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Bossetti in lacrime dopo la sentenza: i compagni di cella lo abbracciano

Disperato soprattutto perché non potrà più stare con i suoi tre figli. Fischi ai giudici da alcuni detenuti

Alla fine ha messo da parte quell’atteggiamento freddo e distaccato che aveva sempre mostrato ed è scoppiato in un pianto di disperazione. Massimo Bossetti ha accolto così, dal carcere di Bergamo, la sentenza della Corte di Cassazione di Roma che l’ha condannato definitivamente all’ergastolo per il brutale delitto di Yara Gambirasio.

Carcere a vita, quindi, e la possibilità di incontrare la moglie Marita Comi e i suoi tre figli solo durante le visite all’interno della casa circondariale (come nella foto). Nicolas, 16 anni, Alice 13, Aurora 11. L’ex carpentiere di Mapello ha parlato spesso di loro in Aula e di quanto gli mancassero, dal giorno dell’arresto, il 16 giugno 2014. Ma nemmeno questo è servito a convincere i giudici.

Quando venerdì alle 22.17 ha sentito di nuovo la parola ergastolo affiancata al suo nome, ha abbandonato lo sguardo di ghiaccio e il volto gli si è riempito di lacrime. Una disperazione dovuta anche alla recente perdita della madre, Ester Arzuffi, alla quale era molto legato. A rincuorarlo i compagni cella, che l’hanno abbracciato e gli hanno sussurrato qualche parola di conforto. Altri detenuti, invece, avrebbero fischiato dopo la sentenza, in segno di protesta nei confronti dei giudici.

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