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Giovani e politica, tra tanta indecisione e sfiducia: “A chi dobbiamo credere?”

La confusione regna sovrana non solo tra i giovani

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Nel mio piccolo cerco sempre di tenermi aggiornato su ciò che accade nel mondo politico, in quanto credo che la disinformazione sia il primo grande problema che affligge il nostro paese.
A colpirmi in questi giorni è stato un fatto che ha invaso le prime pagine di tutti i giornali e le aperture di ogni telegiornale.

È di qualche giorno fa la notizia dello scandalo che ha coinvolto il nostro governo, relativa alla possibilità che qualcuno abbia volontariamente apportato cambiamenti al decreto fiscale che era stato precedentemente concordato e approvato durante il consiglio dei ministri.
A partire da quel momento, i leader delle due fazioni politiche al governo, Matteo Salvini (lega), e Luigi Di Maio (M5S), il primo accusato dal secondo di aver indirettamente introdotto modifiche al decreto, i quali ricoprono anche la posizione di vicepresidente del consiglio, hanno dato vita ad un acceso scambio di accuse.

“L’amore non è bello se non è litigarello” sostiene un detto.

Penso che in questo caso però ci si stia spingendo oltre, perché dopo mesi di accordi che probabilmente non soddisfacevano pienamente nessuna delle due parti in campo, si è giunti ad un punto davvero pericoloso. La confusione regna sovrana non solo tra i giovani, ormai abituati a nutrirsi e prendere ispirazione da questa confusione, ma anche tra chi in teoria dovrebbe decidere le sorti del paese.

E allora mi chiedo, lanciando anche una piccola provocazione, come la nostra nazione possa reggersi su basi così fragili; come due persone che faticano a fare affidamento l’uno all’altro, possano guidare l’Italia fuori dalle sabbie mobili in cui è intrappolata da tempo.

Tralasciando considerazioni tecniche e andando al di là delle simpatie politiche, ciò che è accaduto tra i due ministri è qualcosa che metterebbe in crisi qualsiasi relazione di coppia, dove per coppia intendo amici, fidanzati, colleghi; è chiaro infatti che la fiducia, ma anche probabilmente il rispetto tra le parti, sia ai minimi storici.

E senza fiducia e rispetto è difficile costruire qualcosa che possa poi durare nel tempo, soprattutto se quel qualcosa è il futuro di milioni di persone.

A chi dovremmo credere? A chi dovremmo dare fiducia?
Tra le due parti c’è stato un chiarimento, almeno di facciata; ma siamo sicuri che la corda non sia stata tirata troppo a lungo?

Italia: che caos!

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