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Chiesa ai musulmani, la Regione dà battaglia
Ortodossi: no alla proposta del Comune

Il governatore Fontana: "Niente moschea, abbiamo diritto di prelazione". Palafrizzoni offre una sistemazione alla comunità romena: l'intesa sfuma

La partita, ora, si gioca su più fronti. Da un lato c’è Regione Lombardia che annuncia battaglia: “Faremo valere il diritto di prelazione sulla chiesa degli ex ospedali Riuniti“, sostiene il governatore Attilio Fontana. Dall’altro l’Associazione Musulmani di Bergamo, vincitrice dell’asta indetta dall’ospedale Papa Giovanni XXIII (azienda regionale), che non ha alcuna intenzione di mollare la presa. Poi ci sono gli ortodossi, che in quella chiesetta pregano dal 2015 e che dopo il verdetto sfavorevole delle buste attendono certezze sul futuro, seppur rasserenati dalle parole di Fontana.

Le notizie si rincorrono. Quel che è certo è che dalla disputa tra Regione Lombardia e l’Associazione Musulmani (solo agli inizi?) dipenderà anche il futuro della Diocesi Ortodossa Romena, alla quale il Comune di Bergamo ha nel frattempo avanzato una proposta: una sistemazione temporanea negli spazi dell’ex chiesa San Sisto di Colognola, oggi sala civica e auditorium.

Padre Gheorghe Velescu, responsabile della comunità che in città raccoglie oltre 2mila fedeli, non vuole però saperne di lasciare la chiesa che fu dei frati Cappuccini. A maggior ragione dopo la presa di posizione della Regione, giunta qualche ora dopo l’incontro con l’assessore Giacomo Angeloni e don Patrizio Rota Scalabrini, delegato diocesano per l’ecumenismo: “Mi sento preso in giro – ha detto venerdì padre Gheorghe -. Mi chiedo se così facendo si vuol dare una sistemazione a noi o favorire qualcun altro mandandoci altrove (il “qualcun altro” è riferito all’Associazione Musulmani che si è aggiudicata l’asta, ndr). Se non avremo una sistemazione definitiva resteremo dove siamo – ribadisce -. Abbiamo un contratto valido fino al 30 giugno e Fontana ci ha assicurato il suo aiuto”.

Il Comune ha così risposto: “Lo spazio che abbiamo individuato è a disposizione degli ortodossi, ma non possiamo affittarlo o darlo in comodato d’uso gratuito a una comunità religiosa perché secondo la legge regionale sarebbe abuso edilizio – spiega l’assessore Angeloni -. Siamo costretti a sfruttare un regolamento che ne prevede l’uso temporaneo, senza vincoli di esclusività”. Sulle perplessità di padre Gheorghe: “Questa situazione ce la siamo trovata, non l’abbiamo voluta e soprattutto non l’abbiamo cercata – aggiunge l’assessore di Palafrizzoni -. La responsabilità è soltanto della Regione, doveva pensarci prima”.

Il caso era esploso giovedì, quando all’apertura delle buste l’offerta della comunità islamica (forte di un rialzo dell’8% su una base d’asta di 418.700 euro) è risultata superiore a quella della comunità cristiana-ortodossa romena che da tre anni usufruisce della cappella in comodato d’uso gratuito.

Da quel momento si sono rincorse e rimpallate accuse, compresa la richiesta di revoca del bando avanzata dai parlamentari bergamaschi della Lega Nord Alberto Ribolla e Daniele Belotti all’Asst di Bergamo: gli islamici hanno annunciato l’intenzione di mantenere la destinazione urbanistica a luogo di culto, lasciando intendere che per loro la struttura sarà luogo di preghiera.

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