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Se la Roncola diventa l’Everest: la sfida contro se stessi di Marco e Simone fotogallery

Due 25enni bergamaschi alle prese con l'Everesting: scelto un percorso lo si ripete fino a colmare il dislivello dei 8.848 metri, ovvero quello che va dal livello del mare alla cima più alta del mondo

Il concetto è semplice, ma solo a parole. Si sceglie un percorso e lo si ripete in sella alla propria bicicletta quant’è necessario a colmare il dislivello dei 8.848 metri, per intenderci quello che va dal livello del mare alla vetta più alta del pianeta: l’Everest. Il tutto in una sola volta, sulla stessa strada.

Si chiama ‘Everesting’ ed è la sfida che sabato 8 settembre affronteranno Marco Rocca e Simone Bonzanni, due ragazzi bergamaschi di 25 anni. Una sfida che sta prendendo sempre più piede tra gli appassionati delle due ruote anche in Italia, e che richiede allenamento, determinazione, resistenza e pure un pizzico di follia (sì, è proprio il caso di dirlo).

“Il nostro Everest sarà la Roncola – spiega Marco, di Calusco d’Adda -. Partiremo alle 4 del mattino e dovremo percorrerla diciassette volte”.

Almeno ci proveranno. Del resto, l’obiettivo è quello di entrare nell’albo d’oro della competizione. Fino ad ora ci sono riusciti circa 2 mila ciclisti in tutto il mondo, poco più di un centinaio in Italia. C’è chi ha percorso la salita Etna-Sud otto volte, chi sette volte il Passo Gavia e chi ha “scalato l’Everest” sul Monte Petrano, lungo l’Appennino umbro-marchigiano.

Chi accetta la sfida deve necessariamente dotarsi di Gps sulla propria bici al fine di tracciare il percorso e calcolare il dislivello. È quanto prevede il regolamento della sfida, nata dall’idea di un gruppo di ciclisti australiani noto come ‘The Hells 500’. Sono loro a decidere se un tentativo può essere approvato oppure no, proprio dopo aver analizzato con cura il file. Oltre al Gps, è caldamente consigliato l’utilizzo di una bicicletta idonea all’impresa. Ma, soprattutto, assicurarsi di essere in buone condizioni fisiche e di salute.

Per prepararsi all’impresa, infatti, Marco e Simone si sono allenati parecchio. “Ad agosto abbiamo pedalato da Calusco fino a Venezia, poi ore e ore in bici ogni fine settimana, qualche volta anche di notte”. Lo scorso anno avevano percorso in ventiquattr’ore il tragitto Bergamo-Sanremo. Ancora prima Marco, in sella alla sua Bianchi color verde acqua, era arrivato da Bergamo a Roma in cinque giorni.

Fino a 18 anni i due hanno praticato il ciclismo a livello agonistico. Poi, quando sono subentrati gli impegni di lavoro (Marco è operaio metalmeccanico, Simone fa il chimico) la loro è diventata una semplice passione. “Semplice ma enorme”, fa notare Marco. La bizzarra prova che affronteranno lo dimostra eccome.

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