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Marc Chagall a Mantova, 130 opere di un autore tra i più amati dal grande pubblico

In concomitanza con il Festivaletteratura, inaugura il 5 settembre “Marc Chagall come nella pittura, così nella poesia”, la rassegna a cura di Gabriella Di Milia, in collaborazione con la Galleria Statale Tret’jakov di Mosca

Mantova offre in questi giorni tre eventi d’eccezione. La grande mostra su Chagall che presenta 130 opere di un autore tra i più amati dal grande pubblico, la restituzione alla città dello splendido, rinnovato Palazzo della Ragione, la XXII edizione del Festivaletteratura che si chiude domenica 9 settembre all’insegna di letture, musica e teatro.

La mostra su Chagall sarà visitabile fino al 3 febbraio 2019 e porta in Italia tele, teleri, oli, tempere, gouaches, incisioni dalle collezioni russe, tra cui spicca il ciclo completo di sette pannelli di grandi dimensioni dipinti dal pittore nel 1920 per il Teatro ebraico da camera di Mosca: un prestito eccezionale dalla Galleria Statale Tret’jakov, di rara presenza in Italia (a Milano nel 1994 e a Roma nel 1999), che sintetizza le conquiste artistiche di Chagall nella Russia della rivoluzione dopo il soggiorno parigino (1910-1914).

Proprio intorno a queste opere monumentali si centra il progetto espositivo, che propone la ricostruzione dell’environment originale del Teatro ebraico: una “scatola” di 40 metri quadri per cui Chagall realizzò i dipinti parietali, i decori del soffitto, il sipario, insieme a costumi e scenografie per tre opere teatrali. Quasi un manifesto, destinato ad agire su un vasto pubblico, scandito da ripartizioni ed elementi geometrici dal ritmo insieme astratto e lirico, pervaso dalla magica leggerezza della musica, del sogno, della danza.

In queste pitture “di scena”, che mescolano figure di animali, acrobati, violinisti, amanti, si individuano tutti i motivi che ricorrono nei capolavori e nei lavori più noti – come la tela “Sopra la città” (1914/18), anch’essa in mostra – e nei lavori “minori” dell’artista. Sul proscenio, analogamente che nella vita, per Chagall l’arte si fonde e si confonde sempre con il teatro, la letteratura, la poesia, e i territori dell’inconscio invadono la visione dando luogo all’inconfondibile tratto fiabesco e antirealista della sua pittura.

Una selezione di opere emblematiche degli anni tra il 1911 e il ’18 e degli anni francesi tra il 1923 e il ’39 – dipinti, acquerelli, acqueforti – testimonia lo stretto rapporto tra arte e letteratura nel periodo delle avanguardie.

Dire Chagall è evocare la fantasia dei motivi, l’incanto orientale delle atmosfere, la trascendenza della mistica ebraica, l’inafferrabile forza dei simboli. André Breton scrisse di Chagall: “con lui solo la metafora fece il suo ingresso trionfale nella pittura”. E il titolo della mostra mantovana “Come nella pittura così nella poesia”, mette a fuoco proprio l’inconfondibile magnetismo dell’opera del pittore russo: la modernissima libertà associativa delle sue metafore visive, che insegnano a guardare il mondo secondo l’estro arbitrario della poesia, fuori da ogni consuetudine logica e da ogni ordine abituale.

Ma l’opera di Chagall nel suo complesso è gigantesca e difficile da abbracciare in un solo sguardo – come testimonia l’imponente analisi del biografo e genero del pittore Franz Meyer – e le grandi esposizioni che vi sono dedicate non riescono che a presentarne ogni volta un aspetto parziale. Questa mostra intende mettere a fuoco il momento più rivoluzionario e meno nostalgico del percorso artistico dell’autore.

Di sicuro interesse l’opera grafica, che in mostra è rappresentata dalle acqueforti ispirate alle Anime morte di Gogol, alle Favole di La Fontaine e a vari episodi della Bibbia. Fu l’editore Vollard, tra gli anni Venti e Trenta, a commissionargli i tre cicli di illustrazioni, che incontrarono il favore dell’artista in forza di temi e poetiche che Chagall sentiva particolarmente vicini: l’elemento specificatamente orientale delle fonti di La Fontaine, la paradossale, ironica e dolente commedia umana di Gogol, i grandi temi e le epopee dell’Antico Testamento con cui il pittore aveva familiarità fin dall’infanzia furono motivi di grande suggestione per l’artista che in quelle opere concentra il frutto di un periodo tra i più fecondi della sua esistenza.

La mostra si correda del catalogo edito da Electa che raccoglie numerosi scritti molti dei quali mai tradotti in Italia di autori quali Guillaume Apollinaire, Paul Eluard, Vladimir Nabokov. L’apparato critico racconta in particolare la fascinazione che il pittore russo esercitò su poeti, artisti, letterati dell’inizio del secolo scorso, così come le influenze e le contaminazioni culturali che Chagall assorbì vivendo a Vitebsk, San Pietroburgo, Parigi e Mosca.

La location della mostra merita essa stessa la visita: gli ambienti e le pareti affrescate di Palazzo della Ragione (Piazza delle Erbe), restituite al pubblico dopo lunghi accurati restauri, fanno da meravigliosa cornice all’opera pittorica dell’artista russo.

Orari d’apertura: da martedì alla domenica 9.30-19.30, chiuso il lunedì (ad eccezione del 24 dicembre e del 7 gennaio) In occasione del Festivaletteratura e della Notte Bianca “Mantova Vive” (15 settembre) apertura straordinaria fino alle 23. Info e prenotazioni 03761979010.

http://www.chagallmantova.it/

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