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Tragedia di Lallio, lunedì i funerali di papà Massimo: incredulità a San Gallo e Almenno fotogallery

Sogni infranti e progetti di vita spezzati. Dopo i funerali del 24enne Giovanni Scanzi, lunedì si terranno le esequie del padre a San Pellegrino Terme

Sogni infranti e progetti di una vita spezzati. Questo, purtroppo, rimane dopo il tragico incidente che sabato scorso ha visto coinvolti Massimo e Giovanni Scanzi, padre e figlio che nella mattinata del primo settembre, intorno alle 9.30, sono stati travolti da un’auto a Lallio mentre attraversavano la Provinciale.

Incredulità e commozione sono i sentimenti che accompagnano le comunità di San Gallo e Almenno San Salvatore, dove i due vivevano.

Don Giovan Battista Galizzi, parroco di San Gallo e San Pietro d’Orzio, usa spesso la parola “altruismo ” per ricordare Giovanni, che lavorava da più di un anno al “Bu Cheese Bar” di Bergamo: “Era una persona buona, gioiosa, sincera, altruista. Un ragazzo entusiasta del suo lavoro, che sapeva farsi voler bene: un ‘gigante buono’ (come lo chiamavano i colleghi, ndr), un”anima bella’ che amava la vita”.

“Siamo senza parole – il commento di Gianluigi Brioschi, sindaco di Almenno San Salvatore -, sgomenti di fronte ad una disgrazia simile, anche per il modo con cui è avvenuta. Un evento tragico che distrugge una famiglia, che spezza dei progetti di vita”.

Dopo i funerali di Giovanni, che si sono svolti martedì 4 settembre nella chiesa gremita di San Gallo, lunedì 10 settembre si terranno le esequie del padre Massimo, alle 15 a San Pellegrino Terme. La salma si trova nella chiesa dell’Immacolata, vicina alla chiesa parrocchiale di San Pellegrino, di cui Massimo era originario.

I due dovevano ritirare un’auto lasciata in riparazione alla carrozzeria M&P ma, una volta parcheggiato, cercando di attraversare la strada, sono stati travolti da una Fiat 500 condotta da un 34enne di Masselengo (Lodi), che viaggiava in direzione di Dalmine. A causa del violento impatto, sono stati sbalzati in una roggia che costeggia la carreggiata.

Il personale sanitario, accorso sul posto, li aveva soccorsi in condizioni critiche e trasportati d’urgenza all’ospedale Papa Giovanni XXIII. Il cuore di Giovanni, cuoco di 24 anni, si è fermato poco dopo, mentre il padre, che lavorava per l’Ats di Bergamo, ricoverato in terapia intensiva, è morto dopo una settimana di agonia.

Nei prossimi giorni sono attesi gli esiti degli esami del sangue ai quali è stato sottoposto l’investitore, indagato per lesioni gravissime nell’inchiesta per chiarire la dinamica dell’incidente, coordinata dal sostituto procuratore Nicola Preteroti.

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