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Come riconoscere un’allergia, i consigli dell’esperta

Abbiamo incontrato la dottoressa Valeria Ortolani, allergologa che sarà presente in Habilita Poliambulatorio San Marco a Bergamo a partire dal 28 settembre.

Allergie: un problema che oggi colpisce un numero importante di persone (più del 30% della popolazione generale) e che può creare non pochi fastidi a chi ne è vittima. Proprio per questo motivo la figura dell’allergologo riveste un ruolo sempre più di primo piano nella diagnosi e nella cura delle patologie allergiche.

Valeria Ortolani

Abbiamo incontrato la dottoressa Valeria Ortolani, allergologa che sarà presente in Habilita Poliambulatorio San Marco a Bergamo a partire dal 28 settembre. A lei abbiamo chiesto innanzitutto di inquadrare la figura dell’allergologo. “L’allergologo si occupa di diversi aspetti: tra le patologie più ricorrenti e più diffuse ci sono sicuramente la rinite allergica e l’asma. Aggiungerei poi le allergie alimentari, la sindrome orticaria-angioedema, l’allergia al veleno degli imenotteri e l’allergia a farmaci”.

A livello ambulatoriale, durante una visita dall’allergologo, come si può intervenire? “Per effettuare diagnosi di un’allergia respiratoria – spiega la Dr.ssa Ortolani – è possibile fare iprick test se si presume un problema di oculorinite allergica o di asma allergico oltre alla spirometria in quest’ultimo caso. Anche in caso di allergia alimentare, vengono effettuati iprick test che rappresentano il primo approccio diagnostico. In un secondo momento, sia per le allergie respiratorie che per quelle alimentari, è possibile fare un esame approfondito del sangue, ma solo in caso di effettiva necessità”.

Lei ha parlato del prick test che viene effettuato per i casi di allergie respiratorie o alimentari. In che cosa consiste? “Il prick test è un test allergologico cutaneo di fondamentale importanza per la diagnosi delle allergie respiratorie e alimentari. In piccole boccettine è presente un liquido contenente gli allergeni da testare. Ne viene messa una goccia sulla cute disinfettata e poi viene fatta penetrare nel primo strato della cute con una lancetta monouso applicando una lieve pressione. Dopo circa 15 minuti si può avere una risposta affidabile circa la positività o meno del soggetto ad un determinato allergene”.

Quali sono le allergie sulle quali si può intervenire più velocemente? “L’allergia respiratoria e quella alimentare si possono spesso diagnosticare in molto veloce in ambulatorio; per quanto riguarda la sindrome orticaria-angioedema, l’allergia a veleno di imenotteri e l’allergia a farmaci si tratta invece di un’analisi che deriva dall’anamnesi e da esami successivi rispetto a quelli ambulatoriali (esami del sangue)”.

Quali sono i primi sintomi che possono far pensare che si è affetti da un’allergia? “Per quanto riguarda la rinite allergica i sintomi più evidenti sono il naso che cola, gli occhi che prudono, starnuti continui e ostruzione nasale che si ripete da qualche anno sempre nello stesso periodo, oppure che insorgono improvvisamente e che durano più dei soliti tre o quattro giorni abituali in caso di rinite virale. Per quanto riguarda l’asma ci possono essere, associati ai precedenti sintomi di oculorinite, anche la mancanza di fiato, il tipico sibilo espiratorio o la tosse secca: tutti campanelli d’allarme che dovrebbero indurre il soggetto ad andare dal proprio medico curante e poi dallo specialista allergologo per una visita di controllo. Anche per quanto riguarda l’allergia alimentare ci possono essere dei segnali evidenti. Si può manifestare una sindrome orale allergica: mangiando alcuni tipi di frutta o verdura può sopraggiungere un senso di prurito al cavo orale o gonfiore delle labbra. Ci possono poi essere episodi di orticaria acuta con sintomi ancora più gravi quali le anafilassi fino allo shock anafilattico. Vorrei poi precisare che l’allergia alimentare si manifesta un sintomo acuto, a breve distanza dall’assunzione di alimenti (circa 1 ora o al massimo 4-5 ore in casi particolari): cioè significa che se io mangio un alimento a cui sono allergica compare un sintomo immediatamente, entro un’ora circa. Se non mangio tale alimento l’orticaria o l’angioedema non si presentano. Se invece siamo di fronte a una sindrome orticaria-angioedema i sintomi si presentano indipendentemente dall’assunzione di alimenti o farmaci. In questi casi la patologia non ha una base allergica”.

Si può guarire dalle allergie? “Dal punto di vista dell’allergia respiratoria – conclude la dottoressa Ortolani – si può guarire in quanto l’allergologo può effettuare oltre alla terapia medica basata su farmaci sintomatici anche l’immunoterapia con specifica con allergeni e dunque, curare quindi asma, rinite allergica e allergia da veleno di imenotteri. Per ciò che riguarda l’allergia alimentare e quella da farmaci, purtroppo, la soluzione è evitare l’alimento o il farmaco a cui si è allergici”.

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