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Sandra Milo protagonista a CortoLovere: “Il #MeToo? Ma sono le donne a scegliere”

L’attrice sarà “La signora del lago” della 21esima edizione del festival del cortometraggio e incontrerà il pubblico sabato 29 settembre.

Sandra Milo arriva a Lovere. L’attrice, che vanta una lunga carriera tra cinema, teatro e tv, sarà “La signora del lago” della 21esima edizione del festival del cortometraggio “CortoLovere”.
Sabato 29 settembre alle 21 al teatro Crystal riceverà il riconoscimento e incontrerà il pubblico impreziosendo la serata conclusiva della kermesse.

Bergamonews l’ha intervistata per raccogliere le sue impressioni e compiere un viaggio tra le sue esperienze artistiche.

È già stata a Bergamo?
No, è la prima volta e penso che questo premio (“La signora del lago”, ndr) sia meraviglioso. Il titolo è bellissimo, molto romantico e trovo che chiamarlo così sia stata un’idea fantastica: di solito i riconoscimenti che vengono assegnati hanno nomi più freddi e meno coinvolgenti.
Generalmente non impazzisco per questi premi, anzi trovo che alcuni siano addirittura inutili, invece questo mi affascina e lo ricevo volentieri.
Sono molto contenta di partecipare a cortoLovere e so che Lovere è uno dei siti più belli di tutta Italia, quindi mi farà piacere visitarlo.

Il premio sarà un omaggio alla sua carriera, che l’ha vista lavorare con tanti grandi registi. Quali ricorda con maggior affetto?
Chiaramente Federico Fellini, ma anche Antonio Pietrangeli, che è un po’ sottovalutato e invece penso che sia uno dei più grandi registi e ha diretto opere meravigliose: con lui ho recitato in quattro film e lo stimo molto. Il miglior film di cui sono stata protagonista, secondo me, è proprio firmato da lui: si tratta de “La visita”. In quegli anni ero giovane, bella e interpretavo il ruolo di una donna poco attraente… ricordo che il costumista aveva fatto realizzare per me una coulotte imbottita e ingombrante. Vestivo i panni di una donna di provincia, sola e in cerca di compagnia, un personaggio che riusciva ad esprimere al tempo stesso sia la solitudine sia la tenerezza femminile e sono molto orgogliosa di averla impersonificata.

Il sodalizio con Fellini invece è più blasonato…
Con lui ho avuto delle collaborazioni fantastiche, con tanti bei film dei quali 8½ è stato il massimo. Federico (Felllini, ndr) è il più grande maestro del cinema italiano e mondiale, il miglior regista che sia esistito e non è stato ancora superato.
E poi c’è il film di recente uscita “Salvatrice – Sandra Milo si racconta”, che ha segnato il debutto alla regia dell’attrice Giorgia Wurth, in cui vengono raccontati i momenti più importanti della mia vita.

Nel corso della sua carriera ha lavorato con gli attori più grandi: quale ricorda più affettuosamente?
Il più grande in assoluto è Marcello Mastroianni, un grandissimo attore ma anche una persona straordinaria. Era un uomo semplice, colto, intelligente e simpatico, amante del buon cibo e della vita… tutto questo con grande lievità e leggerezza.

E guardando agli attori di oggi quali apprezza maggiormente?
Pierfrancesco Favino è sicuramente uno dei migliori. Tra le donne, invece, Sabrina Impacciatore è dotata di grande talento.
Anche oggi ci sono tanti attori bravi: non c’è più il divismo e il cinema somiglia più all’uomo comune… la moda al momento è questa, ma nel panorama artistico sono molti gli attori bravi. È normale che il modo di fare cinema si modifichi nel tempo, così come mutano le esigenze del pubblico: niente si ferma e tutto cambia: è una regola della vita.

Cosa le hanno lasciato invece le esperienze in tv?
È un modo diverso di fare spettacolo e, rispetto al cinema nel piccolo schermo è tutto più veloce e c’è una tensione maggiore. Mi piace ancor di più, invece, il teatro, la forma più antica di spettacolo, dove c’è un rapporto più diretto con il pubblico.

Nel 2010 ha preso parte anche a un reality: L’Isola dei famosi
È stata un’esperienza fantastica e mi ha dato molto soprattutto dal punto di vista spirituale: è stata un’occasione per guardarmi dentro e solitamente è difficile riuscire a fare introspezione in una vita frenetica come la nostra.
Certo, non la rifarei perché i giorni da naufraga sono stati molto duri ma consiglio di effettuare questa esperienza.

E cosa ha notato dentro di sé?
Ho acquisito consapevolezza della mia forza e anche delle mie debolezze. Ho conosciuto i miei limiti e, in questo senso, è stata un’esperienza particolarmente utile, perchè crediamo di conoscerli ma fino a quando non siamo messi alla prova non ne abbiamo la certezza.

Lei è sempre stata molto schietta e diretta, anche sul movimento #MeToo. Cosa pensa degli ultimi sviluppi del caso Asia Argento-Jimmy Bennett?
Ognuno ha la propria personalità e il proprio modo di vedere le cose. Personalmente, non sono d’accordo su questa battaglia che le donne stanno facendo contro le molestie. Non le ho mai considerate tali, ovviamente parlo delle molestie e non di violenza: sono un modo di fare proposte e anche di corteggiare. La donna è sempre libera di accettare o rifiutare. Proporre scambi è una delle leggi fondamentali del mondo, fa parte della vita da sempre: tutti fanno qualcosa e ricevono qualcos’altro in cambio.
È sempre stato così non solo nel mondo dello spettacolo ma in tutti i settori professionali e non credo che le donne oggi con questa battaglia possano riuscire a cambiare le cose. Le donne, comunque,  hanno sempre la libertà di scelta: possono dire di si oppure rifiutare ed è normale che a una decisione possa portare anche a una rinuncia.

Anche a lei è successo?
Si, certo. Mi è capitato di dire alcuni no e magari perdere dei ruoli, ma ho anche detto dei sì perché ero d’accordo. È un fatto personale, di scelta: nessuno ti obbliga e ognuno è libero di decidere cosa fare.

Per concludere, quali sono i suoi progetti per il prossimo futuro?
Il prossimo impegno sarà a teatro: riprenderò la commedia “Mamma… ieri mi sposo”, con Marina Suma. E poi sono pronta a dedicarmi a nuovi progetti con l’entusiasmo e la passione di sempre.

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