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Ciclovia brembana: a spasso tra borghi antichi e gioielli Liberty foto

Il percorso già aperto, da Zogno a Piazza Brembana (23 km, 250 metri di dislivello) è quasi interamente in sede propria e in buona parte sfrutta proprio il sedime della ex ferrovia. È adatto a tutti perché quasi completamente asfaltato.

Dopo la Valle Seriana, non poteva mancare la ValBrembana, con la sua splendida Ciclovia, tra le più apprezzate dell’intera Lombardia, in un itinerario all’insegna dell’acqua: quella del fiume, delle fonti termali e dei laghi prealpini. Così come la ferrovia della Val Brembana fu realizzata qualche anno più tardi (1906) rispetto a quella della Val Seriana (1885), anche la pista ciclabile lungo il Brembo ha visto la luce dopo quella sul Serio. E non è ancora conclusa, anche se il tratto tra Villa d’Almè e Zogno è in corso di ultimazione. Sarà presto possibile, sfruttando anche le ciclabili già esistenti ai piedi del versante nord dei Colli di Bergamo, raggiungere l’Alta Valle direttamente dal capoluogo attraverso un meraviglioso itinerario green per le due ruote.

Il percorso già aperto, da Zogno a Piazza Brembana (23 km, 250 metri di dislivello) è quasi interamente in sede propria e in buona parte sfrutta proprio il sedime della ex ferrovia. È adatto a tutti perché quasi completamente asfaltato, senza salite ripide e molto ben segnalato. Un’unica avvertenza: abbiate biciclette dotate di fari, o tenete a portata di mano la torcia del vostro telefono, perché non sempre l’illuminazione delle gallerie funziona!

ciclovia valle brembana

Partite dunque da Zogno, che suggerisco (ahimè) di raggiungere in auto parcheggiando presso il piazzale del mercato (attenzione al sabato mattina, perché è giorno di mercato).

La pista si snoda inizialmente tra la strada provinciale e il fiume, ma presto varia, cambiando sponda del Brembo più volte e addentrandosi in un paesaggio che si fa via via sempre più suggestivo. Non solo dal punto di vista naturalistico, con le masse verdi dei monti che creano sempre nuove prospettive, ma anche grazie alle testimonianze storiche ed artistiche che si incontrano lungo il percorso.

Un possibile filo rosso della passeggiata è l’arte Liberty, che ha il suo epicentro in San Pellegrino Terme, dove meritano una sosta le grandi architetture di Romolo Squadrelli (Grand Hotel, Palazzo della Fonte e Casinò), arricchite da apparati decorativi scultorei, pittorici, in vetro e in ferro battuto eseguiti da artigiani di altissimo livello. Ma anche le stazioni della ex-ferrovia, progettate dallo stesso Squadrelli, ad Ambria, San Pellegrino e San Giovanni Bianco, creano, insieme a diverse palazzine di inizio Novecento sparse nei vari centri abitati, un itinerario liberty diffuso di grande fascino.

La valle offre luoghi di interesse storico anche più antichi: a San Giovanni Bianco, dove si incontrano i percorsi storici della via Mercatorum e della Strada Priula e, più avanti, deviando (in salita) per i deliziosi borghi di Oneta (Casa di Arlecchino) e soprattutto Cornello, paese d’origine della celebre famiglia Tasso, alla quale è dedicato un ricco museo.

Anche qui, come in Val Seriana, lungo la Ciclovia sono sorti punti di ristoro bike-frendly, come la Baita del Ciclista, tra Camerata Cornello e Lenna, mentre altri, già esistenti, segnalano la loro
presenza ai pedalatori bisognosi di una pausa. Poco prima di giungere a Lenna si percorre il Ponte delle Capre, slanciata struttura ad arco, rinata a nuova vita come transito per frotte di ciclisti, che vi sostano ad ammirare le tumultuose acque del fiume. Non è un caso se Torquato Tasso descrisse la bergamasca come la “terra che il Serio bagna e il Brembo inonda”.

Arrivati a Piazza Brembana, immagino che molti tra voi non saranno paghi della sgroppata. Consiglio perciò, a chi conserva polpacci buoni, di inoltrarsi nell’Alta Valle alla ricerca di emozioni ancora più forti. Dopo aver attraversato il piazzale della vecchia stazione ferroviaria salite a destra, in via Tasso, fino a raggiungere la storica via Belotti. Girate a sinistra e uscite dall’abitato in direzione di Olmo al Brembo.

La ciclabile è finita perciò si procede sulla strada carrale. Giunti a Olmo svoltate al primo bivio verso sinistra e, salendo dolcemente, in pochi chilometri arrivate al borgo di Cassiglio, dove, poco dopo aver superato la Parrocchiale, si segnala la settecentesca Casa Milesi, affrescata con una pregevole Danza Macabra. E così il parallelo con la Val Seriana è completo (ricordate la Danza Macabra di Clusone?).

Ma c’è di più: con un piccolo sforzo potete continuare a salire (bivio segnalato a sinistra), fino al laghetto di Cassiglio, dove le acque cristalline vi inviteranno all’ultimo tuffo della stagione. Da
Piazza Brembana sono altri 8 km e meno di 200 metri di dislivello. Ne vale assolutamente la pena!

E, ritornando verso Zogno, perché non concedersi una rilassante esperienza di benessere alle Terme di San Pellegrino?

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