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Scuola e lavoro, la Fondazione Pesenti risponde ai giovani

Il convegno della Fondazione Pesenti e della Fondazione Corriere della sera in programma giovedì 11 ottobre alle 17.30 al Palazzo dei contratti e manifestazioni, in via Petrarca a Bergamo

Scuola e Lavoro: un nesso dialettico fra educazione ed esperienza, un legame organico tra conoscenza teorica e prassi professionale, un binomio complicato ma possibile. È da questa riflessione che prende avvio l’incontro con Vittorio Colao, condotto da Dario Di Vico, che segna anche il primo evento a Bergamo nell’ambito della nuova collaborazione tra Fondazione Pesenti e Fondazione Corriere della Sera.

Appuntamento a Bergamo nell’ambito del ciclo di convegni promossi da Fondazione Pesenti e Fondazione Corriere della Sera. Una importante collaborazione volta a sviluppare iniziative e incontri su temi di attualità, che siano di valorizzazione della rinnovata mission di Fondazione Pesenti, attenta all’innovazione e al sostegno di progetti e attività culturali per la creazione di nuove imprese di rilevante contenuto sociale sviluppate soprattutto dalle nuove generazioni.

Una efficace partnership tra imprese e sistema educativo è di importanza strategica per offrire alle nuove generazioni competenze e orientamenti fondamentali per il loro futuro professionale. È responsabilità sociale tracciare nuovi percorsi formativi integrati che colleghino a livello strutturale scuola e lavoro per costruire concrete opportunità economiche e di impiego in un confronto competitivo con il contesto economico globale. Ma responsabilità sociale significa analogamente continuare a sottolineare il valore della cultura anche sul piano delle conoscenze tecniche, quale elemento di coesione sociale, strumento di crescita e dimensione qualificante dei cittadini, nella convinzione che quello sui giovani sia il più redditizio tra gli investimenti.

Dov’è l’Italia in questo percorso? Cosa devono chiedere i giovani alle leadership aziendali e istituzionali? È da queste domande che parte la riflessione con Vittorio Colao, condotta da Dario Di Vico, che segna anche il primo evento a Bergamo nell’ambito della nuova collaborazione tra Fondazione Pesenti e Fondazione Corriere della Sera.

Vittorio Colao negli ultimi 10 anni ha percorso più di 1.250.000 miglia in aereo e 50.000 chilometri in bicicletta, guidando la trasformazione di Vodafone da società di telefonia a gruppo che spazia dai media alla comunicazione e maturando la convinzione dell’assoluta necessità di un crescente legame con la scuola e le università, possibile per aziende di ogni dimensione.

“La velocità sta accelerando, ma ci sono anche cambiamenti di direzione. Siamo in un contesto in continua evoluzione di mutamenti tecnologici, sociali, politici. È un momento interessante,
che richiede meno specializzazione e più umanità”.

Dopo la laurea in Bocconi e un Master in Business Administration alla Harvard University, inizia la sua carriera presso Morgan Stanley a Londra e successivamente McKinsey&Company a Milano. Nel 1996 diventa direttore generale di Omnitel Pronto Italia.
Nel 1999, quando Vodafone acquisisce Omnitel, diventa amministratore delegato della divisione italiana. Nel 2001 è Ceo di Vodafone per l’Europa Meridionale. Nel 2002 entra nel consiglio d’amministrazione e nel 2003 è Ceo regionale per Europa Meridionale, Medio Oriente e Africa. Nel 2004 esce da Vodafone per ricoprire la carica di amministratore delegato di Rcs MediaGroup. Nel 2006 ritorna in Vodafone con l’incarico di vice amministratore delegato per l’Europa e successivamente amministratore delegato del gruppo.

Dario Di Vico è editorialista e inviato del Corriere della Sera (già vicedirettore 2004-2009). È stato tra i promotori del blog La Nuvola del Lavoro e del laboratorio di ricerca Percorsi di Secondo Welfare. Laureato in Sociologia all’Università La Sapienza di Roma, ha lavorato per il quotidiano la Gazzetta del Popolo e i periodici Mondo Economico, Panorama, Il Mondo. Ha pubblicato Industrializzazione senza sviluppo (Interconsult), Profondo Italia (BUR, 2004), scritto con Emiliano Fittipaldi, Piccoli. La pancia del Paese (Marsilio, 2010), Milano/Nordest: la troppa distanza (Marsilio, 2012), Cacciavite robot e tablet (Il Mulino, 2014), scritto insieme a Gianfranco Viesti, Il Paese dei diseguali (Egea 2017). Ha vinto Il Premiolino, il Premio Sodalitas, e il Premio Fondazione Il Campiello.

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