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Dopo la conferma dell’ergastolo, Bossetti invia una lettera alla famiglia di Yara

Il suo avvocato: "Massi è distrutto, è stato condannato da innocente"

Massimo Bossetti invia una lettera alla famiglia di Yara Gambirasio. Il carpentiere di Mapello, condannato definitivamente all’ergastolo per l’omicidio della tredicenne di Brembate Sopra, aveva già scritto la missiva nelle settimane scorse e l’aveva inserita in una busta sigillata.

Il contenuto è segreto, anche per il suo avvocato Claudio Salvagni: “È stata una sua iniziativa – le parole del legale alla trasmissione Pomeriggio 5 e poi a Bergamonews – . Ha preparato lo scritto tempo addietro, ben prima che la Corte di Cassazione si pronunciasse venerdì a Roma. Non so cosa abbia inserito. Resterà una cosa riservata tra lui e i famigliari di Yara”.

Lunedì Salvagni si è recato nel carcere di via Gleno per incontrare il suo assistito: “Il verdetto del carcere a vita è stata una mazzata per Massi – prosegue l’avvocato – . Ho trovato una persona molto provata, anche perchè è stato condannato da innocente. Ne è convinto lui e ne siamo certi anche noi”.

Bossetti, che nelle prossime settimane potrebbe essere trasferito nel carcere milanese di Bollate dove c’è la possibilità di lavorare, sabato aveva ricevuto anche la visita della moglie, Marita Comi, ed era scoppiato in lacrime di fronte a lei, disperato soprattutto per il fatto di non poter più stare con i suoi tre figli.

Ma la battaglia giudiziaria del 48enne di Mapello potrebbe non concludersi qui: “Come ho detto all’uscita dal Cassazione di Roma, ora aspettiamo le motivazione della sentenza – conclude Salvagni – e poi non escludiamo un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo perchè riteniamo ingiusta la sentenza”.

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