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I musulmani e l’asta: “Preghiamo sotto un viadotto, cerchiamo autonomia e dignità” fotogallery video

L'ex falegnameria oggi punto di riferimento dei fedeli a Boccaleone: "Del bando abbiamo saputo all'ultimo, era un'opportunità da cogliere"

L’offerta per la chiesa del vecchio ospedale? “Cerchiamo più autonomia, stabilità e dignità”. Sono le parole di Youssef Ait Abboudel, portavoce dell’Associazione Musulmani di Bergamo che giovedì 25 ottobre si è aggiudicata l’asta dell’ospedale Papa Giovanni per la cappella degli ex Riuniti.

Ecco dove prega l'Associazione Musulmani di Bergamo

L’offerta che hanno presentato – un rialzo dell’8 per cento rispetto alla base d’asta, fissata a 418 mila 700 euro – ha colto di sorpresa la comunità ortodossa romena che dall’agosto 2015 usufruisce degli spazi in comodato d’uso gratuito: la loro proposta non è andata oltre il 6,1%, mentre quella di una società alberghiera si è fermata allo 0,1%. Tre i mesi di tempo per completare il pagamento.

“Abbiamo saputo all’ultimo momento del bando – commenta il portavoce dell’associazione -. Era un’opportunità e l’abbiamo colta. Il posto in cui ci troviamo adesso non può soddisfare le esigenze della nostra comunità”.

Sono all’incirca 400 i fedeli che ne fanno parte, ma durante il Ramadan salgono fino a 2 mila. Il punto di riferimento è al civico 4 di via Rosa, nel quartiere di Boccaleone, in uno spazio che il Comune di Bergamo può concedere loro solo in via provvisoria.

Quella che in passato era una falegnameria, oggi è la sala dove si riuniscono fino a cinque volte al giorno: 370 metri quadrati a ridosso del viadotto di Boccaleone. “I problemi non mancano – dice Youssef Ait Abbou -. Quando preghiamo la sala vibra al passare dei camion. Ne facciamo una questione di autonomia, ma anche di sicurezza”.

Ecco dove prega l'Associazione Musulmani di Bergamo

La vendita della chiesa agli ex Riuniti ha scatenato un polverone politico. L’azienda ospedaliera Papa Giovanni è controllata da Regione Lombardia, la stessa che nel 2015 ha varato la legge “anti-moschee” rendendo molto difficile la costruzione di nuovi luoghi di culto. “Ma quella chiesa lo è già – ribadisce il portavoce -. Presentando un’offerta abbiamo rispettato la legge”.

Il governatore Attilio Fontana ha annunciato che farà valere il diritto di prelazione. L’intenzione è quella di comprare la chiesa per poi lasciarla agli ortodossi: “Ad oggi abbiamo sentito solo parole – conclude Youssef -. Quando sarà il momento valuteremo attentamente la situazione, anche con i nostri legali se necessario”.

Nel frattempo il Consigliere regionale Niccolò Carretta (Lombardi Civici Europeisti) ha depositato un’interrogazione che verrà discussa martedì 6 novembre: “Ripercorrendo le tappe della vicenda – spiega – chiederò chiarimenti al presidente Fontana, compresa l’apertura di un tavolo di confronto sulla legge anti-moschee”.

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