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Caso Bof, la preoccupazione dei 5 Stelle e le rassicurazioni del Comune di Bergamo - BergamoNews
Bergamo

Caso Bof, la preoccupazione dei 5 Stelle e le rassicurazioni del Comune di Bergamo

Prima la lista Tentorio, poi i sindacati (ecco l’articolo) ed, infine, nella giornata di martedì settembre è arrivata l’interrogazione dei consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Fabio Gregorelli e Marcello Zenoni preoccupati per la società Bof, Bergamo Onoranze Funebri. 

“La grave situazione che si è venuta a creare all’interno della Bof (Bergamo Onoranze Funebri), società di proprietà comunale, dovuta alla volontà da parte della Giunta e per il tramite dell’amministratore delegato di applicare il contratto privatistico in sostituzione di quello degli enti locali, ha creato comprensibili tensioni tra i dipendenti, a tal punto da essere costretti a dichiarare lo stato di agitazione sindacale per la seconda volta in meno di un anno. Siamo preoccupati per la gestione della società, a nostro avviso superficiale, confusa e poco chiara. Riteniamo sia necessario che venga concretizzato il prima possibile il piano di rilancio della società, tenendo informato il Consiglio Comunale e i lavoratori stessi. Inoltre vorremmo avere un aggiornamento sull’attuale stato di salute economico-finanziaria” scrivono in una interrogazione Gregorelli e Zenoni. 


LA REPLICA DELL’ASSESSORE ANGELONI

Pronta la replica dell‘assessore comunale Giacomo Angeloni che ricorda ai 5 Stelle di aver già chiarito tutto pochi giorni fa rispondendo al consigliere Danilo Minuti.

“Non ci sarà alcun cambio di contratto per i dipendenti della Bergamo Onoranze Funebri (Bof)”. “Alla fine del 2016 il consiglio comunale ha votato affinchè la gestione della Bof rimanesse nelle mani del Comune di Bergamo e da qui abbiamo stilato un nuovo piano industriale, che è stato successivamente portato in commissione benchè, trattandosi di un’azienda pubblica, non fosse un atto necessario – afferma Angeloni –. In quell’occasione il piano è stato presentato e di conseguenza anche la possibile modifica del contratto, a differenza di quanto scritto nell’interrogazione. Per i dipendenti correnti non vi sarà alcuna modifica del contratto, poiché rimarrà in vigore l’attuale contratto di dipendente pubblico. L’entrata in vigore del contratto collettivo nazionale di lavoro delle pompe funebri riguarderebbe invece soltanto i nuovi assunti ”.

L’AMMINISTRATORE DI BOF, ONDEI: CONTRATTI DEL SETTORE

“Facciamo seguito alla Vostra comunicazione PEC del 3 settembre 2018, e ribadiamo la nostra disponibilità a confrontarci con le organizzazioni sindacali, peraltro già segnalatavi nella precedente comunicazione di recesso dagli accordi aziendali, al fine di pervenire ad una soluzione condivisa circa il trattamento dei lavoratori già in forza – scrive in una nota Fabrizio Ondei, amministratore unico di Bof –. In particolare, si ribadisce che l’intendimento della società, stante l’assoluta necessità di attuare politiche di razionalizzazione dei costi atte a riequilibrare i margini di struttura e gli indici di redditività, nonché a garantire il mantenimento ed il miglioramento di equilibri, anche economico-finanziari, rispetto al numero di servizi erogati, è sempre stato ed ancora è quello di individuare modalità di razionalizzazione dei costi del personale In tale contesto, si è deciso di intervenire sul contratto collettivo attualmente applicato – Regioni ed Autonomie Locali – che impone alla società di farsi carico di oneri differenti e superiori rispetto a quelli degli altri concorrenti che operano nello stesso mercato.
Come è stato illustrato anche dall’Assessore Angeloni nella sua risposta ad interpellanza del 26 agosto 2018, l’intenzione della società è quella di applicare integralmente la regolamentazione collettiva propria del settore in cui opera – vale a dire il CCNL per il Personale dipendente da imprese esercenti attività di pompe e trasporti funebri – mantenendo in vigore per i lavoratori già in forza i trattamenti attualmente in essere, auspicabilmente tramite una soluzione condivisa nell’ambito di un accordo di secondo livello che possa armonizzare il più possibile le diverse
condizioni alle quali i dipendenti verrebbero a sottostare”.

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