Riapertura Casinò di San Pellegrino, la minoranza: "Meglio evitare” - BergamoNews
La replica

Riapertura Casinò di San Pellegrino, la minoranza: “Meglio evitare”

L'opposizione: "Considerando la difficoltà di diversi altri casinò, si tratta di una scelta anacronistica”

“Riapertura di una casa da gioco? Una non-notizia”. Nonostante le richieste di alcuni esponenti della Lega Nord e l’istanza di autorizzazione alla riapertura, la minoranza del Comune di San Pellegrino Terme non crede a questa possibilità. “La chiusura del casinò a Campione d’Italia non ha nessuna attinenza con una possibile apertura a San Pellegrino. Periodicamente si torna su questa proposta ma, nonostante la licenza vacante, si dovrebbero fare delle modifiche a livello legislativo, senza contare che diversi comuni hanno la possibilità di acquisirla a loro volta”.

Una possibilità che, per Alessandro Molteni, Richelmo Giupponi e Fabio Cavagna (tra i consiglieri di minoranza del comune) non deve essere scartata a priori, anche perché può essere un servizio in più per l’intera Valle Brembana, ma i punti a sfavore sono molteplici, “a partire dal rapporto costi-benefici, che in questo momento ha un trend negativo, considerando la difficoltà di diversi altri casinò: è una scelta anacronistica”.

Il tema della casa da gioco apre poi ad una serie di considerazioni riguardanti l’Accordo di Programma siglato con il Gruppo Percassi: “avendo puntato molto su un unico operatore, si dipende un po’ dagli accordi presi: solo con ulteriori sviluppi verso un progetto complessivo, riguardante diverse strutture del paese, si potrà rendere più appetibili altri investimenti, per esempio, nello sviluppo di un’eventuale Casa da Gioco”.

Questione che riguarda anche gli edifici in cui poterla ospitare: “Sulla struttura del Casinò, dopo l’accordo con QC Terme, la partita è chiusa in partenza. Per quanto riguarda la riqualifica del Grand Hotel, poi, mancano almeno 20 milioni di euro per concludere i lavori”. Problema di difficile soluzione, quello riguardante le diverse strutture storiche di San Pellegrino, che si ripresenta e che mette d’accordo l’intero consiglio comunale: “bisogna riconoscere all’amministrazione l’impegno profuso per reperire i finanziamenti, in un periodo in cui è ancora difficile investire, a maggior ragione in edifici storici di questa portata”.

La questione poi si allarga sugli eventuali benefici per la Valle Brembana. “Può essere un servizio in più all’interno di un ampio ventaglio di soluzioni, ma non deve essere il punto principale per l’accoglienza turistica, anche perché il turismo riguardante il gioco d’azzardo è in declino”.

Per quanto riguarda l’annoso problema dei posti di lavoro, i consiglieri credono che un investimento verso la Casa da Gioco non sposterebbe di molto gli equilibri in questo senso, a meno che non rientri all’interno di un più ampio progetto complessivo per lo sviluppo dei servizi, “un progetto che deve riguardare l’offerta turistica complessiva in Val Brembana, con un coordinamento tra i vari comuni”.

La riapertura del Casinò apre poi un confronto sul grave problema della ludopatia, che, purtroppo, non riguarda più solo la presenza delle case da gioco. “Ormai si può giocare in qualsiasi modo, dai Gratta e Vinci alle slot machine, fino allo smartphone: con il gioco online, purtroppo, risulta complicato anche il controllo da parte delle amministrazioni”.

Un tema, quello della riapertura della Casa da Gioco, che accende il dibattito a San Pellegrino Terme e che porta con sé altri temi importanti per il futuro della valle, come la necessità di un coordinamento tra comuni, soprattutto per quanto riguarda investimenti, posti di lavoro e turismo.

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