il testo non ha capito il suo significato o l’ha compreso dopo: anche una donna bellissima e di successo può innamorasi dello sfigato di turno perché ci sono dei valori che vanno al di là del denaro. La persona che fa nascere il sentimento ha delle caratteristiche che magari un riccone con lo yacht in tutti i porti panamensi non ha. Una donna può innamorarsi di qualcuno proprio per la sua semplicità e per il fatto che non si venda: questa è la cosa più importante. Altrimenti sarei stata “Pretty woman 2 – La vendetta”, dove lei non chiedeva niente ma poi ha trovato un uomo facoltoso… io invece ho sempre avuto fidanzati non troppo ricchi.

Ci racconti…
Io e Riccardo (Riccardo Fogli, ndr) ci siamo sposati molto giovani e non avevamo il becco di un quattrino: siamo cresciuti insieme artisticamente, umanamente, moralmente ed economicamente. Non sono mai andata alla ricerca dell’industriale: ci sono delle attrici e delle cantanti di cui non faccio il nome che, nonostante non abbiano cantato una canzone come “Comprami” si sono vendute al più ricco. Io invece non mi sono mai venduta e ho sempre dato importanza ai sentimenti veri. Questo grazie al mio vissuto: vengo da un contesto particolare, mio padre era un pittore, la mia era una famiglia d’arte, di cultura: era povero ma è stato stimato e amato.

E in questo momento Viola Valentino è felice?
Si, ma mi basta poco per esserlo. Non ho bisogno di grandi automobili, pellicce, gioielli ecc: amo gli animali, il giardino ed essere circondata da persone semplici con cui posso uscire anche indossando un paio di jeans e una maglietta senza truccarmi. Avendo tutto questo non mi manca nulla.

Negli anni ha collaborato con tanti autori, ricorda qualcuno con particolare affetto?
Gianni Bella
, che è una persona meravigliosa dal punto di vista umano oltre a essere un grande pianista e compositore: gli rivolgo un pensiero particolare, considerando che non sta attraversando un periodo semplice. Ricordo, inoltre, Bruno Lauzi, con la canzone “Barbiturici nel tè”, che aveva proposto a tanti artisti ma volle che la cantassi proprio io.

C’è qualche nuovo talento che le piace?
Sto seguendo X Factor e trovo che abbia un cast molto interessante e abbia artisti validi. Ci sono anche Amici, The Voice e Tu si que vales, che ha una formula diversa ma mi diverte. Più in generale, ci sono tanti artisti che apprezzo ma, considerando che Emma Marrone e Alessandra Amoroso hanno una loro dimensione e sono già consacrate, al momento non vedo particolari astri nascenti.

Farebbe la coach di un talent?
Si, molto, perché mi piace interfacciarmi con i giovani. Per quanto riguarda i coach, penso che l’espulsione di Asia Argento da X Factor sia stata ingiusta.

Prima della vicenda con Bennett, Asia Argento ha denunciato le molestie nel mondo del cinema. Ci sono anche nell’ambiente musicale?
Ci sono in tutte le professioni, i mestieri e i luoghi. Ma io non credo a una parola di quello che è stato detto contro di lei. Era determinata e, pur non essendo una cantante, capiva molto di musica.

Anni fa ha partecipato a “Music farm”. Rifarebbe l’esperienza di un reality?
Non saprei. Me lo hanno proposto: per ora non ho accettato ma non è detto che non vi prenda parte in futuro. Escluderei, invece, una mia partecipazione a Tale e quale show perché secondo me è indicato per artisti di altri settori ma non per i cantanti. Per esempio, ho trovato deprimente vedere Riccardo Fogli, con tutta la sua carriera alle spalle, imitare Patty Pravo mettendosi la parrucca bionda.

Per concludere, quali sono i suoi prossimi progetti per il futuro?
Sto lavorando a un nuovo disco di inediti che uscirà al più tardi in primavera. I sogni, poi, sono tanti, ma oggi come oggi conta essere parte di una major e il mondo della musica assomiglia a una giungla…

Lei però sembra forte
Sono agguerrita, appaio forte, ma come tutti ho le mie fragilità. Apparire, però, non mi piace: preferisco essere, anche se è vero che nella vita a volte bisogna apparire per poi dimostrare di essere. Sono una persona calma, discreta, sensibile e timida: quando salgo su un palco, grande o piccolo che sia, faccio sempre il segno di croce e mi esibisco con il massimo rispetto per il pubblico. L’emozione è sempre la stessa, con l’età, comunque, si diventa più consapevoli e tosti: consiglio a tutti di diventare più forti, specialmente per chi volesse lavorare nel mio settore, altrimenti artisticamente si muore.

A proposito di palcoscenici importanti, tornerebbe a Sanremo?
Sì, come si dice in questi casi: mai dire mai. Il problema è che chi vi prende parte ha bisogno di essere spinto editorialmente da una major, artisticamente da un produttore, ecclesiasticamente da un cardinale e politicamente da un politico. Praticamente Sanremo è su invito. In una situazione come questa, per un mio ritorno all’Ariston, a fare la differenza sarebbe la volontà del direttore artistico. Secondo me, nella loro personalità, Gianni Morandi e l’anno scorso Claudio Baglioni sono stati molto bravi. In ogni caso, avrei già un brano per Sanremo che sarà contenuto nel mio prossimo disco.

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