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Bergamo saluta e ringrazia Paolo Crivelli: "Hai avuto meno di quanto meritassi" - BergamoNews
La commemorazione

Bergamo saluta e ringrazia Paolo Crivelli: “Hai avuto meno di quanto meritassi”

Una sala consiliare affollatissima ha dato l'ultimo saluto all'ex vicesindaco e assessore all'Urbanistica del Comune: gli interventi commossi di amici e compagni di una vita.

Sulla bara una grande composizione di rose gialle, attorno familiari, amici di una vita o semplici conoscenti: in una sala consiliare gremita ben oltre le proprie capacità, Bergamo ha voluto dare l’ultimo saluto civico a Paolo Crivelli.

Un congedo emozionato, spesso interrotto ora dalla commozione di chi ha voluto prendere la parola per ricordarlo, ora dagli applausi di chi in quei ricordi ha riconosciuto anche solo un pezzetto di Paolo: una figura che alla città di Bergamo, da vicesindaco, capo di Gabinetto e assessore all’Urbanistica, ha lasciato molto.

“Fa strano tornare qui e non vedere Paolo – ha sottolineato Pia Locatelli, già europarlamentare del Partito Socialista – Era una persona capace di smussare spigoli e allentare tensioni ma senza mai perdere il binario da seguire. Era un uomo di principio e dignità: anche se ultimamente le nostre strade partitiche si sono divise, l’amicizia è sempre continuata. Ho perso l’amico di una vita e il compagno di tante battaglie”.

Un uomo innamorato dell’arte politica: “È stata tutta la sua vita – ha ricordato il sindaco Giorgio Gori – Gli piaceva, lo appassionava: ne coglieva le sfumature, i rapporti di forza, era intelligente e abile nel cucire relazioni, superare i contrasti, costruire il consenso. Mai banale, mai incline al conformismo. Socialista, orgogliosamente legato ai valori di libertà, giustizia e solidarietà. Anche quando per dirsi socialisti ci voleva del coraggio, e a lui non è mai mancato. Aveva il piacere di stare in mezzo ai giovani e di condividere con loro la sua passione e i suoi valori. E in più quella dote rara, l’ironia, che ne faceva una persona estremamente amabile e divertente”.

La commozione si impadronisce della sala quando a prendere la parola è Roberto Bruni: più volte l’ex sindaco deve cedere il passo alle lacrime, ricordando la sua amicizia cinquantennale con Crivelli tra momenti di forte amarezza, come le accuse poi cadute nel nulla durante Tangentopoli, e quelli di intima amicizia, come durante i viaggi di andata e ritorno verso Milano negli anni da consiglieri regionali.

“Non ha avuto una vita facile, segnata da piccolo dalla perdita contemporanea di entrambi i genitori – ha evidenziato Bruni – Ma con la vita ha sempre avuto un rapporto positivo e sereno: era curioso di tutto e degli altri, era difficile non volergli bene. Spesso rimaneva nascosto ma è un uomo a cui devo molto: addio Paolo, hai avuto meno di quanto avresti meritato”.

L’esperienza in consiglio regionale ha segnato anche Umberto Ambrosoli, candidato alla presidenza nel 2013, che ha voluto essere presente alla commemorazione: “L’ho conosciuto tardi ma la mia vita si è arricchita con la sua conoscenza, grazie al suo enorme esempio di passione politica. Spero, nel mio piccolo, di poter essere testimone di ciò che mi ha insegnato”.

Dai ricordi degli amici Augusto Benvenuto, Raffaella Cornelli e Giulia Riccardi è emerso il Paolo Crivelli di tutti i giorni, quello che a loro nei mesi della malattia aveva chiesto “un bel discorso”: nessuno si è tirato indietro, tutti hanno voluto onorare quella promessa fatta per testimoniare il privilegio di essergli potuti stare accanto.

Prima dei commossi “grazie” di Elena Carnevali e Nadia Ghisalberti, per l’ispirazione che ha saputo dare a entrambe, le toccanti parole della nipote Viola: “Mi mancheranno i tuoi discorsi politici e il tuo borbottare, è stato difficile alzarsi e non trovarti in salotto con la tua camicia a quadri e il profumo di caffè. Mi hai spronata a non accontentarmi, a non farmi mettere i piedi in testa, mi hai insegnato la giustizia. Mi mancheranno tante cose ma tante sono quelle belle che conserverò di te”.

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