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F1, Vettel e la difficoltà nel gestire situazioni complicate

Il tedesco dovrà cercare di non farsi prendere più dalla frenesia e di massimizzare i punti e le occasioni che avrà a disposizione sperando che qualcuno tolga punti ad Hamilton. Si riparte fra 8 giorni da Singapore: da qui in avanti è vietato fallire.

Siamo giunti al rush finale del mondiale 2018 di F1: mancano sette gare al termine della stagione e la Ferrari, nonostante abbia la vettura più competitiva e performante del lotto, si ritrova ad inseguire sia nella classifica del mondiale piloti, sia in quella del mondiale costruttori; nel campionato piloti Vettel deve provare a recuperare trenta punti ad Hamilton, mentre nel campionato costruttori la Ferrari insegue a venticinque lunghezze di distanza la Mercedes.

Gran parte del gap accusato in entrambe le classifiche è da attribuire ai molteplici errori commessi da Sebastian Vettel.

Il pilota tedesco dispone quest’anno della vettura migliore sotto tutti i punti di vista: motore, aerodinamica, trazione… e a questo punto della stagione avrebbe dovuto trovarsi in testa alla classifica con un discreto margine sul suo acerrimo rivale Lewis Hamilton. Ciò non è stato possibile per una serie infinita di errori: a Baku il tedesco ha cercato il sorpasso a Bottas dopo safety car con gomme e freni freddi finendo lungo e giungendo quarto al traguardo quando sarebbe bastato aspettare un giro e la vittoria sarebbe stata sua dal momento che il finnico ha forato a 2 giri dalla fine.
Vittoria regalata ad Hamilton e 13 punti gettati al vento.

In Francia Vettel commette il secondo errore della sua stagione: scatta dalla terza posizione in griglia e in partenza vuole a tutti i costi superare una delle due Mercedes ma alla prima staccata valuta male lo spazio a sua disposizione frenando tardi e bloccando l’anteriore sinistra: contatto con Bottas e gara completamente da ricostruire. Verrà penalizzato di 5 secondi ma giungerà comunque 5° al traguardo: limita sì i danni ma visto il potenziale in condizioni normali sarebbe arrivato almeno 3°.

Punti persi: dai 5 agli 8. La settimana successiva in Austria il teutonico commette l’errore forse meno grave di questa stagione ma comunque pesante: in qualifica crea impedimento nei confronti di Carlos Sainz e viene retrocesso di 3 posizioni in griglia: scatta 6°. In prima fila ci sono le due Mercedes. In gara però le due frecce d’argento sono costrette al ritiro per guasti tecnici di differente natura e a vincere è Verstappen seguito dalle due Ferrari ( 2° Kimi, 3° Seb).

Se Vettel fosse scattato dalla 3° posizione che aveva conquistato in pista la vittoria sarebbe stata sua. Punti persi 10. In Germania si assiste all’errore più pesante e che più sta pesando fino a questo momento sulla classifica di Vettel: il tedesco si presenta ad Hockenheim con 8 punti di vantaggio su Hamilton e nelle qualifiche centra la pole position. Il britannico scatta dalla 14° piazza attardato da un problema occorso alla sua Mercedes. A 15 giri dalla fine Vettel è in testa alla corsa, Hamilton si trova in 2° posizione. Improvvisamente qualche goccia di pioggia comincia a bagnare il tracciato tedesco. La pioggia però non è particolarmente intensa e i piloti proseguono con le gomme da asciutto. Alla 2° curva del motodrom accade l’imponderabile: Vettel, forse messo sotto pressione dal gran recupero di Hamilton sbaglia la frenata, perde il posteriore e si ritrova incredibilmente a muro. Hamilton ne approfitta e vince clamorosamente dopo essere scattato dalla 7° fila. Si giunge all’errore più recente che forse fa più male per noi ferraristi perché commesso nel gran premio d’Italia. In qualifica la 1° fila è tutta rossa ma a sorpresa è Kimi Raikkonen a strappare la pole davanti a Sebastian Vettel. Il tedesco è indispettito da questo fatto e anche dal fatto che la Ferrari lo abbia fatto uscire prima dando così la scia a Raikkonen e questo si ripercuoterà sulla sua gara. In partenza Raikkonen tiene la testa mentre Vettel gli prende la scia e cerca il sorpasso all’esterno della prima variante. Il finlandese però non concede spazio e tira una staccata da paura al tedesco.

Tutto questo mentre Hamilton, scattato 3°, sta a guardare e studia la situazione. In uscita dalla prima chicane c’è un piccolo ma decisivo contatto fra vettel e Hamilton; in uscita dalla prima curva infatti il britannico ha una migliore accelerazione e può preparare l’attacco alla 2° variante. Poco prima della staccata della Roggia, Vettel concede l’esterno ad Hamilton che se lo prende tutto e all’interno della chicane effettua un gran sorpasso. Dall’onboard camera si vede bene che quando Vettel capisce di essere stato passato da Hamilton non alza il piede lascando strada al britannico e fa di tutto per non farsi passare avendo così la peggio e ritrovandosi in testa coda. Così, una gara che doveva essere trionfale per la Ferrari e per Vettel si trasforma in un incubo. Il tedesco rimonta fino al 4° posto ma Hamilton vince dopo una dura battaglia con Raikkonen e allunga a +30 nella classifica piloti. Visto il potenziale mostrato dalla Ferrari a Monza i punti che Vettel ha sprecato a seguito di questo errore oscillano fra i 6 e i 13.

È chiaro che il mondale non è chiuso, ma d’ora in avanti gli errori per Vettel dovranno rimanere a zero.

Il tedesco dovrà cercare di non farsi prendere più dalla frenesia e di massimizzare i punti e le occasioni che avrà a disposizione sperando che qualcuno tolga punti ad Hamilton. La macchina è competitiva e non soffre più nessun tipo di pista ma il teutonico dovrà saper sfruttare questa superiorità. Hamilton con una macchina inferiore rischia di andare a vincere un mondale in cui per ora è il pilota a fare la differenza e non la macchina. Vettel ha commesso troppi errori, alternati anche ad ottime gare, mentre Hamilton è stato finora straordinario a capitalizzare al meglio ogni occasione che gli si è presentata davanti. Per questa volata finale Vettel avrà bisogno anche di Raikkonen: il pilota finlandese non farà più parte della scuderia di Maranello nel 2019 e verrà sostituito da Charles Leclerc ma dovrà dare il suo apporto a Vettel da qui a fine anno.

Si riparte fra 8 giorni da Singapore: da qui in avanti è vietato fallire.

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