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Strada del Moscato di Scanzo e dei sapori scanzesi

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In vino veritas, Benaglia e Manzoni: “Alla festa del Moscato musica underground e spettacoli”

L’iniziativa, organizzata con la direzione artistica di Michela Benaglia e Andrea Manzoni dell’associazione “Sotto alt(r)a quota”, annovera un ricco programma di concerti live dai diversi generi. Bergamonews li ha intervistati per avere una panoramica delle esibizioni in cartellone.

Musica underground e spettacoli: alla festa del Moscato di Scanzo è in corso la seconda edizione de “In vino veritas”. La rassegna, dedicata alle band bergamasche che propongono i loro brani originali, quest’anno arricchisce la propria formula con show dedicati a diverse forme d’arte.
L’iniziativa, che continuerà sino a domenica 9 settembre, è organizzata con la direzione artistica di Michela Benaglia e Andrea Manzoni dell’associazione “Sotto alt(r)a quota”, annovera un ricco programma di concerti live dai diversi generi. Bergamonews li ha intervistati per avere una panoramica delle esibizioni in cartellone.

“In vino veritas” è giunta alla seconda edizione. Come è andata lo scorso anno?
Riproponiamo la rassegna dopo il successo ottenuto l’anno precedente. Le risposte sono state molto positive nonostante il maltempo che purtroppo a caratterizzato la festa nel 2017 per cui si era reso necessario effettuare alcune variazioni nel programma.
I visitatori hanno apprezzato la musica originale, un aspetto che mancava e che ha dato un valore aggiunto alla manifestazione.
L’idea alla base di questa proposta è quella di coinvolgere le band bergamasche che compongono musica originale offrendo loro un importante evento per esibirsi: è un modo per valorizzare e stimolare i musicisti che effettuano una ricerca artistica innovativa.
Il format abbina al Moscato, eccellenza del territorio, l’eccellenza del panorama musicale orobico. Fortunatamente, infatti, la bergamasca è un territorio molto ricco di gruppi e band che si contraddistinguono per la qualità della propria musica.

Come è strutturata?
Si svolge su due palchi dalle atmosfere ben distinte. Rispetto all’anno scorso la tipologia degli spettacoli si è ampliata prevedendo oltre i concerti anche show dalle diverse forme artistiche, come spettacoli di luce e giocoleria. In questo modo è possibile rivolgersi a un pubblico più ampio e diventa anche un’occasione per far conoscere forme d’arte meno diffuse. Gli show di questi artisti possono anche stimolare chi li osserva a mettersi in gioco e cimentarsi in queste attività.
E c’è un’altra novità: prima dei concerti delle band bergamasche più affermate, in collaborazione con il progetto giovani di Sanzorosciate, si è scelto di dare spazio ai gruppi musicali formati dai giovanissimi del paese.

Con quali criteri sono stati scelti?
Abbiamo effettuato una giornata di audizioni in cui abbiamo ascoltato tutte le formazioni e siamo stati colpiti dalla loro qualità. L’incontro è stato l’occasione per dare loro qualche consiglio: in modo particolare, li abbiamo spronati a scrivere personalmente la loro musica in modo da poter esprimere artisticamente il proprio mondo, considerando che molti eseguono solamente o prevalentemente cover.

Tra band affermate e realtà giovanissime, quali sono i gruppi protagonisti della rassegna?
Giovedì ha visto protagonisti in piazza degli Orti gli Otu (cinematic hip hop, breakbeat e post rap) e in apertura i Free Fall (pop-rock) e nell’area delle scuole Matteo Franchini solo (cantautorato, folk); venerdì, invece, in piazza degli Orti Rich Apes (funk, psych rock) e in apertura Reborn (heroin rock) e nell’area scuole Falle girare (cabaret/giocoleria). Sabato in piazza degli Orti sarà la volta di The Honolulu (funky poliziesco all’italiana) e in apertura I vagabondi del Dharma (Alt rock) e a seguire Gruppo Dj, mentre nell’area scuole Matteo Franchini duo (country, blues); domenica in piazza degli Orti Stefano Macchia Electric Blues (blues) e in apertura Blueberries (acoustic pop-rock, cantautorato italiano) mentre nell’area scuole Le quattro stagioni del conservatorio (concerto degli studenti del conservatorio di Bergamo) e Massimiliano Milesi duo (jazz).

Per concludere, come immaginate il futuro de “In vino veritas”?
Proseguiremo dando continuità alla rassegna e sperando di poter fare sempre meglio. Riteniamo che una formula ampia e dedicata a linguaggi artistici e a generi musicali diversi sia un elemento caratterizzante su cui puntare per estendere ulteriormente l’iniziativa.

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