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Boccia: “La grande sfida per l’Italia è l’occupazione e il lavoro” fotogallery

Crescita, infrastrutture, sgravi ed incentivi per creare occupazione e lavoro. Sono solamente alcune delle parole che condividono tutti gli imprenditori all'assemblea di Confindustria Bergamo, che si è svolta martedì 23 ottobre, in un hangar dell'aeroporto de Il Caravaggio di Orio al Serio.

Crescita, infrastrutture, connessione, incentivi e sgravi per creare occupazione e lavoro. Sono solamente alcune delle parole che condividono tutti gli imprenditori all’assemblea di Confindustria Bergamo, che si è svolta martedì 23 ottobre, in un hangar dell’aeroporto de Il Caravaggio di Orio al Serio.

Un chiaro messaggio alla politica, con la quale gli industriali sono disposti a collaborare per creare infrastrutture per far decollare il Paese, e un linguaggio che più lontano dalla politica non potrebbe essere. L’Europa è a portata di mano in questo scalo che è il terzo in Italia per passeggeri (oltre 12 milioni nel 2017), che ha collegamenti quotidiani con 130 destinazioni. Qui l’Europa conta. Conta per l’export delle aziende orobiche che non sono rimaste isolate e che hanno spiccato il volo uscendo dal pantano della lunga crisi. Qui, in questo hangar dove anche il soffitto è illuminato di azzurro, dove il blue carpet porta ad una distesa di poltroncine azzurre orientate all’aquila blu di Confindustria che qui è più reale che mai. C’è un orgoglio tutto italiano che persino il presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia, respira a pieni polmoni.

“Occorrerebbe un grande piano di inclusione giovani, che significa non solo equità generazionale ma riportare il lavoratore al centro dell’attenzione. Abbiamo una grande questione di disoccupazione giovanile nel Paese, in particolare al Sud che va affrontata con serietà – afferma Boccia, che non manca di bocciare il reddito di cittadinanza -: la grande sfida del Paese è l’occupazione e il lavoro”. Non promuove nemmeno la quota 100 per le pensioni. “Non è affatto automatico che a fronte di uno che esce uno entra”.

Tra strette di mano di imprenditori che hanno le radici in terra orobica ma che sono simboli del Made in Italy, Boccia sorride, sente che un’altra Italia è possibile, che il “Sistema Bergamo” può essere la soluzione da proporre al Paese interno e da suggerire a chi è al timone della barca Italia nella tempesta di bocciature che arriva da Bruxelles. “Il punto non è abbassare il rapporto deficit/Pil, il punto è elevare la crescita” rimarca. E sul verdetto della Ue che smonta la manovra del Governo Conte, Boccia non ha dubbi: “era prevista questa bocciatura. È evidente che il governo l’ha messa in conto”. Ed è anche evidente “che qualcuno lo scontro se lo sta chiamando e la cosa da evitare è che non diventi l’alibi dei prossimi mesi per la campagna elettorale delle Europee per dire che l’Europa è cattiva”.

Boccia è in piena sintonia con le parole di Stefano Scaglia, presidente di Confindustria Bergamo, che nel suo intervento non manca di evidenziare l’assenza di un partner nella politica.

“La politica, sia di governo e che di opposizione, non ci sta offrendo un modello di società, di economia, di Paese – afferma Scaglia – da parte della maggioranza, unica parola d’ordine è il cambiamento, ma non si capisce verso dove, quale la visione che ci viene proposta. Il cambiamento per il cambiamento non può essere il fine”.

E ancora: “Siamo abituati a osare e giocare sempre in attacco e non a chiuderci in difesa. Ci rifiutiamo di consegnare ai giovani, che sono qui presenti, e agli italiani l’immagine di un Paese senza futuro e senza opportunità, in cui prevale la negazione senza proposta alternativa, dove tutto è difficile e l’assistenza dello Stato l’unica possibilità.Il dovere di una società responsabile, il nostro dovere di classe dirigente, è combattere le diseguaglianze, offrire a tutti un’opportunità, ma dobbiamo anche raccontare che il resto va poi guadagnato con lo studio, la preparazione, l’impegno personale ed il sacrificio, di cui occorre riscoprire il valore e senza il quale non può esistere soddisfazione personale o professionale. È con questa fiducia nei risultati che derivano dalla competenza, dall’impegno e dalla caparbietà, che alziamo lo sguardo verso il futuro, che ciascuno di noi alza lo sguardo verso il futuro”.

L’assemblea di Confindustria Bergamo si chiude, fuori dall’hangar in attesa di salire sulle navette, si ammirano gli aerei pronti al decollo verso il mondo. Il tramonto è una tavolozza di colori caldi. Un vecchio adagio recita: “Rosso di sera bel tempo si spera”. Qui non si spera, si è convinti di essere in un passaggio cruciale: la necessità di essere connessi con il mondo per disegnare e costruire il futuro.

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