Aiuto Donna, 20 anni di lotta alla violenza di genere: “Non ci siamo mai arrese”
All’orizzonte nuove iniziative e progetti
L’unico modo per uscire dalla violenza è parlarne. È con questa convinzione che l’Associazione Aiuto Donna-Uscire dalla violenza Onlus si prepara a festeggiare vent’anni di lotta alla violenza di genere. Il 2019 sarà un’occasione per guardare indietro a tutta la strada percorsa, ma soprattutto avanti, verso nuove iniziative e grandi progetti.
Aiuto Donna nasce nel 1999, dopo un percorso di formazione con la Casa delle Donne di Milano, sull’onda del movimento femminista che negli anni ‘80 ha visto l’apertura dei primi centri antiviolenza per aiutare le donne nel proprio percorso di auto-consapevolezza.
“Questi vent’anni sono importanti perché dimostrano che noi non ci siamo mai arrese”, dice Sara Modora, coordinatrice del centro antiviolenza di Bergamo. Nessuna donna dovrebbe mai accontentarsi di vivere nella paura, di essere vista dagli uomini come un oggetto. “Per questo, al centro di Aiuto Donna la metodologia dell’accoglienza è fondata sulla relazione paritaria. Le donne che vengono da noi sono in una relazione violenta e spesso dipendente, è importante che il nostro aiuto non vada a creare nessun’altra forma di dipendenza, ma dia invece una spinta per rimettersi al centro”.
Il progetto “Sosteniamole”, lanciato un anno e mezzo fa e in continua crescita, ne è testimonianza concreta. L’iniziativa offre un sostegno di tipo materiale a donne maltrattate che non hanno né un posto dove stare né la disponibilità economica per poter ricominciare in autonomia.
“Ci siamo accorte che le donne che si rivolgevano a noi avevano bisogno di aiuto anche nei bisogni concreti – spiega Sara -. Non ci siamo girate dall’altra parte: abbiamo iniziato una raccolta fondi all’interno dell’Associazione e da lì tutte hanno coinvolto conoscenti. Nessuno si è voltato dall’altra parte, e molti hanno donato vari beni utili per l’arredamento”.


Le donazioni hanno permesso e continuano a permettere di ammobiliare case in cui le donne, alcune delle quali con bambini, possono abitare mentre ricostruiscono la propria vita: “È importante sottolineare che questo sostegno non è un’opera di carità, ma una fase di passaggio per tutte le donne che ne usufruiscono. L’obiettivo è lenire il senso di angoscia e farle sentire meno sole, ma anche fornire opportunità affinché possano ricominciare per conto proprio. Le donne che traggono beneficio da ciò che facciamo mostrano un grande senso di gratitudine nella consapevolezza che ciò che arriva non è mai scontato, e soprattutto ritrovano la speranza nella propria vita, che è il risultato più importante”.
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Il centro collabora con le istituzioni all’interno delle Reti Interistituzionali Antiviolenza istituite da regione Lombardia. Nello specifico il centro Aiuto Donna è presente in tre reti: Ambito di Bergamo e Dalmine con capofila il Comune di Bergamo, Distretto Bergamo EST con capofila il Comune di Seriate e Rete Isola Bergamasca con capofila il Comune di Suisio. Lo scopo delle reti è avere linee operative condivise e prassi consolidate per meglio aiutare e sostenere le donne che subiscono violenza.
L’obiettivo principale del centro antiviolenza è quello di essere più vicino alle donne ampliando il proprio raggio d’azione. Verranno così aperte nuove sedi: il Centro R.I.T.A. a Seriate, e un spazio nel distretto est a Vigano San Martino, Terno d’isola, sede aperta lo scorso anno, sarà protagonista di un potenziamento del servizio a partire dal 2019. A Dalmine, in collegamento con Bergamo, è prevista l’apertura di uno spazio d’ascolto a marzo 2019.
Si festeggeranno vent’anni di fatiche ma anche e soprattutto di soddisfazioni, conclude la coordinatrice: “Vent’anni di riflessioni, lavoro e condivisione non saranno mai pesanti come i vent’anni di una donna che subisce violenza. La trasformazione delle donne per uscire da situazioni di abuso è una strada lastricata di tanta fatica e tanti sacrifici, soprattutto perché spesso c’è una sorta di boicottaggio di rinascita delle donne, in particolare dal punto di vista lavorativo e giuridico. Ciascuno deve fare la propria parte verso la riconquista dell’autodeterminazione. L’obbiettivo di Aiuto Donna resta sempre quello di creare il luogo e il momento giusto affinché le cose possano davvero cambiare”.
Aiuto Donna offre anche sostegno psicologico e risorse a carattere totalmente confidenziale. Per maggiori informazioni www.aiutodonna.it


