Torre Boldone piange Gaetano, papà di due bimbi ucciso da una gru - BergamoNews
Il dramma

Torre Boldone piange Gaetano, papà di due bimbi ucciso da una gru

È il 44enne Trezza la vittima dell'incidente sul lavoro alla Naef di Costa di Mezzate. Il diciassettesimo infortunio mortale da inizio anno

È Gaetano Davide Trezza, 44 anni, la vittima del tragico incidente sul lavoro verificatosi alle 8,30 di lunedì 15 ottobre alla Naef srl di Costa di Mezzate, azienda specializzata nella costruzione e riparazione di mezzi d’opera ferroviari. Originario di Vaprio d’Adda, abitava con la moglie Sara e i figli Daniele e Andrea in via Carducci a Torre Boldone.

L’operaio è stato colpito dal braccio di una gru. Trasportato d’urgenza all’ospedale Papa Giovanni di Bergamo (ha riportato un grave trauma con lesioni a livello delle vertebre e del midollo spinale nella zona cervicale) è morto dopo qualche ora dal suo arrivo.

Trezza stava lavorando alle operazioni di carico e montaggio del braccio di una gru su un camion. Il braccio si sarebbe però staccato, colpendolo al collo e lasciandolo a terra privo di sensi.

Sul posto il 118 ha inviato l’ambulanza e l’automedica, mentre per i rilievi di legge sono intervenuti i carabinieri e i tecnici dell’Ats.

“È necessario comprendere quale procedura operativa era stata adottata dai lavoratori che stavano operando e per quale movimento o eventuale cedimento il braccio abbia potuto colpire l’operatore – spiega Sergio Piazzolla, responsabile area specialistica igiene e sicurezza del lavoro Ats -. Per effettuare le indagini del caso, come polizia giudiziaria abbiamo posto sotto sequestro il camion, il braccio gru ed il carroponte”, ovvero tutta l’attrezzatura implicata nell’incidente.

I sindacati: “Infortuni in aumento”

Quello che è costato la vita al 44enne papà di Torre Boldone è il diciassettesimo infortunio mortale dall’inizio dell’anno, accaduto sul territorio provinciale o a lavoratori che risiedono in Bergamasca. Nello stesso periodo del 2017 furono 12, fanno notare i sindacati.

“Sulla nostra provincia grava una situazione ereditata dagli anni precedenti con mancati investimenti sulla sicurezza da parte di alcune realtà – commenta Luca Nieri, segretario generale Fim Cisl di Bergamo -. Dobbiamo lavorare tutti per un rafforzamento della cultura della prevenzione. Sindacato, associazioni datoriali, lavoratori e imprese devono capire che la prevenzione è sempre più determinante nella promozione della sicurezza. Dobbiamo individuare azioni specifiche di collaborazione tra diversi soggetti, anche con l’Inail, per intervenire in maniera significativa”.

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