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Stop aperture domenicali, i sindacati: “Tutela lavoratori e piccoli esercizi”

Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil provinciali accolgono con favore la discussione sulla regolamentazione degli orari degli esercizi commerciali: “La totale liberalizzazione ha determinato condizioni lavorative molto difficili e precarie”.

Come previsto, la proposta di legge che vuole disciplinare gli orari degli esercizi commerciali ha avviato confronti a ogni livello: alla Commissione Attività produttive della Camera, dove sono arrivati quattro testi per riformare la norma, ma anche nei territori dove tutti gli attori che ruotano attorno al mondo del commercio, amministratori, sindacati, lavoratori ed esercenti, stanno già chiarendo le proprie posizioni in merito.

A Bergamo i sindacati, con le rispettive categorie (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil), fanno fronte comune, con posizioni molto simili tra loro: “Riteniamo innanzitutto positivo che sia iniziato l’iter di revisione del decreto Salva Italia – spiega Alberto Citerio, segretario generale Fisascat Cisl Bergamo – Ma del resto abbiamo sempre sostenuto che una liberalizzazione di questo tipo non sarebbe stata utile a nessuno, né alle aziende né ai lavoratori. I dati ci hanno dato ragione: l’occupazione non è aumentata, anzi, in alcuni periodi è stata anche in flessione. Inoltre si sono perse molte attività di vicinato per via della concorrenza. La vicenda è complessa, bisogna trovare il giusto compromesso tra i due estremi”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Maurizio Regazzoni, segretario generale Uiltucs Bergamo: “Oltre all’occupazione non è aumentato nemmeno il fatturato delle società della grande distribuzione – aggiunge – È falso affermare anche che ci sarà una perdita di posti di lavoro: non ci interessa di quale colore sia il Governo, ci preme invece tornare a parlare della situazione commerciale per fare in modo che imprese e dipendenti possano trarne vantaggio”.

“Andare nella direzione della limitazione delle aperture domenicali e festive è secondo noi corretto – precisa Mario Colleoni, segretario provinciale Filcams – La totale liberalizzazione ha determinato condizioni lavorative molto difficili e precarie: auspichiamo una seria regolamentazione che preveda anche la reale applicazione di contratti di lavoro qualitativamente superiori che limitino le numerose situazioni di sfruttamento presenti nel settore. Non si può prescindere da qualità del lavoro e dei contratti”.

Accolta favorevolmente anche la precisazione del ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio che, intervenendo nuovamente sul tema, ha annunciato l’intenzione di introdurre una sorta di turnazione che preveda l’apertura del 25% degli esercizi: “Potrebbe essere una soluzione interessante – commenta Citerio – Va dato respiro a quei lavoratori che sono stati costretti al lavoro domenicale e festivo: è una scelta che potrebbe favorire il commercio tradizionale e le imprese familiari. Lo stesso disagio vissuto dai lavoratori lo subiscono anche le famiglie dei piccoli esercenti al dettaglio. I clienti si organizzeranno di conseguenza, come è sempre stato prima delle liberalizzazioni”.

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