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Ilicic ha riacceso l’Atalanta, ora bisogna uscire dal tunnel

Lo sloveno porta a casa il pallone nella prima partita da titolare. Gasperini chiede continuità: "In casa persi troppi punti"

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Ah, a saperlo prima… Che il problema dell’Atalanta fosse solo quello di far giocare Ilicic dal primo minuto?

Forse è eccessivo vederla così, però lui era il capocannoniere l’anno scorso (13 gol in campionato) e si è ripresentato con una tripletta da antologia, sarà che poi l’aria di Verona gli porta bene visto che ne aveva segnati tre anche il 18 marzo scorso per il 5-0 al Verona, sempre al Bentegodi.

Naturalmente, Ilicic non era disponibile, aveva segnato l’ultimo gol al Trofeo Bortolotti contro l’Hertha tre mesi fa…

Comunque sia, meno male che Ilicic c’è. Non è stato lui ad aprire la goleada ammazzaVentura, è stato un missile di de Roon (sempre ovunque, un maratoneta), però poi lo sloveno ha regalato colpi da fuoriclasse. Quelli che ci volevano per concretizzare tanto volume di gioco, visto anche contro Torino, Sampdoria, Fiorentina. Ma due volte su tre l’Atalanta aveva perso. Immeritatamente, però non aveva raccolto nulla. E quindi si era aperta la crisi.

Tutto risolto? Intanto possiamo immaginare cosa sarebbe costato non battere il Chievo, ultimo e affannato. Ma si temeva un po’ l’effetto cambio di allenatore, anche se la (dis)istima in Ventura ct non creava tantissima apprensione.

Alla fine si è vista in campo solo una squadra, l’Atalanta. Che ha mancato cinque palle-gol prima di buttare giù il muro, prima di rompere un digiuno di reti che durava da quasi 300 minuti. Gomez centravanti e due volte a un passo dal gol (non precisissimo), poi de Roon, Ilicic, Hateboer. Sembrava stregata anche la porta del Chievo, finchè Marten non ha preso coraggio e ha fatto partire un siluro che ha fatto esplodere i tremila bergamaschi accorsi a Verona.

Incredibile, un Bentegodi nerazzurro, un po’ come a Reggio Emilia per l’Europa.

I tifosi hanno dato una spinta straordinaria (anche quella serve, altro che storie) e finalmente l’Atalanta si è sbloccata. Poi lo show di Ilicic, due gol da artista del pallone, il terzo (quello del 4-0) per insaccare un bell’assist di Gosens. E il tedesco si è ritrovato goleador come in Atalanta-Torino di sei mesi fa a Bergamo (2-1): davvero un gesto tecnico spettacolare, come nelle migliori esibizioni dei nerazzurri.

Quindi, abbiamo ritrovato l’Atalanta? L’ha detto anche Gasperini: “Adesso dobbiamo dare continuità ai risultati, ma ci sentiamo più sicuri e più forti. In casa abbiamo perso molti punti e vogliamo fare un buon risultato anche per ripagare questa gente che ancora una volta ci ha seguito in massa e ci ha dato una bella spinta. Del resto loro hanno sempre creduto in noi…”.

Non erano certo le prestazioni che mancavano alla squadra. Gasperini ha provato anche qualche soluzione nuova, Gomez centravanti su tutte, poi Pasalic nel finale al posto di Freuler, Zapata con Barrow…

Certo non tutto fila alla perfezione ed è normale. Gasperini per primo ha ammesso che quando il Chievo è rimasto in dieci per l’espulsione di Barba (sul 2-0) la partita non ha più avuto storia. Ecco, il Chievo ha molto deluso, soprattutto il suo nuovo allenatore.

Meglio così, si è vista solo l’Atalanta. Che applaude un grande Ilicic e, se guardiamo all’altra faccia della medaglia, deve ritrovare un Gomez più preciso e un Barrow più incisivo, con quello spunto in zona gol che sembra avere smarrito. C’è però sempre un Palomino impeccabile e questo toglie un po’ di preoccupazione per l’assenza di Masiello.

Ora serve una striscia positiva. Sarebbe fondamentale, per risalire al più presto.

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