Presidenza Provincia: Ferla, sindaco di Calvenzano, verso la candidatura
Forse si dipana la complicata candidatura alla presidenza della Provincia di Bergamo che da settimane sta impegnando partiti, correnti interne ai partiti, singoli politici per trovare la quadra che faccia del nuovo leader di Via Tasso un esponente in grado di raccogliere consensi anche un po’ trasversali.
Forse si dipana la complicata candidatura alla presidenza della Provincia di Bergamo che da settimane sta impegnando partiti, correnti interne ai partiti, singoli politici per trovare la quadra che faccia del nuovo leader di Via Tasso un esponente in grado di raccogliere consensi anche un po’ trasversali.
D’altronde non può che essere così dal momento che la riforma Delrio è una riforma a metà dal momento che le Province avrebbero dovuto essere abolite dal referendum e invece sono rimaste anche se con sostegni economici molto ridotti. Ridotti al punto che il presidente nemmeno percepisce l’indennità di carica. Già questo fatto screma molto le possibili candidature, peraltro ridottissime dal momento che il nuovo capo della provincia dev’essere un sindaco in carica con davanti a sé 18 mesi di mandato: chi è impegnato in comuni non proprio piccolissimi, ha un lavoro e non abita a due passi da Bergamo (dove hanno sede gli uffici provinciali) chiaramente non si mette in gioco. Così quasi si contano sulle dita di una mano gli aspiranti presidente. E dire che per la terra orobica la Provincia è un ente con una importante dimensione territoriale oltre che identitaria,
Fatta questa premessa e dopo mesi di riunioni più o meno carbonare, siamo probabilmente di fronte a una novità: in pista restano Gianfranco Gafforelli e Fabio Ferla, col sindaco di Calvenzano, a oggi, più avanti nei pronostici rispetto al collega di Calcinate. Per un paio di motivi: bisogna raccogliere quasi 450 firme tra i consiglieri comunali della Bergamasca e Gafforelli a oggi da solo non è in grado di farlo e per questo ha bisogno del Pd. E poi perché mercoledì sera la Lega ha dato il suo ok di massima a Ferla, lanciato da Forza Italia, ma non inviso ai democratici.
Politicamente Gafforelli, che si dichiara uomo di centrodestra, aveva rotto col Popolo della Libertà scegliendo il gruppo orobico legato ad Alfano e all’avvocato Capelli. Ferla non è iscritto ad alcun partito, ed è a capo di una lista civica: il Carroccio, l’ha sdoganato. E non sembra impossibile per lui l’appoggio del Pd, anzi.







