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Due super eroi di Bozzetto & Panaccione salveranno il mondo dall’inquinamento? fotogallery

“Il libro è ottimista da questo punto di vista - spiega Bruno Bozzetto - ma lascia non pochi spunti di riflessione"

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“Un lungometraggio animato, trasformatosi, facendo di necessità virtù, in un connubio tra animazione e fumetto”.

Bozzetto & Panaccione

Così viene descritto “Minivip & Supervip – Il mistero del Via Vai” (BAO Publishing, 2018) graphic novel ideato e sceneggiato dal maestro dell’animazione bergamasco Bruno Bozzetto e disegnato dal fumettista ed animatore francese Grégory Panaccione.

Il libro, presentato dai due autori venerdì 14 settembre alla libreria Ubik in Borgo Santa Caterina in collaborazione con l’associazione culturale Bergomix e BAO Publishing, presenta una storia inedita di due storici personaggi ideati da Bozzetto, Minivip e Supervip (uno basso e miope, l’altro muscoloso ed affascinante). In questa nuova avventura, dopo il lungometraggio animato del 1968 “Vip – Mio fratello superuomo”, i due supereroi in costume rosso devono opporsi al piano d’invasione di una razza aliena che vuole conquistare la Terra, attraverso l’inquinamento, per sfuggire all’umidità del proprio pianeta.

Nel libro si intersecano diverse vicende, come il rapporto tra i fratelli Minivip e Supervip, la nascita di un figlio, la vicenda fantascientifica di un’extraterrestre che vuole conquistare la Terra, un alieno “alla Alberto Sordi” che spera di atterrare sul nostro pianeta per godere di un po’ di sole. Tra umorismo, satira sociale ed azione, il tema chiave del volume è l’inquinamento (descritto molto bene da Panaccione, per esempio, grazie alle sfumature degli sfondi ed all’uso delle tonalità del grigio), su una Terra dove tutti si spostano in auto e chi viene visto camminare per strada è apostrofato con frasi del tipo “Ehi! Non ce li hai i soldi per un’auto?” o “Non lo sai che camminare fa male?”.

“Il libro è ottimista da questo punto di vista – spiega Bruno Bozzettoma lascia non pochi spunti di riflessione. Basta vedere ciò che ci circonda: le automobili provocano inquinamento ambientale, ma anche mentale. Andando in auto ci si accorge di alcuni atteggiamenti strani delle persone mentre sono alla guida. Viviamo in un periodo in cui la gente, guidando chiusa in una scatola, si comporta in maniera sgarbata, prepotente, aggressiva”.

“In molti mi chiedevano di riprendere la storia di questi due personaggi – confessa Bozzetto -, allora ho provato a sviluppare una sceneggiatura per un film d’animazione, che non è stato mai realizzato per problemi di budget”.

In questo frangente è importante la figura di Grégory Panaccione che, parlando con Bozzetto, ha dato il via allo sviluppo di quest’opera. “Avevamo già collaborato per il trailer di un lungometraggio che non è più stato portato a termine (“Mammuk”). Quando leggo i suoi libri, rimango senza parole di fronte alla sua bravura. Per esempio, ha realizzato un libro riguardante una partita di tennis (“Match”, ed. Delcourt, 2014) di più di duecento pagine senza una parola. Sono rimasto allibito dalla forza espressiva delle sue immagini, come ad esempio quelle di “Un oceano d’amore” (“Un océan d’amour”, ed. Delcourt, 2014): lo reputavo il migliore per il progetto, con la sua collaborazione non poteva che nascere questo libro”.

Un lavoro nato e cresciuto nella completa sintonia, con una stessa idea d’impostazione grafica. “Ho realizzato tutto attraverso un Mac – spiega Panaccione -. Con un metodo derivante dall’animazione, ho disegnato tutto in bianco e nero ed utilizzato in seguito dei layer per la colorazione in digitale. Non ho il background di chi ha visto il film di Bruno negli anni Sessanta, ma sono rimasto affascinato da quello stile, che ho riadattato rendendolo più vicino ai gusti odierni”.

Tecnologia che ha portato diversi vantaggi anche nel campo dell’animazione, dove però alcuni campi non sembrano essere rimasti al passo con i tempi.
“Il lavoro nell’animazione oggi è molto più semplice rispetto ai miei inizi – confessa Bozzetto -. Con le tecnologie attuali si può fare praticamente tutto, ho visto crescere molto la professionalità nel campo, ma non ho notato la stessa evoluzione per quanto riguarda le idee: se non c’è originalità, si rimane sempre nel campo del già visto”.

Animazione e fumetto che in Italia faticano a togliersi l’etichetta di prodotti per un pubblico esclusivamente giovane. “Le graphic novel oggi parlano della nostra vita, della nostra attualità. Per esempio, ho letto recentemente “Pyongyang” di Guy Delisle (ed. italiana Rizzoli, 2013). L’autore racconta l’esperienza diretta con le difficoltà della Corea del Nord, durante un viaggio nella capitale nordcoreana nel 2001 per lavorare alla produzione di un cartone animato francese: dal suo punto di vista privilegiato, riesce a raccontare la cultura e la vita dei nordcoreani”.

Un prodotto, quello della narrazione a fumetti, che mette a confronto il nostro Paese con i nostri vicini d’oltralpe, dove il fumetto è culturalmente più accettato: in Francia esistono più di un migliaio di librerie specializzate, mentre in Italia stanno scomparendo.

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