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Meno trucioli e tempi di consegna fanno crescere gli stipendi a Bergamo

Dai dati raccolti da Confindustria Bergamo emerge che tra le imprese bergamasche il parametro cui più spesso viene correlata l’erogazione del premio ai dipendenti sono la riduzione degli scarti di lavorazione e il rispetto dei tempi di consegna

“Produzione industriale in crescita del 4,4%, export in crescita dell’8,0% nell’ultimo semestre e un mercato del lavoro con una disoccupazione ferma al 4.2%, e maschile si attesta al 3,6%”. Questi dati incoraggianti presentati da Giovanna Ricuperati, vice presidente di Confindustria Bergamo, hanno fatto da cornice al convegno dedicato ai risultati delle indagini condotte, nei mesi scorsi, nelle imprese associate su tempi di lavoro, politiche di compensazione e profili retributivi professionali.

confindustria livio

L’indagine svolta rappresenta una importante cartina tornasole di fondamentali aree produttive italiane perché le province coinvolte costituiscono, nel loro insieme, il cuore economico del Paese: Bergamo, Milano (con Lodi e Monza), Torino, Brescia, Vicenza e Cuneo creano complessivamente un valore aggiunto che nel 2017 si è attestato intorno ai 357 miliardi di euro, vale a dire il 23,2% della ricchezza generata nel nostro Paese. Con riferimento alla sola industria in senso stretto (poco più di 81 miliardi), l’incidenza sale al 27,6%. Allo stesso tempo, va evidenziata la straordinaria vocazione all’internazionalizzazione dei territori coinvolti, ai primi 5 posti della graduatoria delle province italiane per valore dell’export manifatturiero: l’export di prodotti manifatturieri realizzato nell’area ha raggiunto nel 2017 i 130 miliardi di euro, ovvero il 30,3% delle esportazioni complessive italiane.

La ricerca è stata presentata da Massimo Longhi, responsabile Studi di Confindustria Bergamo, seguito dagli interventi di Andrea Fioni, referente Unità lavoro Centro studi di Assolombarda, che ha proposto un focus sul mondo 4.0, di Miriam Quarti, responsabile Area Reward, Performance di OD&M Consulting, che ha delineato il quadro nazionale delle politiche di compensation e livelli retributivi, e di Stefano Malandrini, responsabile Lavoro e previdenza di Confindustria Bergamo, sulle componenti retributive e dinamiche del costo del lavoro a Bergamo.

Sulla base dei dati retributivi individuali raccolti dall’indagine, il salario medio lordo annuo del personale operaio si attesta a 29.000 euro circa, con scostamenti relativamente contenuti tra le diverse aree aziendali. Gli operai hanno in media un’anzianità di 13,7 anni, un’età di 44,7 ed un livello di istruzione relativamente inferiore alla media. Sotto l’aspetto salariale, si osserva una correlazione fortemente positiva sia con l’età che con l’anzianità, mentre risulta inversa rispetto al grado di scolarizzazione. Dal confronto tra i diversi CCNL emerge come in generale gli operai dell’area chimica siano quelli meglio remunerati, a prescindere dal livello di qualificazione.

Le informazioni individuali del personale impiegatizio indicano che la retribuzione totale annua lorda media si attesta a circa 39.600 euro, con scostamenti ricompresi nel 20% tra le aree. Gli impiegati esaminati hanno un’anzianità di 11,9 anni, un’età di 43,4 ed un livello di istruzione medio. Sotto l’aspetto salariale emerge una correlazione positiva sia con l’età che con l’anzianità di servizio. Rispetto al grado di scolarizzazione, chi è in possesso di un elevato titolo di studio guadagna più della media. Gli impiegati direttivi dell’area alimentare percepiscono salari superiori del 28% rispetto ai colleghi equivalenti della gomma-plastica, i meno pagati.

La retribuzione totale annua lorda media dei quadri rilevati dall’indagine si attesta a 68.300 euro circa, con scostamenti contenuti entro il ±15% tra le singole aree. Tra i quadri si registra un’anzianità media di 13 anni, un’età di 48,7 ed un livello di istruzione medioalto. Sotto l’aspetto salariale si osserva una correlazione positiva con l’età e meno evidente con l’anzianità. Solo il 2,5% dei quadri ha meno di 35 anni e la retribuzione dei giovani è del 17% più bassa di quella dei colleghi più anziani. Rispetto al grado di istruzione, chi non possiede un titolo di studio adeguato guadagna il 3% in meno dei colleghi più qualificati ad indicare che l’esperienza di per sé ha un peso rilevante, sebbene vada sempre più accompagnata da un alto grado di preparazione e di conoscenza tecnica per aspirare a livelli di remunerazione superiori.

Dalle osservazioni emerge che i dirigenti che svolgono le mansioni oggetto di indagine percepiscono una retribuzione totale annua lorda media di 132.400 euro, con ampi scostamenti tra le singole aree: un Direttore Generale arriva a guadagnare quasi il doppio di un dirigente della Qualità.

Il 64% delle aziende industriali e di servizi che hanno partecipato alla rilevazione eroga forme variabili di retribuzione ai propri dipendenti. Ma quali sono i parametri più utilizzati dalle imprese? Nel milanese si registra un maggior orientamento ad utilizzare parametri legati all’introduzione di nuove modalità di svolgimento della prestazione lavorativa (modifiche ai regimi di orario, smart working); in provincia di Bergamo prevalgono indicatori legati al rispetto e miglioramento delle tempistiche (rispetto dei tempi di consegna, riduzione dei tempi dei processi e degli scarti di lavorazione), mentre nel torinese sono più diffusi indici legati all’efficientamento dell’organizzazione e alla qualità (riduzione dell’assenteismo e degli scarti, miglioramento della soddisfazione del cliente). In provincia di Brescia prevale l’attenzione alla produzione (volume di produzione per dipendente), mentre in quella di Vicenza sono preferiti indicatori legati alla redditività (MOL/valore aggiunto) o alla produttività (fatturato e valore aggiunto per dipendente). Nel cuneese, infine, l’indicatore più evidente è la riduzione del numero di infortuni sul lavoro.

L’indagine retributiva per profili professionali–edizione 2018: rapporto on demand riservato alle aziende interessate, con i dettagli retributivi di 55 profili professionali, incluso un focus sulle professioni 4.0., può essere acquistato per intero (link per l’acquisto), o solo le schede di interesse, presso Servizi Confindustria Bergamo (link sommario volume).

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