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Violenza sulle donne, 523 casi segnalati in Bergamasca nel 2017

A dirlo è l'Osservatorio regionale antiviolenza. In Lombardia sono 5.892 gli accessi, numeri in significativo aumento

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Sono stati 523 nel 2017 gli accessi ai Centri antiviolenza di Bergamo. A dirlo è l’Osservatorio regionale antiviolenza nel terzo rapporto sulle donne vittime di violenza domestica.

CROLLA IL MURO D’OMERTA’

“Nel 2017 – ha detto Silvia Piani, Assessore alle Politiche per la famiglia, genitorialità e pari opportunità – gli accessi sono stati 5.892, contro i 5.244 del 2016 e i 4.317 del 2015. Appare sempre più evidente che il rafforzamento della copertura territoriale delle reti antiviolenza e la crescente sensibilità dell’opinione pubblica stanno influendo sulla crescita del numero delle donne che rompono la spirale della violenza rivolgendosi a noi. La nota dolente – ha spiegato l’assessore – è la diffusione del fenomeno e la constatazione di quanto rimanga ancora da fare in termini di prevenzione”.

VIOLENZE, L’AUTORE E’ SPESSO IL PARTNER

In quasi i due terzi dei casi (il 64,1%) l’autore della violenza domestica è il partner (coniuge, convivente o fidanzato) e nel 27% l’ex partner. Se per le violenze da estranei (Centro antiviolenza Svsed) il 39,9% dei maltrattanti e’ causato da sconosciuti, nel 33% l’autore e’ una persona nota e appartenente alla cerchia amicale (amico famiglia, conoscente, amico, collega, datore di lavoro). Più di un quarto delle donne (il 25,7%) invece non indica l’autore della violenza.

CARATTERISTICHE SOCIO-ANAGRAFICHE

Le caratteristiche socio-anagrafiche delle donne prese in carico nel 2017 sono coerenti con le rilevazioni passate e le indagini dell’Istat. Emerge tuttavia una significativa differenza tra le donne vittima di violenza domestica e le vittime di estranei. Nel primo caso si tratta di italiane (61,5%), quasi tutte adulte (90% con piu’ di 25 anni), coniugate o conviventi (52%), con figli/figlie (il 61% ha almeno un figlio/figlia minorenne).

Le donne vittime di violenza sessuale da parte di estranei sono nella maggioranza dei casi giovani (il 54,1% hanno meno di 25 anni), in larga parte nubili (81,6%) e senza figli (80,7%). Solo il 54,6% di loro è italiana, il 45% è straniera, sia Ue (12%) che extra-Ue (33,6%).

LA CONDIZIONE SOCIO-ECONOMICA

La possibilità delle donne di essere economicamente autonome rispetto al partner o alla famiglia di origine è considerata cruciale per sostenere il percorso di uscita dalla violenza. Per questo i centri pongono particolare attenzione alla loro condizione lavorativa ed economica.

Quasi la metà delle donne (il 48,5%) non ha un proprio reddito da lavoro, perchè disoccupate (30,2%) o casalinghe/inattive (5,9%) o studentesse (9,4%). La percentuale di occupate è ancora inferiore tra le donne vittime di violenza sessuale da estranei: sono per lo più studentesse (37,3%) e occupate solo nel 30,5% dei casi, rispetto al 54,9% di quelle vittime da violenza domestica.

I pochi dati disponibili sul reddito annuo delle donne prese in carico confermano la scarsa o inesistente autonomia economica. Il 40,6% non ha un proprio reddito da lavoro e solo il 4,3% dichiara un’entrata superiore ai 25 mila euro l’anno. Tra quelle registrate extra-sistema, più giovani e meno occupate, la quota di quante non hanno reddito raggiunge il 91%.

COME SI SONO ATTIVATE E COSA CERCANO

La gran parte di quante si sono rivolte ai centri (il 77,1%) ha preso contatto tramite telefono o sms, nel 14,9% dei casi sono andate direttamente in sede. Solo il 6,4% di loro è arrivata attraverso altri servizi territoriali, dalla rete familiare e/o amicale. Il primo contatto mira ad ottenere informazioni generiche (56%) o legali (nel 36%). Più della metà di esse (54,5%) chiedono di essere ascoltate, il 19,6% chiede sostegno psicologico, segno della solitudine di cui soffrono.

Il 71% delle donne vittime di violenza sessuale da parte di estranei si è recata direttamente invece al pronto soccorso della Clinica Mangiagalli per le prime cure mediche, nella quasi totalita’ dei casi (il 92%) la loro richiesta è di assistenza sanitaria.

Il rapporto completo è disponibile a questo link:
www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioServizio/servizi-e-informazioni/Enti-e-Operatori/sistema-sociale-regionale/politiche-antiviolenza/ora/ora

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