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BergamoScienza 2018, aperta la nuova edizione fra emozioni e letteratura fotogallery

La cerimonia si è svolta nello scenario dell’Aula Magna dell’Univesita’ di Bergamo e ha visto come protagonisti lo scrittore Ian McEwan e il neuropsichiatra Ray Dolan

La mente umana è forse uno dei “luoghi” più misteriosi e meno esplorati dall’umanita’, forse più dell’universo.

Vero centro delle emozioni e dei ricordi, la mente è in grado di rilevare tutto ciò che accade attorno a noi e quanto avviene nella nostra vita tanto da poterci influenzare.

Un’influenza che ancora oggi rimane difficile da comprendere pure agli scienziati e che molto attrae gli scrittori, come nel caso del neuropsichiatra Ray Dolan, direttore del Max Planck UCL Centre for Computational Psychiatry and Ageing Research, e dello scrittore inglese Ian McEwan, i quali hanno aperto con l’incontro “Le emozioni tra scienza, cervello e letteratura” la sedicesima edizione di BergamoScienza.

Il dialogo, avvenuto nel pomeriggio di sabato 6 ottobre all’interno dell’Aula Magna dell’Università di Bergamo, ha visto i due esperti confrontarsi sul tema delle emozioni, un argomento in grado di unire due settori apparentemente lontani come scienza e letteratura: “Esperienze spiacevoli possono non esser mantenute come ricordi, ma influenzare il cablaggio del cervello anche con effetti duraturi – spiega il neuropsichiatra inglese -. Questi aspetti non piacevoli vengono mantenuti all’interno del macchinario qual è il cervello, che stiamo ora studiando non solo per il suo cablaggio, ma anche mediatore di emozioni”.

L’impatto delle emozioni è percepibile spesso anche all’interno di un romanzo, dove è proprio il personaggio ad esser influenzato e colpito da esse: “Il romanzo narra l’essere nel tempo di una o più persone e quindi impossibile pensare che sia possibile trovare soltanto gioia in quanto è impossibile vivere una vita intera in una situazione di estasi perché altrimenti c’è qualcosa che non va – sottolinea McEwan -. Ciò che interessa in un romanzo è quando la vita si congela, quando qualcosa non va e i personaggi sono costretti ad affrontare il problema”.

Senza dubbio la cerimonia di inaugurazione di BergamoScienza è stata occasione di riflessione, una riflessione conciliata dal clima di penombra creato dalle capriate dell’ex chiesa romanica dedicata a Sant’Agostino, ma accompagnata anche da una parte dal tema dell’errore all’interno della scienza, come esposto dall’astrofisico Luca Perri che, in compagnia dei fumetti di Tuono Pettinato e della fisarmonica di Mirko Dettori, ha raccontato alcuni dei più grandi sbagli compiuti da scienziati, dalla misurazione della velocità della luce alla “pluriacqua”, passando per buchi neri e teoria della relatività; dall’altra dal tema del futuro del nostro pianeta, con i ragazzi che hanno letto alcuni passi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile assieme ad autorità come il direttore dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo Patrizia Graziani, il segretario generale della Camera di Commercio Maria Paola Esposito, il membro del Comitato Scientifico di BergamoScienza Franco Giudice, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori e il prefetto cittadino Elisabetta Margiacchi.

In conclusione l’occasione è stato anche momento di festa, con il prefetto che ha avuto modo di consegnare all’emozionata presidente dell’Associazione BergamoScienza Raffaella Ravasio l’onorificenza della Repubblica Italiana per la manifestazione: “Due messaggi mi hanno colpito nel corso di questi sedici anni: uno è mai smettere di sognare perché altrimenti non esisterebbe Bergamoscienza, e l’altro è fare propria l’etica che ci possa rendere cittadini migliori e che hanno a cuore il prossimo e che amano il mondo in cui vivono” sottolinea la presidente.

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