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Foppolo, riparte la caccia ai piromani

Incendio, nuove indagini sul dna. E l'amministratore della Devil Peak, Giacomo Martignon, viene sentito in Procura come testimone

C’è anche Giacomo Martignon, amministratore della Devil Peak (la società che con la partecipata Foppolo Risorse ha costruito il Belmont) nella lista di persone che il pubblico ministero Gianluigi Dettori, titolare dell’inchiesta su Foppolo e Brembo Ski, ha voluto sentire in veste di persona informata sui fatti.

“Non è la prima volta – rivela l’imprenditore, che in Procura ha fatto tappa martedì 18 settembre -. Sono stato convocato sia come parte lesa (il riferimento è alla sua società, ndr) che come testimone”.

Il colloquio con gli inquirenti si è protratto per oltre un’ora. Sul contenuto Martignon, pur non sottraendosi alla conversazione, preferisce non sbilanciarsi: “Di che cosa abbiamo parlato? Un po’ di tutto. Da fatti che vanno dall’inizio dell’inchiesta agli ultimi sviluppi, ma non so molto più di quanto leggo sui giornali”, taglia corto.

Tra i vari punti toccati, non si può escludere quello relativo all’incendio doloso alle seggiovie Quarta Baita e Montebello. Uno dei misteri ancora in sospeso sul quale gli inquirenti stanno cercando di fare chiarezza, e che fece scattare le indagini nel luglio 2016.

Già una trentina di persona (tra cui ex operai della Brembo Ski) erano state convocate in caserma a Zogno per effettuare il test del Dna e il prelievo delle impronte digitali ma, stando alle ultime indiscrezioni, pare che il numero sia aumentato.

Se il filone dell’incendio resta tutt’ora a carico di ignoti, già da tempo la Procura ha messo sotto la lente d’ingrandimento quella che gli stessi inquirenti definiscono una “situazione di profonda e ramificata tensione” sviluppatasi in Alta Valbrembana nel corso degli anni (leggi qui): vuoi per le modalità disinvolte con le quali è stato amministrato il territorio, vuoi per gli interessi economici diffusi legati agli impianti sciistici e le preoccupazioni per la situazione fallimentare in cui versava la Brembo Ski.

Del resto, i precedenti che vedono protagonista il fuoco non mancano: vedi l’incendio del 23 ottobre 2007 a Valleve, alla baita di proprietà della San Simone Evolution, e quello scoppiato un mese dopo, nella notte tra il 26 e il 27 novembre al rifugio Baita del Camoscio, gestito dalla medesima società. Incendi dolosi i cui responsabili non sono mai stati identificati.

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