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“Mia madre non lo deve sapere”: l’importanza di lottare per la libertà

Dopo il grande successo legato al romanzo d'esordio “Non parlare con la bocca piena”, è arrivato il bis con “Mia madre non lo deve sapere” di Chiara Francini

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Per un’artista è una grande soddisfazione ripetere e rinnovare il proprio successo. E quando ciò avviene con la grazia e la naturalezza di Chiara Francini non può che portare ancora più godimento.

Dopo il grande successo legato al romanzo d’esordio “Non parlare con la bocca piena”, pubblicato lo scorso anno, è arrivato a stretto giro di posta il bis con “Mia madre non lo deve sapere” edito sempre da Rizzoli. Per chi conosce il primo l’appuntamento è imperdibile, per tutti gli altri l’occasione di toccare con mano (e direi anche col cuore) ciò che significa “libertà d’espressione”. La trama del sequel appassiona, avvolge e sconvolge fino ad accarezzare il lettore portandolo lì, accanto ai personaggi, sino a leggergli nella pelle e nell’anima “che in fondo sono la stessa cosa”, come ci ricorda l’affascinante Chiara nelle parole dell’omonima protagonista della vicenda. I nuovi personaggi poi ben si mescolano con quelli ereditati dalla prima parte di quella che si avvia ad essere una stupenda saga.

Il tutto è semplicemente armonico e armonizzato dalla sapienza e dalla cultura della Francini. Un po’ perché la storia si presta volentieri ad una interpretazione e ad uno svolgimento che oserei definire cinematografico (uno dei tanti mondi artistici coi quali la ragazza fiorentina s’è cimentata e brillantemente espressa) e un po’ perché la stessa è narrata con una competenza e una sagacia letteraria da far invidia agli illustri colleghi. L’uso della terminologia è non solo appropriata ma “pieno”, cioè carico di quei riferimenti che colpiscono al cuore, all’anima e all’immaginazione di chiunque vi si accosti.

Sopratutto se ne frega di luoghi comuni e pettegolezzi e punta sulla libertà di essere se stessa, di chiamare le cose col loro nome, anche quando può sembrare scomodo o anacronistico. Ed è questa la sua forza.
Quella che raggiunge la protagonista del libro ed i suoi amici, famiglia vecchia, nuova e ritrovata. La forza di una Vita che dirompe nella sua e nella nostra storia a scombinare e rendere favolose le giornate.
Quelle di una donna, di un’artista a tutto tondo, che all’azzurro dei suoi occhi affianca le mille sfaccettature che la rendono meravigliosamente apprezzata, seguita e amata in tutto ciò che fa.
Ma questa sua madre forse già lo sa.

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