Da Pizzino al rifugio Gherardi: un’escursione adatta a tutti
A 1650 metri s.l.m. sulle Prealpi Orobiche, il rifugio Angelo Gherardi offre un panorama su tutta la valle e la pianura lombarda
Adoro camminare in montagna e godermi la natura incontaminata. Amo il silenzio e i paesaggi mozzafiato. Ho avuto la fortuna di fare parecchie escursioni e mi piacerebbe consigliarne una in particolare. Dove ci troviamo? Ovviamente a Bergamo. Si tratta di una camminata adatta a tutti: famiglie, bambini, coppie, adulti, anziani… Poco impegnativa, anche per coloro che pretendono di non fare “troppa fatica”. È raccomandabile persino a chi inizia a muovere i primi passi in montagna. È una gita tranquillamente fattibile in giornata, alla ricerca di un po’ di natura e aria fresca.
Il sentiero di cui vi sto parlando parte da Pizzino, una piccola località della Val Taleggio che si può raggiungere in modi differenti. Sicuramente l’accesso più semplice e comodo è quello dalla Valle Brembana.
Lasciando la statale a San Giovanni Bianco, è necessario imboccare sulla sinistra la provinciale della Val Taleggio. Si giunge a Sottochiesa dove si svolta a destra in direzione di Pizzino. Successivamente si prosegue sino alla Località Quindicina, piccolo gruppo di baite, dove si può lasciare l’auto. Si tratta comunque di una strada facilmente raggiungibile; è soltanto necessario pagare una quota di 3€ per il passaggio dell’auto, trattandosi di una strada privata.
Dopo aver parcheggiato, sulla sinistra, accanto ad una casa privata parte il sentiero con il segnavia n. 120. La durata del percorso è di circa un’ora. Inizialmente il percorso è caratterizzato da un tratto boschivo, tra noccioli e faggi. Una volta usciti dal bosco, si prosegue sul versante della montagna per poi far capolino in mezzo a grandi prati. Qui è possibile scorgere una piccola baita. È facile imbattersi in qualche mandria di mucche o manzi che pascolano pacificamente in prossimità dell’abitazione. Dalla baita il sentiero dispiega a destra e, dopo circa una ventina di minuti, si inizia ad intravedere la bandiera del rifugio Gherardi.
A questo punto è impossibile non restare colpiti dal paesaggio: il rifugio infatti si trova immerso in un vasto e verdissimo altopiano. Ci si può rifocillare su uno dei tavoli da pic-nic, rilassarsi sulle sdraio messe a disposizione, leggere un libro, giocare a palla o a carte… Il rifugio ha una capienza di circa 70 posti letto e altrettanti posti a sedere in sala da pranzo. Avrete la possibilità di pranzare all’interno del Gherardi, scegliendo dal menù tra diversi piatti nostrani. Il rifugio è aperto continuativamente da metà giugno a metà settembre, mentre per il resto dell’anno rimane aperto esclusivamente durante i giorni festivi e prefestivi.
La gestione è affidata ad un gruppo di volontari dell’Operazione Mato Grosso ed il ricavato è interamente devoluto per il sostentamento dell’attività dell’ospedale di Chacas in Perù.
Per gli escursionisti più coraggiosi ed esperti sono possibili diverse ascensioni alle cime che circondano il Gherardi, quali il Monte Sodadura (metri 2010 s.l.m.), il Monte Aralalta (metri 2008 s.l.m.) e il Pizzo Baciamorti (metri 2009 s.l.m.).







