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Start Cup, trionfa il Fire Bird Brigade con un progetto per contrastare gli incendi

Giunta a conclusione anche la nona edizione della manifestazione

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È il team Fire Bird Brigade a vincere la nona edizione di Start Cup Bergamo, la business plan competition dell’Università di Bergamo: il team, coordinato da Leonardo Viganò, ha proposto un sistema innovativo per contrastare il fenomeno degli incendi boschivi attraverso l’utilizzo di velivoli a controllo remoto destinati a operare in scenari ad alto rischio.

Si è invece classificato secondo il team Photocatalytic Foam, fautore di un progetto che proponeva una soluzione innovativa per la decontaminazione dei reflui acquosi dai microinquinanti. Gradino più basso del podio, infine, per il team Esterga, propositore di un portale web che facilita e standardizza i rapporti professionali delle attività nel settore gastronomico.

La fase conclusiva di Start Cup – svoltasi come di consueto all’interno di BergamoScienza – ha visto la partecipazione di tutti i team che hanno aderito al progetto: di trenta totali, solo tredici di loro hanno raggiunto la seconda fase, e nel corso del convegno di martedì 16 ottobre sono stati svelati quali fossero i sei finalisti. Oltre ai già citati vincitori, gli altri tre team sono Pasko, White and Seeds, e Blunì.

Ciascuno di essi ha dovuto presentare entro un tempo massimo di tre minuti i propri progetti d’impresa sotto gli occhi di un’apposita giuria, che di volta in volta ha assegnato un punteggio da uno a cinque andando così a costituire il punteggio finale.

Il convegno è stato aperto da un video-saluto del rettore UniBG Remo Morzenti Pellegrini, assente per via di un altro impegno: “La Start Cup non è solo una competizione ma completa un percorso formativo e d’incontro con le imprese. Questo progetto incarna quindi la terza missione che l’università si pone: non solo didattica e ricerca, ma anche divulgazione, e la Start Cup ne è un ottimo esempio”.

“L’idea di fondo – aggiunge poi Lucio Cassia, docente UniBG – è quella di un’università con un approccio imprenditoriale. Crediamo che i nostri ricercatori non abbiano solo il compito di scrivere articoli scientifici, ma che debbano anche sostenere progetti che contribuiscano allo sviluppo del territorio. Il senso di Start Cup è quello di alimentare l’innovazione”.

Presenti in sala anche i ragazzi del team Ermes, vincitori dell’edizione 2017 di Start Cup Bergamo (avevano proposto un’innovativa carrozzina per persone disabili in grado di agevolare i movimenti dei pazienti) ma anche freschi vincitori del progetto di Start-up rivolto all’intera Lombardia.

L’esposizione dei sei progetti finalisti è stata intervallata da due interventi: il primo tenuto da Phillip Phan della Johns Hopkins Carey Business School di Baltimora (USA), mentre il secondo è stato affidato a Nicola Palmarini di MIT/IBM Watson AI Lab di Cambridge (USA).

“È un grande piacere essere qui – spiega Phan – e per questo devo ringraziare il direttore artistico di Start Cup Tommaso Minora. Alla Johns Hopkins crediamo che il settore sanitario sia uno di quelli che offre maggiori opportunità, soprattutto nella combinazione fra ingegneria e scienze mediche assieme alla robotica, ma ci sono anche molti rischi nello sviluppo di nuovi farmaci. È un percorso lungo e faticoso, con probabilità di fallimento molto alte, e c’è quindi bisogno che ci sia un team, e che questo team sia multidisciplinare”.

Palmarini ha invece dichiarato: “Nel settore medico, qualsiasi ricerca sia fatta ci accompagnerà per tutta la vita. Molti s’interessano a questo settore quando invecchiano, non capendo che esso ci accompagna sin dalla nascita. Proprio il tema dell’invecchiamento è globale, ed è vero dire che in Italia lo viviamo già da più tempo, ma proprio questo fatto ci pone in vantaggio rispetto ad altri paesi: avendolo già affrontato, abbiamo già le risposte, cosa che gli altri paesi non hanno”.

A fine convegno sono poi stati consegnati dei premi speciali così suddivisi: il team “White and Seeds” ha vinto il premio “Salute e cura della persona” di HCLAB, il team Pasko ha vinto il premio per il progetto che presenta il maggior grado di manifattura avanzata, il team Blunì ha vinto il premio relativo al progetto che maggiormente rappresenta un esempio d’industria creativa e culturale, il team Photocatalytic Foam ha vinto il premio per il progetto a maggior impatto sociale, il team Multiglasses ha vinto il premio del gruppo giovani di Confindustria per l’idea di business maggiormente pronta ad affacciarsi sul mercato.

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