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Bergamo, Gori chiede al ministero la modifica del decreto sicurezza - BergamoNews
Consiglio comunale

Bergamo, Gori chiede al ministero la modifica del decreto sicurezza

La proposta contiene anche l’introduzione di una nuova tipologia di permesso di soggiorno per richiedenti asilo politico e la riattivazione dell’accoglienza Sprar per gli stessi

“Chiediamo al ministro dell’Interno di sospendere l’applicazione del decreto legge 113 immigrazione e sicurezza e di aprire un confronto con le città italiane in sede di conferenza unificata e in questa occasione di sottoporre da parte dei parlamentari eletti del territorio di presentare la proposta di introduzione di un’ulteriore di permesso di soggiorno dato e di ripristinare la possibilità di accogliere i richiedenti asilo nei centri Sprar”.

La proposta è stata presentata all’interno di una mozione urgente dal sindaco di Bergamo Giorgio Gori nel corso della seduta del Consiglio Comunale di lunedì 8 ottobre e arriva dopo l’approvazione lo scorso 21 settembre del decreto legge presentato dal ministro dell’Interno Matteo Salvini che ha portato all’abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari e all’esclusione dei richiedenti asilo dall’accoglienza nei centri Sprar.

Il primo cittadino bergamasco ha presentato da una parte l’attuale situazione dei rimpatri presente nel nostro paese e nel nostro territorio, dall’altra quella che si produrrà a seguito dell’entrata in vigore del decreto: “Attualmente solo circa il 25 % delle richieste di permessi di soggiorno vengono accettati e circa un altro 25 % è sottoposto a ricorso, per cui il risultato è quello di ottenere circa il 60 % di dinieghi. Mancando spesso accordi bilaterali con altri paesi, si creano problemi nell’azione di rimpatrio (28.000 casi attuati su 145.000), come dimostra il calo di circa 400 rimpatri rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, inoltre, aggiungendo anche i permessi di soggiorno vigenti che non verrano rinnovato e quelli non verranno emessi, si arriverà ad un incremento di circa 110.000/120.000 irregolari entro il 2020, il cui quantitativo totale raggiungerà quota 600.000. La situazione, che sarà maggiormente sentita in una città come Bergamo dove in percentuale la quantità dei dinieghi è maggiore, rischia di incrementare situazioni di disagio e di aumentare il coinvolgimento in situazioni di potenziale rischio da parte queste persone e di avere quindi ripercussioni sui cittadini”.

Come anticipato, all’interno della mozione sono state inserite anche alcune proposte in merito come quella dell’introduzione di una nuova tipologia di permesso di soggiorno e quella di ripristino dell’accoglienza anche per richiedenti asilo politico di centri Sprar: “Per il rilascio del permesso dovrà esser data prova della ‘comprovata volontà di integrazione’ da parte del richiedente. Per ottenere ciò saranno posti alcuni criteri come una buona conoscenza della lingua italiana (certificazione di livello A2), oltre che della cultura italiana e dell’educazione civica; lo svolgimento di almeno 100 ore di volontariato certificato dagli enti per i quali hanno svolto il servizio; e l’attuale svolgimento di un tirocinio oppure il possesso di un contratto di lavoro – illustra Gori a cui si aggiungono le parole dell’assessore alle politiche sociali Maria Carolina Marchesi -. La richiesta dell’accoglienza nei centri Sprar proviene dagli stessi richiedenti e, oltre a esser un’occasione che permette loro di vivere meglio, lo sarà anche per noi”.

Oltre all’aspetto legato all’immigrazione, nella mozione è stata inserita anche una sezione dedicata al tema sicurezza, come dichiara il vicesindaco Sergio Gandi: “Il decreto si divide in tre temi: adozione di armi ad impulso elettrico o taser, l’accesso a banca dati interforze e il raspo urbano. Nel primo caso la nostra richiesta è, siccome verrà attuata nelle prossime settimane una sperimentazione con due agenti di polizia locale, di poter avere delle linee guida al riguardo, mentre sul l’accesso alla banca dati chiediamo che, oltre alla possibilità di sapere se una persona fermata è già segnalata o meno, la polizia locale possa accedere a dati di altre forze dell’ordine. Infine chiediamo che le amministrazioni possano scegliere i luoghi dove applicare il daspo urbano perché necessario, oltre alla possibilità che parte degli oneri a noi richiesti per i vari provvedimenti possa esser in capo al ministero”.

Numerose le critiche provenienti dalle opposizioni, che hanno espresso compatte il loro voto contrario alla mozione: “Strano che il sindaco si sia svegliato proprio oggi quando Bergamo negli scorsi anni non ha ottenuto nulla dai governi PD. ha ottenuto nulla da governo pd negli scorsi anni, mentre questo governo in pochi mesi ha prodotto un decreto corposo a cui si possono porre delle migliorie, ma di cui è inconcepibile accogliere la richiesta di sospensione. Il messaggio che vogliamo far capire è che la pacchia è finita e i soldi a chi li spreca non verrano più dati – dichiara Alberto Ribolla, capogruppo di Lega a cui si aggiungono le parole di Danilo Minuti (Lista Tentorio) -. Questa proposta rischia di aprire le porte a tutti ciò è apertura a tutti, alimentando un fenomeno epocale che potrebbe portare alla presenza sul nostro territorio di un milione di persone”.

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