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Un libro scritto da ragazzi di tutte le età: il nuovo progetto di Rumi, 27enne di Treviolo

Il libro verrà presentato all'interno di Palazzo Camozzi per favorire la conoscenza di questo luogo da parte dei giovani

Sabato 8 settembre. È una splendida giornata di sole ed io ho avuto il piacere di incontrare Luigi Sofisti e il suo collaboratore e amico Rumi Nicola Crippa che, dopo avermi guidata in una breve scoperta dei segreti di Palazzo Camozzi a Bergamo, mi hanno raccontato la loro storia.

Uno sarto e l’altro scrittore si sono ritrovati, per uno strano gioco del destino, a realizzare un progetto del tutto nuovo e interessante, costruendo una giornata all’insegna dell’arte, della scoperta e della rinascita di un luogo importante della storia blasonata bergamasca: Palazzo Camozzi. Il 23 settembre lo spazio “Muse” di questo storico palazzo diverrà protagonista in occasione della Festa del Borgo e verrà presentato il libro scritto da diversi autori di tutte le età in collaborazione con la casa editrice “Lubrina” e il pittore Giampaolo Mascheretti.

palazzo camozzi

In cosa consiste questa iniziativa?

“Il nostro progetto si articola in tre momenti diversi: dalle 10 alle 15 ci saranno turni di visite guidate agli incantevoli ambienti del luogo che ci ospita, lo spazio “Muse”, arricchito dalla mostra del pittore Giampaolo Mascheretti. Dalle 11.30 alle 12.30 si svolgerà la presentazione di un nuovo libro in uscita curato direttamente da Rumi, in collaborazione con altri dieci suoi studenti e le opere di Giampaolo. Infine, dalle 17:00 alle 22:00, avrà luogo l’inaugurazione della Sartoria che, però, non sarà un’occasione aperta al pubblico, ma riservata solo ad alcuni invitati.”

Qual è lo scopo del vostro progetto?

“Lo scopo è sicuramente quello di promuovere la cultura e l’arte per quello che sono: bellezza. Inoltre riteniamo che sia molto importante che la gente entri in contatto con un luogo pregno di valori storici e artistici quale è Palazzo Camozzi, all’interno di un’iniziativa più ampia che è rappresentata dalla Festa del Borgo e dai suoi aspetti culturali e folcloristici. Purtroppo negli ultimi decenni questo Palazzo è stato quasi abbandonato ed il nostro compito è farlo rinascere e portarlo alla conoscenza dei giovani e di tutti coloro che ne hanno dimenticato il valore, partendo da iniziative artistiche. I bergamaschi devono sapere che questo tesoro appartiene anche a loro! Al momento non sono programmate altre aperture di questo genere, ma stiamo lavorando ad alcune iniziative che speriamo possano avere felice riscontro.”

Come vi è venuta l’idea?

“È un’idea che nasce letteralmente dall’onirico, da quel 80% di inconscio che ci appartiene. Viene da un sogno fatto da Rumi, come se ci fossero delle energie che si sono aggregate nel bisogno di essere espresse. Noi vogliamo sviluppare un’idea che sia proiettata nell’arte e nella forza espressiva dell’uomo, sotto tutte le sue forme. Sono idee che possono nascere ovunque, ma in un contesto del genere c’è come una “spinta naturale”. Il luogo aiuta parecchio a esprimere le forme d’arte. È bellezza.”

Ci parli di Giampaolo Mascheretti?

“Giampaolo è un pittore che ha iniziato la sua carriera seguendo solo la scia della passione. Per circa vent’anni ha sempre lavorato alle sue opere viaggiando per il mondo, senza mostrarle a nessuno se non al fratello e al figlio. Qualche mese fa le mostrò a me e Rumi e ci piacquero molto. Pensammo che sarebbe stato interessante scrivere qualche parola partendo dai suoi quadri, così è nato il progetto del libro “Oltre i confini dell’amore” che ha superato tutte le aspettative e verrà presentato quella stessa mattina.”

Rumi, un pittore errante ed un libro, come possono coincidere questi due universi?

“È importante sottolineare la struttura di questo libro: è fatto di racconti che prendono ispirazione dalla visione del mondo dell’artista, partendo da uno degli elementi dei quadri di Giampaolo e finendo per sviscerare un tema umano. Nell’arte si tende a universalizzare il particolare, mentre qui si cerca di evidenziare quello che è l’aspetto umano, ossia chi è la persona prima dell’artista. Questa è la particolarità del libro. In questo progetto letterario mi rivedo molto, non solo perché per la prima volta sono curatore di un libro, ma anche perché le dieci persone che ho scelto di contattare sono persone con cui mi sento allineato. Ad ognuno è stato assegnato un tema e poi loro stessi hanno scelto un quadro di Giampaolo da cui prendere ispirazione, che sia da un colore, un tratto o anche solo un’emozione suscitata. Guardando l’opera al completo non si può fare a meno di notare che il risultato è stato una miscela di anime unite in un cammino comune. Si sono intrecciate e adattate a vicenda, senza però sacrificare le peculiarità di ogni scrittore. È come se fosse stato scritto da un’anima collettiva e non da singoli autori. Quindi, vi aspettiamo!”

Armatevi di curiosità, passione, un pizzico di coraggio e venite a trovarci domenica 23 Settembre a Palazzo Camozzi.

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