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La Fontana del Lantro: quando i panni si lavavano alla fonte

Il tour fra i luoghi meno conosciuti di Bergamo e provincia fa tappa oggi in un punto dei punti nevralgici di Città Alta fino al secolo scorso, ma negli anni dimenticato da gran parte della cittadinanza

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Fino alla metà del Novecento, quando la lavatrice era ancora al di qua da venire, per molte famiglie possedere l’acqua corrente nelle abitazioni era praticamente un’utopia.

Per lavare i propri indumenti occorreva spostarsi presso le sponde di un corso d’acqua oppure, se si viveva in città, accingersi ad un lavatoio; tutto ciò accadeva anche a Bergamo, dove la Fontana del Lantro era il punto d’incontro fra cittadini comuni e lavandaie.

Posta lungo via della Boccola, della Fontana del Lantro se ne sa per la prima volta nel 928, quando in una pergamena scritta dal vescovo di Bergamo Adalberto si segnalava la presenza di una sorgente lungo i pendii orientali dei colli. Tutto ciò fa pensare che la fontana fosse utilizzata sin dall’Alto Medioevo e che avesse continuato a fungere da fonte di approvvigionamento idrico lungo tutta l’Età di Mezzo, quando nello Statuto cittadino del 1248 si indica che l’acqua di tale sorgente fosse incanalata in un complesso dotato di cunicoli, cisterna, lavelli ed abbeveratoi.

Con la costruzione delle mura venete e la distruzione di alcuni edifici presenti nei pressi di esse, la fontana venne coperta dalla ricostruzione della chiesa di San Lorenzo, che ancora oggi sovrasta la cisterna.

Nonostante i lavori di riedificazione urbanistica, anche in epoca veneziana la Fontana del Lantro ha avuto una notevole importanza per la città e per la Vicinia di San Lorenzo, tant’è che lì era possibile prelevare acqua per abbeverare gli animali e per la concia delle pelli.

La cisterna, divisa ancora oggi in una vasca principale in grado di contenere 400 m cubi ed in una più piccola posta in posizione sopraelevata, era alimentata dalle sorgenti di San Lorenzo e da quella di San Francesco, intercettata soltanto durante i lavori di costruzione delle mura venete.

Con l’entrata in funzione del nuovo acquedotto municipale all’inizio del Novecento la fontana del Lantro ha perso parte del suo prestigio, venendo utilizzata soltatno quale lavatoio, mentre dalla metà del XIX secolo essa è entrata in stato di abbandono.

La fontana venne riscoperta dalla città soltanto nel 1992, nel corso di alcuni lavori apportati dal Gruppo Speologico Bergamasco “Le Nottole” che hanno riportato la sorgente al proprio splendore.

Anche se oggi giorno è consuetudine pulire i propri indumenti all’interno delle proprie abitazioni, la Fontana del Lantro rimane un simbolo visitabile di un passato non troppo lontano.

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