• Abbonati
L'intesa

Protocollo tra sindacato e CBI: nuova cultura per la disabilità

Cgil, Cisl e Uil e il coordinamento bergamasco per l’Integrazione hanno siglato un protocollo

Quasi 10.000 persone affette da disabilità di vario tipo e di diverse età: sono il “bacino d’utenza” nel quale andrà a agire il protocollo d’intesa che CGIL CISL UIL di Bergamo e CBI (Coordinamento Bergamasco per l’Integrazione) hanno firmato nei giorni scorsi.

È l’importante numero di persone con disabilità con alle spalle tante famiglie bergamasche che vengono seguite dalle strutture deputate quali i CDD ( entro Diurno Disabili) , 23 per 550 persone da seguire; RSD (Residenza sanitaria Disabili), i 16 CSE (Centro Socio Educativo); gli SFA (Servizio Formazione all’autonomia); servizi di comuni e cooperative sociali.
Così, il Coordinamento Bergamasco per l’integrazione (CBI) e le Organizzazioni Sindacali CGIL CISL UIL di Bergamo hanno sottoscritto un protocollo d’intesa rivolto a consolidare la collaborazione che già da anni è attiva e proficua su questi temi prioritari, quali il sostegno rivolto alla tutela e al riconoscimento dei diritti delle persone disabili; la collaborazione, la definizione e la promozione di progettualità ed iniziative in ambito provinciale rivolte alle persone disabili, e l’organizzazione, la partecipazione e la promozione di azioni e/o incontri tematici condivisi sulle politiche sociali rivolte alla disabilità. E naturalmente, il lavoro.

“Le nostre RSU e i delegati nelle aziende saranno ancor più impegnati sugli inserimenti lavoratori – hanno sottolineato in conferenza stampa Orazio Amboni, Mario Gatti e Roberto Pezzotta, per CGIL CSIL UIL di Bergamo. D’altronde, non ci sono altre province così all’avanguardia nella costruzione di reti solidali. Da sempre, le nostre organizzazioni sono state aperte a esperienze e progetti, dal “semplice” tirocinio a integrazioni ben più impegnative. E ora siamo felici di poter proseguire su questa strada, con l’obiettivo di creare una nuova cultura in questo campo: far passare l’idea che la persona con disabilità non è un problema della famiglia, ma di tutta la società”.

“Sottoscrivere con le Organizzazioni Sindacali bergamasche il protocollo di collaborazione sul tema della disabilità – hanno sottolineato Claudio Burini e Carlo Boisio di CBI – è motivo di soddisfazione ed è il risultato di una proficua “contaminazione valoriale e culturale” che pone al centro del proprio impegno la dignità, i progetti di vita e i diritti delle persone disabili”.

Il CBI è una associazione di II° livello senza scopo di lucro; si è costituito nel 2005 e rappresenta 30 associazioni di volontariato che operano nell’ambito della disabilità in provincia di Bergamo.
Il Coordinamento Bergamasco per l’Integrazione è una associazione di II° livello senza scopo di lucro; si è costituito nel 2005 e rappresenta 30 associazioni di volontariato che operano nell’ambito della disabilità in provincia di Bergamo.
Il CBI è referente di Ledha (Lega per i diritti delle persone disabili) per la provincia di Bergamo.
Alcuni numeri molto approssimativi per rappresentare le persone disabili residenti nella provincia di Bergamo (escluse le disabilità sensoriali e gli invalidi civili):
– alunni disabili inseriti nelle scuole di ogni ordine e grado sono circa 4500,
– persone disabili di età compresa tra i 16 e i 64 anni inserite nei centri diurni (CDD, CSE, SFA, servizi territoriali sperimentali, servizi socio-occupazionali e occupazionali) sono circa 1500.
– persone disabili inserite in strutture residenziali sono circa 700 (RSD, CSS, appartamenti protetti)

Vuoi leggere BergamoNews senza pubblicità?   Abbonati!
commenta

NEWSLETTER

Notizie e approfondimenti quotidiani sulla tua città.

ISCRIVITI