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La Lega chiede al Governo: “Riapra il Casinò di San Pellegrino”

I parlamentari Belotti e Pergreffi e il consigliere regionale Galizzi chiedono al Governo la riapertura del Casinò di San Pellegrino: “Disponibile una “licenza” se non riapre Campione; porterebbe lavoro e turismo in Val Brembana”

Per sostenere il rilancio della Valle Brembana il deputato Daniele Belotti, eletto nel collegio delle Valli, la senatrice Simona Pergreffi e il consigliere regionale Alex Galizzi chiedono al Governo di riaprire le porte del Casinò di San Pellegrino Terme. A maggior ragione nel caso non fosse più possibile la riapertura della casa di gioco di Campione d’Italia, chiusa lo scorso 31 luglio, per un disavanzo di 130 milioni di euro che ha portato la casa di gioco al fallimento.

“L’Amministrazione Comunale di San Pellegrino Terme – spiega Simona Pergreffi – da anni chiede al Governo l’adozione di un provvedimento che consenta la riapertura del locale casinò, attivo per diversi anni nel secolo scorso, come elemento fondamentale per lo sviluppo economico dell’intero territorio della Valle Brembana che vive una condizione di pesante difficoltà aggravata dalla chiusura di diversi impianti sciistici”.

Negli ultimi anni si sono espressi in modo favorevole alla riapertura del casinò anche due volte la Camera, che nel 2008 e nel 2014 ha votato delle mozioni al riguardo, e in altre occasioni il Consiglio Regionale Lombardo, il Consiglio Provinciale di Bergamo e la Comunità Montana Valle Brembana.

In Italia sono attualmente in vigore le concessioni per le sale da gioco di Sanremo, Venezia, Saint Vincent e Campione d’Italia appunto che però è stata chiusa e il cui futuro é molto incerto. Dopo il rilancio delle Terme, nel 2015 il governo ha stanziato 18.650.000 euro per il restauro del Grand Hotel di San Pellegrino Terme, una dei massimi esempi di stile liberty in Italia, mentre altri 3 milioni sono stati previsti dalla Regione ma per completare la ristrutturazione di questo imponente edificio storico servono però altri 20 milioni di euro. Nel frattempo si sta avviando anche il rifacimento dello stabilimento dell’acqua San Pellegrino, marchio mondiale, per farlo diventare un’attrazione turistica.

“Se a questo aggiungiamo la riapertura del Casinò – dichiara Daniele Belottinel caso in cui Campione non riaprisse e quindi si libererebbe la concessione statale, diventerebbe un’altra occasione di rilancio per l’economia della Valle visto che diventerebbe l’unica sala da gioco vicina a Milano. Inoltre, é importante sottolineare che San Pellegrino potrebbe rappresentare una possibilità di reimpiego per una parte dei 500 dipendenti del casa da gioco di Campione rimasti ora senza lavoro dopo il fallimento”.

Alla richiesta dei due parlamentari bergamaschi della Lega si aggiunge quella del consigliere regionale del Carroccio, residente proprio in Valle Brembana, Alex Galizzi che chiede formalmente al presidente Attilio Fontana “di sostenere presso il Governo la richiesta di autorizzare la riapertura del Casinò di San Pellegrino”.

Nel 2007 – ricorda Alex Galizzi – Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Comune di San Pellegrino Terme con l’adesione di un operatore Privato (Gruppo Percassi) avevano sottoscritto un Accordo di Programma “per la realizzazione degli interventi di riqualificazione e valorizzazione delle strutture termali di San Pellegrino Terme per il rilancio turistico, la formazione e lo sviluppo occupazionale” che prevede investimenti per circa 212 milioni di euro (167 milioni dei quali ad opera di soggetti privati). A causa del perdurare della crisi economica, questo accordo fatica ad essere realizzato in ogni sua parte e richiede pertanto la messa in campo di nuove azioni che possano contribuire a ridare slancio e vigore all’operazione di rilancio turistico avviata nel 2007. Se si vogliono salvare la montagna e le valli bisogna però anche offrire opportunità di occupazione a chi in queste aree ci vive e il casinò potrebbe generare centinaia di posti di lavoro sia diretti che indiretti, ridando fiato anche alle stazioni sciistiche”.

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