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Lenny Zakatek, voce degli Alan Parsons Project, al Creberg per un concerto dalle mille sorprese - BergamoNews
Giovedì 1 novembre

Lenny Zakatek, voce degli Alan Parsons Project, al Creberg per un concerto dalle mille sorprese

Tutte le canzoni che i fan amano e che conquistarono le classifiche mondiali a partire dal 1976, saranno riproposte fedelmente in questo concerto con la voce originale di colui che ha firmato quel decennio a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta

“Honouring the music of Alan Parsons & Eric Woolfson” è lo spettacolo. E Lenny Zakatek, il cantante dei più grandi successi di The Alan Parsons Project, sarà il protagonista indiscusso. 

Giovedì 1 novembre alle 21 il Teatro Creberg di Bergamo si riempirà delle indimenticabili musiche della leggendaria band, in un poderoso mix di rock sinfonico (fatto di orchestrazioni sontuose ed arrangiamenti epici) e di tecnologia, frutto dell’ingegno e della creatività di Alan Parsons e di Eric Woolfson. Tutte le canzoni che i fan amano e che conquistarono le classifiche mondiali a partire dal 1976, saranno riproposte fedelmente in questo concerto con la voce originale di colui che ha firmato, con un tratto indelebile, quel decennio a cavallo tra i Settanta e gli Ottanta: Lenny Zakatek, passato alla storia con il nome di “The Voice”. 

Già noto e amato dal pubblico bergamasco dopo il concerto al Lazzaretto del 21 giugno, ora Lenny è tornato ed è pronto a stupire nuovamente il pubblico con l’esibizione al Creberg della band Skeye per uno spettacolo unico ed appassionante. Alla fedelissima riproduzione dal vivo dei più travolgenti successi parsoniani così come sono stati registrati, del periodo che va dal 1976 al 1990 (tra i quali i classici Sirius, Eye in the sky, Games people play, I wouldn’t want to be like you, Mammagamma, Ammonia Avenue, Freudiana, In the lap of the gods, Some other time), verranno presentati anche brani mai riprodotti negli anni di attività live di Parsons, dal 1995 ad oggi.

“Negli ultimi mesi mi sono esibito a New York e in diverse parti d’Italia e ho avuto tante soddisfazioni ed emozioni – ci racconta Lenny – Per poi tonare a Bergamo, dopo aver sentito che la band stava creando una sorpresa per me, un nuovo concerto, un nuovo progetto da realizzare. Sono nervoso, perché molti aspetti del concerto dell’1 saranno una sorpresa per me tanto quanto per il pubblico. Non ho idea di quello che succederà! Ma è sempre una grande emozione tornare in questa città, con persone meravigliose: è bellissimo stare con i compagni.”

Sul palco insieme a Lenny Zakatek un imponente ensemble composto dall’Orchestra Sinfonica Gavazzeni, formata da 37 elementi, da un coro lirico di 12 voci, e dai musicisti della band del progetto Skeye capitanati dal chitarrista Massimo Numa.

Lenny Zakatek

“Sarà una grande sorpresa, non si può rivelare, per scoprirlo bisogna solo partecipare al concerto – ci racconta Massimo Numa – Tutti i concerti sono diversi tra loro, ma quello al Creberg sarà differente da quello di giugno al Lazzaretto perché sarà più basato sulle tracce cantate da Lenny e darà al pubblico qualcosa di molto speciale. Non si può svelare perché rovinerebbe la magia della sorpresa: è, per certi versi, un concerto top secret. Basti sapere che il pubblico di certo lo amerà: ci sarà tanto da ballare e sarà uno spettacolo che non avranno mai visto né sentito.”

Con la coinvolgente e calda voce di Lenny e la grande orchestra di voci e strumenti sul palco, quello di “Honouring the music of Alan Parsons & Eric Woolfson” sarà un appuntamento decisamente da non mancare, un evento eccezionale a cui presto seguirà la pubblicazione di un doppio cd. Parte del ricavato del concerto andrà a sostegno dell’associazione Amici del Moyamoya Onlus.

“Siamo nati nel 2011 a seguito dell’esperienza di Monica, sorella della nostra presidente Giusy, che nel 2006, durante il sesto mese di gravidanza, ha contratto la ‘Moyamoya’, una malattia rara e degenerativa che porta alla chiusura delle arterie impedendo così l’afflusso di sangue al cervello e generando paresi o difficoltà nei movimenti e nella parola – racconta Paolo Gritti, membro dell’Associazione – Per portare avanti la gravidanza ha dovuto rinunciare ad assumere i farmaci necessari: il bambino è nato, oggi è sano e ha 13 anni, ma Monica fino al 2015 è stata sulla sedia a rotelle, quando purtroppo è mancata. L’associazione ha sede a Scanzorosciate ed è nata per aiutare i malati, i familiari e tutti coloro che hanno questa malattia, ad avere un percorso più sereno grazie al dottor Andrea Lanterna dell’Ospedale di Bergamo. Siamo molto felici di prendere parte a questo concerto, ci siamo commossi quando Numa ce l’ha proposto: se si vuole unire musica, arte e solidarietà quella dell’1 novembre è l’occasione da non perdere.”

Oltre al successo planetario avuto con The Alan Parsons Project, Zakatek ha fatto parte dei Gonzalez (la loro “I haven’t stopped dancing yet” fu una hit mondiale) e ha cantato tra gli altri anche con INXS, Bon Jovi, Bob Dylan, Joni Mitchell, Michael Kamen. Negli ultimi 15 anni si è occupato di produzioni, management ed edizioni, scrivendo anche per altri artisti. Dopo un primo album solista, prodotto dallo stesso Alan Parsons, Zakatek ha pubblicato nel 2016 l’album “Love Letters”. Nel 2017 è stato inserito tra le Legends of Vinyl Hall of Fame per il suo contributo all’industria. Recentemente si è esibito in Italia insieme a The Trammps e The Ritchie Family, davanti ad un pubblico di 20mila fan.

“Quando ero giovane in una recensione avevano scritto che ero come un ‘frigorifero’ – conclude ridendo Zakatek – Perché, come quando si apre il frigorifero e la luce è sempre accesa, così dicono che io sono sempre pieno di idee e progetti (verissimo!). Ma la verità è che quando salgo su un palco è come se avessi ancora 19 anni, perché mi piace moltissimo esibirmi di fronte ad un pubblico e prendo sempre molto dai miei fan: è su un palcoscenico che mi sento più a mio agio.”

Di certo Lenny ha ancora tanto da raccontare e da mostrare e non mi stupirei se tra qualche mese ci incontrassimo di nuovo per conoscere i segreti del suo nuovo futuro progetto. Ma, intanto, godiamoci il concerto dell’1 novembre e prepariamoci a ballare e cantare!

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