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“Infame, pagherai”: minacce con svastiche al giornalista bergamasco Berizzi

Scritte sui muri fuori di casa e nell'androne, nonostante la sorveglianza della polizia. Carnevali: "Non sottovalutiamole"

Ancora intimidazioni contro il giornalista bergamasco Paolo Berizzi, inviato di Repubblica. Come scrive lo stesso giornale, nonostante la sorveglianza da tempo disposta nei confronti del cronista da Questura e Prefettura di Bergamo, nella notte tra lunedì e martedì 30 ottobre sui muri e nell’androne di casa di Berizzi a Bergamo sono comparse scritte come “Infame, pagherai”, svastiche, celtiche. Sul posto sono intervenuti gli uomini della Scientifica e quelli della Digos.

berizzi

“Mani vigliacche mi hanno dato il buongiorno così – questo il commento del giornalista su Twitter – . Scritte su portone e androne di casa (l’anno scorso mi avevano fatto l’auto). Appena intervenute Digos e Scientifica. Se pensate di intimidirmi e fermarmi vi sbagliate. Siete solo codardi che si muovono di notte come topi di fogna”.

Non è il primo episodio di questo tipo nei confronti del giornalista di Repubblica. L’anno scorso, come ricorda Berizzi nel tweet, sulla carrozzeria della sua auto vennero incise una svastica, dei simboli delle SS e un crocifisso. E ancora, nei mesi passati, minacce sui social, striscioni appesi in strada e nei palazzetti dello sport (a partire dal Forum di Assago) e fuori dalle sedi di testate giornalistiche, tra cui anche noi di Bergamonews. A maggio di quest’anno, la provocazione su un cavalcavia della A8 e lo striscione con la scritta “camerata”.

Molte delle minacce sono state rivendicate dai militanti di Do.Ra., il gruppo neonazista di Varese, sotto inchiesta da parte della Procura di Busto per tentata ricostituzione del partito fascista, e dal Manipolo Avanguardia di Bergamo, affiliato a Do.Ra. Le intimidazioni sono andate aumentando dopo la pubblicazione del libro “Nazitalia”.

Tanti i messaggi di solidarietà verso Berizzi, oltre a quelli della direzione e dei colleghi di Repubblica e della Federazione della Stampa.

“Le minacce neofasciste a Paolo Berizzi non vanno sottovalutate – dichiara Elena Carnevali, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera – . Ci troviamo di fronte ad atti gravi e pericolosi. Nell’esprimere la vicinanza del Partito Democratico ad un coraggioso giornalista e scrittore, chiediamo con forza e determinazione alle forze dell’ordine, alla magistratura e a tutte le istituzioni democratiche di agire con il massimo impegno per individuare i responsabili. Difendere i valori della nostra Costituzione, tra cui anche quello fondamentale del diritto all’informazione, è un obbligo civile e morale a cui nessuno può sottrarsi. Occorre rispondere con una forte mobilitazione democratica affinché i nuovi fascismi non trovino alcuna agibilità politica nel nostro Paese”.

“Piena e appassionata solidarietà dell’ANPI e della redazione del suo periodico Patria Indipendente al giornalista e amico Paolo Berizzi. Il fascio-vigliacchismo è destinato a perdere. La storia parla chiaro. Andiamo avanti, uniti, con la battaglia culturale e con le denunce”. Lo scrive con un tweet l’Anpi nazionale.

“Solidarietà al giornalista bergamasco di Repubblica, Paolo Berizzi, ancora una volta oggetto di vigliacche e inquietanti minacce, con scritte spray sotto la sua abitazione”. Lo dichiara l’onorevole Paolo Grimoldi, deputato della Lega e Segretario della Lega Lombarda.

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