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Ex-Mangimi Moretti: al via i lavori di demolizione, finiranno in primavera fotogallery

Primo step verso la riqualifica del complesso abbandonato dal 2005. Il piano prevede nuovi spazi commerciali e viabilità

È previsto giovedì 6 settembre l’inizio dei lavori di demolizione agli edifici ex-Mangimi Moretti. Ad occuparsene sarà l’impresa Agatonisi Srl di Largo Porta Nuova. Secondo le previsioni termineranno entro sei mesi, il 6 marzo 2019.

Un intervento atteso, dato che l’enorme complesso, abbandonato dal 2005, è diventato nel tempo un rudere degradato e pericoloso, frequentato dagli abusivi nel quartiere di Campagnola. Ora, dopo tredici anni, si prepara a rinascere.

Il progetto di riqualificazione – recentemente presentato dal Comune di Bergamo e dalla Arki Srl, proprietaria dell’area – prevede nuovi spazi commerciali (in parte destinati al terziario e in parte al settore alimentare) oltre a una serie di opere destinate a modificare la viabilità della zona, compresa la revisione della rotonda all’incrocio fra la circonvallazione e via San Giovanni Bosco.

Ma non solo, anche spazi verdi attraverso la creazione di due parchi pubblici e l’installazione di una passerella in grado di collegare i quartieri di Malpensata e Campagnola: “Creeremo due parchi di circa 2.500 metri cubi posti l’uno nei pressi di via Case Barca, nato a seguito della demolizione di alcune case, l’altro nei pressi del torrente Morla, come previsto dal piano vigente – ha spiegato l’architetto Attilio Gobbi, progettista del piano -. Ai lati delle carreggiate della circonvallazione verranno posti dei terrapieni dove sorgeranno le basi di una passerella lunga circa 30 metri, che permetterà al parco di via Case Barca di essere collegato”.

Se l’area così come la conosciamo sarà presto demolita, sono attesi in primavera i lavori di ricostruzione: “Prevediamo di concludere il progetto entro la fine del 2019” ha già fatto sapere Pierangelo Lumina, amministratore della società Arki Srl.

Il tutto costerà all’incirca una decina di milioni di euro, a cui ne vanno aggiunti altri tre per le opere pubbliche.

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