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Lettera di Gori e Gandi al ministro Salvini: “Più risorse alle Polizie Locali virtuose”

Il Sindaco di Bergamo Giorgio Gori e l'Assessore alla sicurezza del Comune di Bergamo Sergio Gandi scrivono al Ministro Matteo Salvini

Il Sindaco di Bergamo Giorgio Gori e l’Assessore alla sicurezza del Comune di Bergamo Sergio Gandi scrivono al Ministro Salvini in seguito alla recente pubblicazione da parte del Ministero delle Linee Guida in materia di sicurezza urbana. Un documento che si pone in continuità con il decreto Minniti dello scorso anno, ma che mostra però alcune criticità, che Gori e Gandi individuano nell’aggravio di responsabilità a carico di Comuni sul tema della sicurezza in area urbana. Il Comune di Bergamo propone alcune soluzioni (un fondo per nuove assunzioni, l’estensione dei Daspo, alleggerimenti amministrativi e più risorse alle Polizie Locali virtuose) perché le novità delle politiche di sicurezza del ministro Salvini non si concretizzino nello “scarico” di compiti agli Enti Locali nel garantire l’ordine pubblico nelle città.

Ecco il testo della lettera, inviata poco fa al ministro:

Illustrissimo Ministro,
abbiamo letto con attenzione, nelle scorse settimane, il provvedimento con cui sono state definite le Linee Guida per l’attuazione della sicurezza urbana.

Fulcro delle Sue linee guida è proprio il decreto Minniti (d.l. n. 14/2017), che Lei dimostra apertamente di apprezzare politicamente definendolo ‘una risposta organica alle nuove istanze di protezione e tutela che vengono (…) avanzate dalla collettività’ ed anche ‘un decisivo passo in avanti nella costruzione della ‘sicurezza urbana’. Il decreto ha contribuito anche alla forte riduzione dei reati nel nostro Paese, come dai dati da Lei dichiarati: nel periodo 1 agosto 2017 – 31 luglio 2018 (con Minniti ministro dell’interno), sono diminuiti di 200 mila unità, circa il 9%.

Un risultato importante, a cui ovviamente concorrono tutti coloro che sono impegnati sul fronte della Sicurezza e dell’Ordine pubblico nel nostro Paese. Ecco perché ora è tempo di proseguire su questo percorso.

Le Linee guida si occupano di indicare come debbano essere elaborati i Patti per la sicurezza urbana che il decreto Minniti consente a Sindaco e Prefetto di porre in essere. Sono Patti utilissimi perché mettono nero su bianco i termini della collaborazione, in materia di sicurezza, tra le Istituzioni del territorio. Fanno sì che gli Enti locali non siano lasciati soli a contrastare criminalità e degrado nel territorio urbano e prevedono che sia costituita una cabina di regia presso la Prefettura che monitori i fenomeni criminali e di degrado urbano e dia le indicazioni su come procedere.

Il Comune di Bergamo ha avviato una proficua collaborazione con Prefettura, Questura e Forze dell’Ordine e, su questa base, un Patto specifico, per partecipare al bando ministeriale in materia di nuovi sistemi di videosorveglianza e telecontrollo. Le chiederemmo qualche informazione circa l’iter e i tempi del bando: confidiamo in un aiuto da parte del Ministero nel finanziamento del sistema, che costa circa mezzo milione di euro.

Nel frattempo siamo già al lavoro, come da Lei auspicato, per sottoscrivere il Patto generale per la sicurezza urbana tra Sindaco e Prefetto. Nutriamo però alcune perplessità circa alcuni punti delle Linee Guida, perplessità che vorremmo condividere con Lei.

Il ruolo di regia spetta al Gabinetto del Ministro dell’Interno: esprimiamo il timore sul fatto che i Patti si perdano nelle lungaggini degli uffici ministeriali;

I Tavoli di Osservazione che vengono istituiti nelle città più grandi sono vaghi sia nella composizione che nei tempi. Auspichiamo pertanto, su questo punto, poiché vorremmo a Bergamo sottoscrivere il Patto in tempi brevi, maggiore chiarezza, che consentirebbe di abbreviare le procedure.

Ai compiti più gravosi che Lei assegna alle Polizie Locali non corrispondono maggiori stanziamenti o risorse aggiuntive. Perché le politiche di sicurezza non si concretizzino per Lei in uno “scarico” di responsabilità sugli Enti Locali, auspichiamo in primo luogo che Lei possa stanziare un fondo che consenta ai Comuni di assumere più agenti di Polizia Locale; in secondo luogo confido nella predisposizione di un bando che premi i Corpi Municipali più virtuosi sulla base di progetti operativi che essi presentano.

Infine, Il Comune di Bergamo ha assunto in questi giorni 13 nuovi agenti, utilizzando solo risorse comunali. Viste le difficoltà incontrate, sarebbe auspicabile da parte Sua l’attuazione di uno snellimento dell’iter amministrativo post assunzione, complicato dal fatto che i corsi di formazione dei nuovi agenti rimangono in carico alle Regioni.

Un’ultima considerazione sui cosiddetti Daspo urbani, gli ordini di allontanamento di chi crea degrado, disordine e criminalità da alcuni luoghi della città che le norme indicano. I Daspo si possono adottare solo nelle stazioni, nei parchi, nei luoghi storici e di valenza culturale e presso le scuole. È necessaria un’estensione dell’utilizzo dei Daspo, in modo che possano essere applicati anche in altre aree delicate delle nostre città.

Come può intuire, al maggiore impegno che ci viene richiesto dalle Linee Guida, rispondiamo con entusiasmo e serietà: ma all’impegno degli Enti Locali come il Comune di Bergamo al momento non corrispondono maggiori risorse economiche e concreta attenzione da parte del Suo ministero, a cui è affidata la nostra sicurezza. Pressante è, a nostra avviso, la necessità di maggiori trasferimenti e risorse in tema di sicurezza urbana perché Comuni ed Enti Locali possano far fronte alle esigenze dei propri concittadini. Confidiamo che Lei dimostri concreta disponibilità verso queste ragionevoli istanze.

Con osservanza,

Giorgio Gori, Sindaco del Comune di Bergamo

Sergio Gandi, Assessore alla Sicurezza del Comune di Bergamo

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