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Ancora infortuni sul lavoro: a Cisano e Mozzo feriti due operai di 23 e 34 anni

Schiacciamento di un dito per il 23enne, caduta da una scala e trauma cranico per il 34enne. Solo ieri il quindicesimo morto da inizio anno

Ancora infortuni sul lavoro in provincia di Bergamo, dopo che solo ieri si è registrato il quindicesimo morto da inizio anno. Nel primo pomeriggio di mercoledì 1 settembre due giovani operai di 23 e 34 anni sono rimasti feriti in due aziende di Cisano Bergamasco e Mozzo.

Intorno alle 15, il 23enne ha subito lo schiacciamento di un dito della mano sinistra mentre stava lavorando all’interno di un’intercapedine alla MS Ambrogio, azienda che si occupa della produzione di componenti metallici di precisione, in via Tre Fontane a Cisano Bergamasco. Sono intervenute tre ambulanze per le cure mediche.

L’operaio di 34 anni è invece caduto da una scala all’interno della 3V Sigma S.p.A., specializzata in prodotti chimici, di via Aldo Moro 38 a Mozzo. Non sono ancora chiari i dettagli dell’incidente. Secondo una prima ricostruzione degli addetto dell’Ats intervenuti sul posto, poco prima delle 14 il giovane è precipitato da un’altezza di cinque metri. Nell’impatto al suolo ha riportato un trauma cranico con sanguinamento. Per soccorrerlo sono giunte due ambulanze.

Più gravi le conseguenze dell’infortunio sul lavoro di martedì. Giovanni Radaelli, 48enne residente a Caravaggio e dipendente della Eredi Pisoni di Mozzanica, è morto dopo aver perso l’equilibrio mentre cercava di recuperare un attrezzo di lavoro che gli era sfuggito dalle mani, mettendo un piede su una zona fragile del tetto della cascina Torrianelli, tra Camisano e Bottaiano di Ricengo (Cremona).

“Quella della mancata sicurezza nei luoghi di lavoro sta diventando una vera e propria emergenza provinciale – hanno commentato le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil – Tutti i soggetti interessati devono con urgenza prestare la massima attenzione, attivandosi per diffondere con maggiore determinazione la cultura della sicurezza e per rimarcare l’importanza della formazione, in particolare nell’utilizzo dei dispositivi individuali. Come sindacato non ci stancheremo mai di far sentire la nostra voce, in momenti così drammatici per il lavoro nella nostra provincia. Continueremo anche nell’importante compito di sensibilizzare datori di lavoro e lavoratori, giorno per giorno, cantiere per cantiere”.

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