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Ucciso a Milano nel 2016: spunta sospetta aggressione nel 2013 a Piazzatorre

Il commerciante milanese Maurizio Pozzi venne trovato nel suo appartamento il 5 febbraio 2016: secondo i pm la figlia sarebbe la mandante e ci sarebbe pure un precedente tentativo.

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Le ragioni e i contorni di quell’aggressione a Piazzatorre del 27 settembre 2013 non erano mai stati chiariti: in quell’occasione Maurizio Pozzi e sua moglie Angela, originari del Milanese in villeggiatura in Alta Val Brembana, vennero avvicinati da un uomo incappucciato armato di bastone che li aveva colpiti più volte causando prognosi rispettivamente di 35 e 7 giorni.

Ma una spiegazione, ora, potrebbe arrivare dal Tribunale del Riesame che mercoledì ha disposto l’arresto per Simona Pozzi, la figlia della coppia, ritenendola il mandante dell’omicidio del padre, avvenuto la notte del 5 febbraio 2016 nella sua abitazione di via Carli: una sentenza che accoglie l’ipotesi avanzata dai pm Antonia Pavan e Alberto Nobili, rigettata invece a maggio dal Gip.

Secondo gli inquirenti i due episodi sarebbe strettamente collegati e a confermarlo sarebbe anche l’aggressore di quella sera, il pregiudicato Pasquale Tallarico, che avrebbe ammesso ai pubblici ministeri di essere stato assoldato dalla figlia Simona per tremila euro.

L’accusata respinge ogni addebito e ha già presentato ricorso alla Cassazione: per questo la misura cautelare del carcere rimane in sospeso e la donna, che nega anche che la morte del padre sia un delitto, rimane in libertà fino al pronunciamento della Suprema Corte.

Quanto ricostruito dai pm a partire dalla denuncia che Maurizio Pozzi fece il 17 ottobre 2013 ai carabinieri di Affori (Milano) è inquietante: quella sera marito e moglie avevano preso un caffè in un bar di Piazzatorre, paese dove erano conosciuti in quanto avevano una casa di villeggiatura, e fatto rientro a casa poco dopo.

Appena scesi dalla loro auto, una Renault Scenic, erano stati avvicinati da un uomo con jeans e felpa, volto travisato e un grosso bastone tra le mani: le grida di una vicina di casa che stava assistendo alla scena avevano fatto scattare l’allarme ma l’aggressore fece in tempo a colpire il commerciante milanese che aveva riportato diverse lesioni e fratture.

In un primo momento Maurizio Pozzi era stato ricoverato all’ospedale di San Giovanni Bianco e poi trasferito al Galeazzi di Milano dove era stato sottoposto a intervento chirurgico.

A sostegno della loro versione gli inquirenti hanno incassato anche la confessione dell’indiziato numero uno per l’aggressione: la figlia, però, nega tutto.

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