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Palazzo della Ragione, il tribunale del “malefizio” fra sentenze e baionette foto

Nuova puntata del tour fra i luoghi meno conosciuti di Bergamo e provincia, che in questa tappa giunge alla scoperta di uno degli antichi tribunali della città

Il Palazzo della Ragione ha spesso cambiato pelle nel corso dei secoli, da una parte a causa dei cambiamenti compiuti all’interno di Piazza Vecchia, dall’altra a causa dei numerosi incendi che l’hanno rovinato.

Quello che in pochi sanno è che, durante la dominazione veneziana, la piazza era il centro dell’attività pubblica con Palazzo della Ragione in grado di ospitare i lavori della “ratio” (in latino “ragione” da cui deriva il nome), ovvero dell’amministrazione pubblica, e con Palazzo del Podestà, sede dei due tribunali presenti in città, quello “della ragione” (operante nell’ambito civile), e quello “del malefizio” (al contrario operante in ambito penale).

Due sedi distinte, ma, forse per via della propria vicinanza oppure per via del porticato che li unisce, entrambi i palazzi vennero accomunati da una tragica storia: bisogna infatti sapere come la gradinata posta sotto Palazzo della Ragione, per la precisione adiacente alla parete del Duomo, durante le udienze del tribunale veniva ricoperta di tappeti e cuscini per accogliere i temibili i giudici del Malefizio.

Situata nel 1501 sotto il bassorilievo della “Beata Vergine col Bambino, in gloria di Angeli”, la gradinata veniva utilizzata come punto dove raccogliere anche gli imputati in attesa di sentenza, un luogo che potrebbe parere benevolo se si considera la protezione della Madonna, ma che tuttavia era semplicemente un posto di sosta in attesa di una pena peggiore.

A poca distanza dal porticato, all’interno di Piazza Vecchia, sorgeva una colonna che potrebbe esser tranquillamente definita “della vergogna”: ad essa i magistrati legavano seminudi gli imputati per debito e chiedevano loro di restituire il compenso spettante ai creditori, il tutto di fronte ad una colma folla giunta sul posto a denigrare il debitore.

Con la fine della Repubblica di Venezia e l’arrivo degli Austriaci la situazione giudiziaria cambiò come anche la sorte del porticato di Palazzo della Ragione che, forse per uno scherzo del destino, si trasformò all’improvviso luogo atto per l’affilamento delle baionette: a testimoniare il passaggio dei soldati ancora oggi è possibile osservare lungo i pilastri a sostegno del palazzo alcuni solchi longitudinali che scalfiscono la pietra, solchi frutto dell’incuria dei gendarmi che trasformarono l’edificio in un loro laboratorio d’armeria.

Oggi Palazzo della Ragione è divenuto uno spazio museale dedicato a mostre e eventi culturali, mentre il porticato attualmente permette ai visitatori di accedere ai celebri monumenti dell’antistante Piazza Duomo, nonostante ciò, passando per l’area, non bisogna dimenticare di come là sotto la storia di Bergamo e magari chi lo sa che fra sentenze pronunciate, colonne “infami” e baionette affilate, non si sia reso protagonista anche qualche vostro antenato.

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