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Raccontare un’opera d’arte con immagini e suoni

Un laboratorio teorico-pratico di quattro incontri a numero chiuso (massimo 5 partecipanti) ideato e condotto dal videoartista Alberto Nacci

Al via il 22 settembre a Dalmine il nuovo workshop “Raccontare un’opera d’arte con immagini e suoni”, un laboratorio teorico-pratico di quattro incontri a numero chiuso (massimo 5 partecipanti) ideato e condotto dal videoartista Alberto Nacci. Destinato ad artisti e non solo, anche a professionisti e appassionati del mondo dell’arte e della comunicazione, il progetto si rivolge “a chiunque abbia il desiderio di guardare un’opera d’arte in modo diverso, utilizzando gli strumenti tecnologici di cui dispone, anche solo uno smartphone”.

Musicista e plurititolato video maker, Nacci è stato docente di Progettazione Sonora alle Accademie di Belle Arti di Bergamo e Brescia e da diversi anni collabora con l’Accademia Carrara con il workshop “stART-up!” (giovani artisti incontrano giovani aziende).

“La mia esperienza didattica e professionale mi ha permesso di conoscere da vicino il mondo della formazione artistica” spiega Alberto Nacci. “Ho verificato che fra i mestieri dell’arte c’è la possibilità di realizzare strumenti multimediali di comunicazione per far cogliere la produzione artistica di un autore”.

Se è vero che la comunicazione è un elemento strategico e primario oggi nel mondo dell’arte, è anche vero che gli artisti sono spesso più concentrati sulla produzione che sulla promozione della propria opera. E raccontare un’opera d’arte in modo personale e rispettoso dello spirito del suo artefice non è cosa semplice. Oltre alla parola, esistono altri mezzi espressivi che a volte risultano più coinvolgenti ed empatici. “Per questo occorrono adeguate attrezzature” specifica Nacci “e soprattutto il desiderio di andare oltre le forme e i colori che l’artista ha utilizzato”.
Nel workshop quindi si affronteranno le tecniche fotografiche e video che consentono di raccontare l’opera a più dimensioni, incluso l’aspetto sonoro.

“Il suono espande l’opera su un piano metafisico, le conferisce proprietà sinestetiche che coinvolgono tutti i nostri sensi”. E di suono, così come di effetti visivi, Nacci si intende: jazzista e musicista con numerose produzioni discografiche e una ricca attività concertistica, con la sua filmografia negli ultimi quindici anni ha messo a segno una filza di prestigiosi riconoscimenti internazionali che premiano la sua rara capacità di sintesi tra le arti. Collaborazioni di livello con alcuni protagonisti delle arti visive contemporanee – tra cui Mario Benedetti, Mario Botta, Philip Corner – si inseriscono in un percorso di specializzazione in cui Nacci ha investito le sue migliori energie, con progetti di formazione collegati al mondo della Scuola e dell’Accademia e con una vasta produzione di documentari di arte e cultura, opere di video arte, filmati industriali realizzati per importanti aziende in Italia e all’estero.

Il workshop prevede quattro incontri (22 settembre, 27 ottobre, 17 novembre, 15 dicembre) durante i quali si lavorerà con opere di Viveka Assembergs, Carlo Previtali, Dietelmo Pievani, Manuel Bonfanti, con visione di filmati, letture creative delle opere, attività teorico-pratiche relative ai sistemi di illuminazione, alle inquadrature e modalità di ripresa video/fotografica. La sede del laboratorio è la sala di posa di ajpstudios, nel POINT (Polo per l’Innovazione Tecnologica della provincia di Bergamo) di Via Einstein a Dalmine. Si consiglia di portare una fotocamera o videocamera oppure uno smartphone per realizzare foto e video. La quota di partecipazione è 120 euro (+ iva).

Per informazioni e contatti: info@ajp.it

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