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Astino, piante di lino e canapa per educare e sfatare falsi miti - BergamoNews
La valle della biodiversità

Astino, piante di lino e canapa per educare e sfatare falsi miti fotogallery

A Bergamo c'è un angolo di "piccolo mondo antico" che contribuisce ad avvicinare il pubblico al mondo delle piante, a destare rispetto per la natura e a sfatare falsi miti

Cannabis light. Cannabis legale. Marijuana leggera. Canapa.

Non c’è persona che non abbia sentito almeno una volta negli ultimi anni uno di questi termini e, se così non fosse, basterebbe guardarsi attorno per notare uno o più negozi dai colori sgargianti e disegni di foglie di canapa. Tra ovazioni di consenso e caccia alla streghe, tuttavia, si rischia di fare molta confusione sui termini, specialmente per quanto riguarda la pianta, nella sua analisi strettamente botanica.

A Bergamo, tuttavia, c’è un angolo di “piccolo mondo antico” che contribuisce ad avvicinare il pubblico al mondo delle piante, a destare rispetto per la natura e a sfatare falsi miti.

La “Valle della Biodiversità” ad Astino dell’Orto Botanico di Bergamo è un luogo di pace, un museo all’aperto dove si studiano e si conservano collezioni botaniche che comunicano il rapporto tra Piante e Uomo e educano alla sostenibilità.

Proprio qui, ad aprile 2018, è nato un affascinante progetto che riguarda la coltivazione del lino e della canapa. La sperimentazione, nata dalla collaborazione di Comune di Bergamo, Fondazione MIA, Parco dei Colli, Linificio e Canapificio Nazionale (fondato a fine Ottocento a Villa d’Almè e oggi leader mondiale nella produzione di filati di lino e di canapa), durerà due anni e ha lo scopo di reinserire due storiche fibre tessili delle valli bergamasche da dove mancano dal secondo dopo guerra.

Per questo intento educativo l’Orto Botanico ha anche donato semi e piante all’I.T.I.S. Paleocapa di Bergamo da piantare nell’orto della scuola così da insegnare agli studenti le fibre tessili dimenticate (LEGGI QUI)

“Tra piante di canapa e di lino abbiamo una decina di tipi – ci racconta Gabriele Rinaldi, direttore dell’Orto Botanico di Bergamo – Sono piante importanti per la nostra storia e ad aprile abbiamo seminato i semi per rinnovare l’antica tradizione bergamasca del Lino e della Canapa per uso tessile all’interno del territorio del Comune di Bergamo. Con il lino venivano fatti i primi vestiti e la canapa è una fibra robustissima. In più hanno anche un importante interesse alimentare perché entrambe piante molto salutari: contengono acido linoleico, un grasso polinsaturo che non alza il colesterolo, e sono una fonte naturale di sali minerali come potassio, calcio, ferro e magnesio.”

Il lino e la canapa hanno diversi ambiti di utilizzo, dal mondo dell’abbigliamento a quello dell’arredamento, fino agli impieghi innovativi dei filati per le alte prestazioni meccaniche e in alternativa a composti in fibra di vetro o carbonio. Sono piante di cui non si butta via niente, sono sostenibili e facili da coltivare.

Ma bisogna fare attenzione: non stiamo parlando della canapa indiana, né tanto meno della canapa legale venduta nei negozi sempre più diffusi.

“Quella piantata ad Astino è la cannabis sativa, la “canapa utile”, che contiene un quantitativo di THC estremamente minimo, ancora meno di quello della cannabis light ormai venduta diffusamente – ci spiega Rinaldi – La possiamo coltivare proprio perché rispetta le leggi relative al quantitativo di THC. Noi vogliamo mantenere la memoria di quelle coltivazioni che erano diffuse nel nostro territorio, in sostituzione del cotone che ha bisogno di climi tropicali.  Vogliamo comunicare il significato di queste coltivazioni e contribuire a togliere quella diffidenza che ancora c’è nei confronti della canapa che ha subito gli effetti del proibizionismo della cannabis.”

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