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Stadio, sì al piano attuativo: consiglieri di minoranza, critici sulle altezze, non votano

L'approvazione del piano attuativo è giunta nel corso della seduta del consiglio comunale di lunedì 22 ottobre

A circa due anni dall’inizio dell’iter e dopo cinque passaggi, si è concluso nella serata di lunedì 22 ottobre il percorso in Consiglio Comunale del progetto per la ristrutturazione dello stadio di Bergamo.

Con l’approvazione delle controdeduzioni presentate dall’amministrazione comunale e del piano attuativo, è arrivato il via libera all’intervento che permetterà di riqualificare la struttura sportiva di Viale Giulio Cesare, un via libera discusso che ha visto i consiglieri di minoranza Luisa Pecce (Lega), Andrea Tremaglia (Fratelli d’Italia), Fabio Gregorelli e Marcello Zenoni (Movimento Cinque Stelle) non prendere parte alla votazione.

Diversi i temi presenti nelle osservazioni pervenute all’amministrazione comunale e che hanno interessato le perplessità delle opposizioni, fra questi in particolare l’altezza delle nuove curve, come illustra la rappresentante del Carroccio Luisa Pecce: “Ribadisco, ben venga la ristrutturazione di una struttura che porta alla scomparsa di brutture come quelle di Piazzale Goisis e che possa donare un luogo bello e più elegante dove giocare a calcio, tuttavia rimane il punto che si va ad approvare un piano attuativo parzialmente al buio in cui non si hanno certezze sull’altezza delle curve e sulla viabilità e che giunge dopo che abbiamo avuto modo di apprendere alcuni aspetti soltanto con scoperte in itinere a tratti in precedenza taciute. Oltre a tutto ciò si va a compiere un atto anomalo in quanto nella scheda tecnica sarebbe prevista la definizione delle altezze della struttura all’interno del piano attuativo, cosa che non viene fatta in quanto la definizione viene rinviata al progetto esecutivo – illustra la consigliere leghista -. All’interno della documentazione viene presentata un’altezza di 22 metri, un’altezza però soltanto indicativa che si affianca ad un’altra misura di 31 metri che porterebbe di conseguenza ad una quota tripla rispetto all’attuale, rischiando di conseguenza di impattare sui coni visivi verso Città Alta e la Maresana. Esistono infine sullo stadio dei vincoli aeroportuali all’altezza di 22 metri sopra Curva Sud e 31 metri sulla Curva Nord, per cui chiediamo che la quota di 31 metri riguardi l’altezza massima esclusivamente per gli impianti di sorveglianza da applicare solo sulla sezione nord nel rispetto dei vincoli precedentemente presentati”.

Ad occuparsi del tema è stato anche il consigliere di Forza Italia Gianfranco Ceci, il quale ha concentrato il proprio intervento sulla viabilità: “Come gruppo di minoranza presentiamo all’amministrazione alcune indicazioni che possano migliorare il progetto che dal punto di vista edilizio è ineccepibile e fra di esse chiediamo che l’attuale sistema di Ztl possa esser reso permanente oltre che esser correttamente presidiata affinchè gli abitanti del quartiere possano ridurre i disagi; e che possa divenire permanente anche la permanenza anche dell’accordo fra l’azienda di trasporto pubblico e la società Atalanta. Oltre, visto il bilancio negativo sui nuovi parcheggi e visto che l’area potrebbe esser interessata dalla linea T2, chiediamo che si possano trovare nuove aree, fra le quali si prestano al meglio le aree dell’ex Ismes e Reggiani, mentre sulle altezze da una parte, a causa di un errore nel calcolo di isolivello altimetriche, notiamo come i vincoli aeroportuali siano più bassi, dall’altra, con l’ampliamento delle curve, si osserva come spariscano i coni visivi verso Città Alta e i Colli”.

Pronta è giunta la replica della maggioranza che, nel corso della seduta, ha presentato alla delibera anche un emendamento a firma del consigliere del Partito Democratico Nicola Eynard in cui si specifica come “l’altezza massima indicata riguardi soltanto gli impianti tecnologici” e come “l’altezza massima degli edifici dovrà esser contenuta nei limiti previsti dai vincoli”: “Questo è il progetto più equilibrato e fattibile che si potesse scegliere, più fattibile sia dal piano economico che di quello urbanistico vista la saturazione del nostro territorio. Con l’emendamento l’altezza massima di 31 metri viene legata esclusivamente agli impianti tecnologici, sia altezza degli edifici legata ai vincoli della navigazione aerea, altezze che preoccupano, mentre sul tema dei coni visivi non esiste nulla in merito nell’area tant’è che non è nemmeno previsto il pronunciamento della commissione paesaggistica” sottolinea l’assessore alla riqualificazione urbana Francesco Valesini, a cui si aggiungono le parole dell’assessore alla viabilità Stefano Zenoni: “La scelta di installare lo stadio in centro alla città porta determinate scelte che sarebbero state più semplici nel caso si fossero fatte all’esterno. Nonostante ciò per noi il tema della Ztl rimane centrale, con la possibilità di incrementare il controllo viste le ultime assunzioni compiute nel corpo di polizia locale, mentre su quello dei parcheggi vedremo quando il progetto quando sarà attivo nel caso come agire: sull’area Ismes ci sono buone possibilità di recupero, nel caso analizzeremo se recuperare degli spazi da adibire per la sosta”.

Nel corso del Consiglio Comunale numerosi sono stati gli interventi in merito al tema stadio sia da parte dei consiglieri di minoranza che di maggioranza, fra i quali l’ex sindaco Franco Tentorio (Lista Tentorio), che ha definito la ristrutturazione dello stadio “necessaria” benchè si tratti di un “ripiego rispetto alla Città dello Sport” e che ha espresso perplessità sia sul prezzo di vendita della struttura che sulle nuove curve, perplessità che hanno riguardato anche il capogruppo di Sinistra Unita per Bergamo Luciano Ongaro, il quale ha indicato i propri dubbi sulla quota delle curve e sull’ampliamento di quest’ultime necessaria per raggiungere la capienza di 25.000 posti richiesta dalla UEFA necessaria per disputare match europei.

In conclusione sulla questione si è pronunciato anche il sindaco Giorgio Gori, il quale ha denunciato l’atteggiamento tenuto dalle minoranze: “Se siamo riusciti ad arrivare a questo punto, è grazie alla coerenza della maggioranza – dichiara il primo cittadino orobico – Apprendiamo l’attaccamento tardivo a questo progetto da parte dei gruppi di minoranza solo ora poiché, se avessimo dato ascolto loro all’epoca della fase di alienazione, ora staremmo invano cercando una collocazione per un nuovo stadio”.

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Commenti

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  1. Scritto da Lignorante

    Da quel poco che ho capito non esiste un progetto definitivo e vincolato, ma solo un’idea di massima che deve concretizzarsi.
    E tra gli 11 metri attuali che già sembrano tanti e i 22, per non parlare dei33, c’è una bella differenza!
    Non è che si è firmata una cambiale in bianco, anche da parte di chi si è astenuto, per paura di inimicarsi gli elettori atalantini?
    Non dimentichiamoci del mostro di Via Autostrada, tra l’altro ancora miseramente quasi vuoto