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Atanas Malinov racconta la figlia Ofelia: “Cresciuta a pane e volley, oggi è fortissima”

Il tecnico che con il Volley Bergamo ha vinto scudetti e Champions League parla della figlia che sta trascinando la nazionale nel Mondiale giapponese

“Oggi è fortissima, ma mia figlia è sempre stata forte”. Atanas Malinov non usa mezzi termini e s’illumina quando gli viene chiesto di parlare della sua Ofelia, gioiellino passato da Bergamo con poca fortuna (“Colpa degli infortuni, ed è stato un vero peccato”), oggi fulcro della nazionale femminile che si è appena conquistata l’accesso alle semifinali del Mondiale giapponese e che sta facendo sognare un Paese intero, che con le azzurre si riesce a sentire un po’ più unito, una volta tanto.

Malinov è stato uno degli allenatori più vincenti della storia del Volley Bergamo, che in due stagioni – dal 1995 al 1997 – ha guidato alla conquista di due scudetti, due coppe Italia, una supercoppa italiana e una Champions League. Oggi abita a Torre de’ Roveri.

Sua figlia Ofelia ha appena 22 anni, ma è già un punto fermo dello scacchiere di coach Mazzanti che per la spedizione più importante dell’anno le ha affidato le chiavi della squadra: “E il suo ruolo, quello dell’alzatrice, è quello più delicato: devi avere la mente lucida sempre, qualsiasi cosa accada – spiega Malinov -. Contro il Giappone, al tie-break, è stata coraggiosissima quando ha alzato due volte nelle mani di Sylla che non è riuscita a mettere giù e poi, un minuto dopo, ha dato a Egonu la palla della vittoria. Non era facile”.

In campo non dimostra i suoi 22 anni, sua figlia.
“Forse è proprio questa la cosa che la caratterizza più di tutte: la sua lucidità anche nei momenti più difficili. Solo così si diventa grandi in questo sport”.

Non è un caso se per trovare un’alzatrice davvero brava si debba fare sempre più fatica al giorno d’oggi.
“In realtà in Italia è sempre più difficile forgiare giocatrici di qualsiasi ruolo, perché tutti vogliono tutto e subito. Ma per far crescere certi talenti, come Ofelia o Paola Egonu, serve pazienza, dedizione e tanto, tanto lavoro”.

Quel lavoro con le giovanissime che lei sta facendo da anni…
“Sì, ed è davvero bello vedere in campo oggi il frutto di un bel lavoro. Dieci anni fa un vostro collega della Gazzetta dello Sport venne a Torre de’ Roveri, seguì Ofelia per qualche tempo e scrisse un articolo in cui diceva che stava crescendo una futura campionessa. Ci vide giusto, ma fu uno dei pochi ad accorgersi di quello che stavamo facendo”.

Ma ci dica: com’è cresciuta Ofelia?
“A pane e volley: in casa, con me e mia moglie, si parlava e si parla tutt’oggi quasi sempre di pallavolo”.

E in palestra?
“Le ho insegnato sin dal primo giorno la grande importanza del sacrificarsi e dell’apprendere: fare attenzione agli insegnamenti, capirli e poi portarli in campo”.

A Bergamo, purtroppo, non è andata tanto bene l‘avventura di sua figlia.
“Ed è un vero peccato, ma la cattiva sorte non l’ha mai lasciata in pace: quella frattura al calcagno si è rivelata anche più grave del previsto. E per fortuna che, come avevo suggerito io, Ofelia non si è fatta operare. Il recupero, in quel caso, sarebbe stato molto più lungo e difficoltoso. E aveva già perso un Europeo”.

In questo Mondiale sta giocando a livelli altissimi, non trova?
“Sì, sta facendo davvero molto bene. Come tutta la squadra, del resto. Però Ofelia – lasciatemelo dire – sta giocando forte da tempo, ormai, e si meritava anche la chiamata all’Olimpiade del 2016”.

Possibilità di vittoria?
“A questo punto ci sono tutte le possibilità di vincere. E contro il Giappone le ragazze hanno dimostrato di essere un gruppo straordinario: dopo aver perso il quarto set sarebbe stata dura per chiunque, loro invece l’hanno portata a casa”.

Parliamo anche di casa nostra: come vede il Volley Bergamo?
“Sono molto sensibile quando mi fanno questa domanda, tant’è vero che non parlo mai del Volley Bergamo. Però mi ha fatto piacere vedere che è iniziato un nuovo progetto, con un nuovo importante sponsor. In questi ultimi anni ho sofferto anch’io”.

Il futuro di Atanas Malinov è ancora con le giovanili?
“Per ora sì, ma non mi dispiacerebbe tornare a guidare una squadra di A1”.

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