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Cabinovia di Foppolo, altro nulla di fatto: rinviata a gennaio la decisione sui fondi

Ancora una riunione fiume dell'assemblea della Comunità Montana: il commissario chiede, e ottiene, una nuova proroga e la minoranza insorge, chiedendo che i soldi vengano destinati ad altre opere strategiche per la Valle.

Bloccare o meno i fondi stanziati dal Bim per la cabinovia di Foppolo? Giovedì 6 settembre si è riunita a Piazza Brembana l’Assemblea della Comunità Montana per decidere cosa fare dell’impianto Ronchi-Montebello. Un’opera tanto discussa quanto strategica per il comprensorio sciistico dell’alta Valbrembana, travolto dall’inchiesta giudiziaria della Procura di Bergamo.

Una seduta che di fatto ha lasciata invariata la situazione, concludendosi con una nuova proroga della “sospensione” di quei 750mila euro che il Bim aveva messo nella disponibilità del Comune di Foppolo per la realizzazione dell’intervento e già in parte (150mila) spesi.

Dopo quasi tre ore di discussione, il commissario prefettizio di Foppolo Letterio Porto ha chiesto altro tempo, fino a gennaio 2019, per analizzare ulteriormente la situazione e poter dare dei chiarimenti: una richiesta accolta dalla maggioranza dell’assemblea e che conferma i fondi per il Comune travolto dagli scandali giudiziari.

La minoranza, guidata dal primo cittadino di Olmo al Brembo Carmelo Goglio, aveva presentato una mozione, sottoscritta da altri 11 sindaci, di ritiro di quella somma: “La maggioranza ha deciso di concedere altro tempo a Foppolo – ha commentato con amarezza – E temo che il copione si possa ripetere anche a gennaio del prossimo anno. La nostra posizione è chiara: la Valle ha tanti altri bisogni e ci sono molti settori che potrebbero trarre parecchio beneficio da quei fondi, se si decidesse di svincolarli dall’attuale destinazione. Che senso ha lasciarli fermi? Utilizziamoli altrove, nell’interesse di tutta la Valle, e poi quando Foppolo avrà risolto i suoi problemi torniamo a valutare la questione”.

Il copione della seduta è stato quasi in fotocopia a quanto successo lo scorso 15 maggio quando ci vollero sempre tre ore di botta e risposta tra le parti per arrivare alla sospensione: “Allora fu un garbo lasciare del tempo al commissario, che si era da poco insediato – sottolinea Goglio – Così anche noi avevamo accettato di tornare a discuterne dopo tre mesi”.

Ma oltre al caso dei fondi, in Valle c’è chi nutre seri dubbi anche sulla bontà dell’intera opera: le ombre sull’appalto e le intercettazioni dei protagonisti non lasciano dormire sonni tranquilli.

La questione, dunque, tornerà all’ordine del giorno della Comunità Montana solamente nell’anno nuovo ma all’orizzonte rimane un elemento in grado di sovvertire ogni previsione: la Corte dei Conti, infatti, deve ancora pronunciarsi sulla possibilità di rientro ventennale dal debito milionario del Comune di Foppolo e qualora il piano predisposto dall’amministrazione dovesse essere respinto, e dichiarato il default, i fondi dovrebbero trovare una nuova destinazione.

 

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