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Kit per diabetici pagati fino al 40% in più, lo spreco di Regione Lombardia

Uno spreco di denaro pubblico che potrebbe arrivare a 190 milioni di euro. Spreco dovuto all’incapacità di chi amministra. L’inchiesta denuncia di Simona Ravizza pubblicata da Il Corriere della Sera spiega che dal 2013 la Centrale acquisti di Regione Lombardia (Arca) deve eseguire una gara per la fornitura di lancette pungidito, aghi-penna, strisce per il controllo della glicemia e siringhe da insulina. In sintesi il kit che serve ai diabetici per tenere sotto controllo la malattia. Dopo 6 anni nulla è cambiato, perché le procedure di evidenza pubblica non sono ancora concluse. Così i dispositivi per l’autocontrollo del diabete continuano a essere forniti ai 470 mila malati lombardi tramite un accordo con le farmacie senza alcuna concorrenza sul mercato fondamentale per strappare prezzi decisamente più bassi, come avviene in Liguria, Emilia Romagna e Toscana.

Il Corriere cita un dossier dell’Autorità nazionale Anticorruzione (Anac) pubblicato il 26 settembre che misura, per la prima volta, il costo dell’inefficienza nel sistema di acquisti. Nel dossier emerge che lo spreco stimato dai 17 ai 30,5 milioni di euro l’anno. Com’è possibile? La spiegazione è molto semplice. La Regione Lombardia spende annualmente 78 milioni di euro, pari a 166,5 euro a paziente, eppure potrebbe ridurre i costi dal 22 al 40% a parità di qualità di cure e senza incidere sulla gamma dei prodotti offerti ai malati tramite il servizio sanitario nazionale.

“L’analisi – scrive l’Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone — dimostra che le marcate differenze di prezzo riscontrate sostanzialmente non dipendono dalla presunta qualità del prodotto (ossia dalle specifiche marche dispensate), ma dal grado di efficienza del processo di approvvigionamento delle diverse Regioni”.

Perché Regione Lombardia non ha indetto una gara d’appalto che avrebbe permesso un taglio dei costi? Perché ci sono voluti due anni per organizzare la prima gara d’appalto. Gara poi annullata dal Tar (10 ottobre 2013 – novembre 2015). Sono trascorsi altri sei mesi per la seconda gara, indetta il 15 aprile 2016. Procedura ancora una volta bloccata. Così da allora la firma del contratto per la fornitura dei kit ai diabetici anche fuori dalle farmacie viene rinviata da Arca al primo trimestre 2017, poi al primo trimestre 2018, infine ancora al primo trimestre 2019.

Il risultato: oggi la Regione paga i 102 milioni di aghi-penna utilizzati dai diabetici lombardi 23,21 euro al pezzo contro i 2,03 euro della Liguria, i 114 milioni di lancette pungidito 22,04 euro ciascuno contro i 7,94 della Toscana, i 128 milioni di strisce per il controllo della glicemia 120,27 euro contro i 38,79 euro dell’Emilia Romagna, i 4 milioni di siringhe da insulina 0,93 euro contro gli 0,46 della Valle d’Aosta.

I dati sono snocciolati dall’Anticorruzione che ha lavorato con il supporto dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas).
“In relazione all’obiettivo di offrire ai propri assistiti un’ampia varietà di prodotti, si è già osservato che alcune Regioni (per esempio l’Abruzzo e l’Emilia Romagna) riescono a offrire un’apprezzabile varietà di dispositivi, pur approvvigionandosi prevalentemente tramite la gara pubblica e pagando prezzi di molto inferiori rispetto a quelli corrisposti dalle Regioni che utilizzano lo strumento dell’accordo con le farmacie convenzionate. Sembrerebbe, pertanto, possibile conciliare l’economicità nelle procedure di approvvigionamento con la varietà di offerta per gli aventi diritto”. “Le legittime esigenze dei pazienti alla libertà di scelta del prodotto e quelle dell’efficienza non sono necessariamente in contrasto e possono essere certamente contemperate”. Ora, dopo sei anni e 200 milioni di euro sprecati, dal Pirellone assicurano che la soluzione della vicenda è vicina.

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